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  • LANDE DESOLATE? 17 Dicembre 2018

    L’operazione “Lande desolate”, per la quale il presidente della Regione, Oliverio, è nella dimora obbligatoria di S. Giovanni in Fiore, è stata chiamata così dagli inquirenti per un eccesso di pudore. Basta ascoltare le tre intercettazioni che si trovano su Repubblica e altri media, per capire che i nomi più adatti sarebbero stati altri: 1) Cacate mai viste; oppure 2) Ma che almeno facessero trovare là delle persone che tagliano. Entrambe spiegano bene la situazione calabrese. La seconda, le persone che tagliano, richiamano subito alla mente le famose vacche di Fanfani e moltissimi uffici pubblici. Ma, come scriveva in un suo libro il povero giornalista calabrese Antonio Megalizzi, ucciso a Strasburgo, noi calabresi preferiamo prendercela con l’Europa autoassolvendoci per tutte le cacate mai viste che facciamo. La storia mi interessa per gli impianti di Lorica, essendo io uno sciatore. Tantissimi anni fa, era l’1 maggio, e ancora a Lorica c’era la neve. Ma, come succedeva spesso, con una scusa chiudevano gli impianti, avendo tutti gli addetti delle piste un doppio lavoro. Una signora di Modena disse ad uno di questi lavativi: voi avete la fortuna naturale di avere la neve a maggio  e non ve ne frega niente. Io a Lorica per questo non scio da anni, ma basta seguire questa indagine per capire come i lavori fatti per il nuovo impianto siano opera di criminali. Lo avevamo capito tutti che sotto c’era del marcio, quando l’apertura del nuovo impianto veniva rinviata sine die (con la scusa della morte di un operaio). A Camigliatello, impianto dei cusentini, una cosa del genere non poteva avvenire.   

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  • SCUOLA- LE 3 COSE CHE NON PIACCIONO AI PROFF 12 Dicembre 2018

    Ci sono tre cose che ai docenti italiani non piacciono, da sempre. 1) Non piace loro essere pagati, come tutti gli altri lavoratori dipendenti, per le ore effettive di lavoro settimanali (se gli alunni sono tutti assenti, loro vanno a spasso, ma se in un negozio non entrano clienti non è che il commesso se ne esce). 2) La seconda cosa la si capisce guardando ad una novità dell’Esame di Stato, dove per le due prove scritte nazionali è stata prevista adesso una griglia di valutazione nazionale. Un piccolo passo avanti, ma che non risolve il problema della discrezionalità della misurazione di ogni prova. Immaginate cosa sarebbe la scuola italiana se alla fine dell’anno ogni studente dovesse misurarsi (il verbo è scelto apposta) al computer con una batteria di quesiti previsti a livello nazionale per ciascuna materia. L’alunno Rossi di Bolzano e l’alunno Bianchi di Ragusa (per es. della prima dell’ITE) saprebbero che il voto dato a ciascuno è oggettivo, che in tutta Italia si sono studiati gli stessi argomenti per quella materia, e che i docenti in classe ci vanno per facilitare l’apprendimento. In parole povere, è quello che già succede per ottenere la patente di guida o il certificato Ecdl. Questa seconda cosa non la vedremo mai, e quindi accontentiamoci delle griglie nazionali di valutazione, ovvero dei parametri, che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa. Ma pur con la griglia comune, ogni prof poi farà come crede e sa. Perché ho detto che la valutazione non diventerà mai nazionale e oggettiva? Perché già le cd “prove parallele” che le scuole, di ogni ordine e grado, stanno da anni svolgendo per tentare (attenzione al verbo) di limitare la varianza tra le classi (per es., nella sez. A si studia italiano in modo superficiale, nella B in modo approfondito), sono osteggiate dai docenti, e in ciascuna scuola sono svolte solo sulla carta: i proff di una stessa materia non riescono neppure a mettersi d’accordo su cosa gli alunni di un determinato anno dovranno alla fine sapere e saper fare. Le prove da somministrare vengono stabilite attraverso estenuanti mediazioni al ribasso, vengono svolte consentendo di copiare, e dopo la correzione, non se ne parla più. Una cosa che si fa per dire che è stata fatta, senza crederci più di tanto. 3) Infine, i docenti non amano parlare con i genitori. I genitori possono essere i peggiori o i migliori del mondo, ma per i docenti sono il pane quotidiano. I genitori non si scelgono, arrivano e ti portano alunni, la materia prima per insegnare. Ora, insegnare senza voler parlare ai genitori, o parlandoci poco (è la stessa identica cosa) è come un medico che dicesse: io visito il paziente ma non parlo con i parenti. Come lo considerereste questo medico, sano di mente? E perché consideriamo sani i proff che pensano alla loro attività come quella che si svolge in aula con gli alunni e non capiscono l’essenzialità del rapporto con i genitori? Solo se scuola e famiglia collaborano e s’intendono e perdono tempo per parlarsi (non tramite whats app), migliorano le prestazioni degli studenti.  Si dice: le famiglie sono peggiorate. Perché, le scuole sono migliorate?  

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  • IL PADRE NON TRADISCE I FIGLI 11 Dicembre 2018

    Arrestato un padre che intendeva acquistare una Fiat Abarth decapottabile senza pagarla. “L’ho promessa a mio figlio. Io non tradisco i figli”, ha gridato. Protestava: “Ma come, Di Maio promette soldi senza averli e dice di non voler tradire gli italiani,e voi arrestate me?”

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  • OROSCOPO DELL’ELITE 10 Dicembre 2018

    GEMELLI (Vespa Bruno 27 maggio).   Sarete alle prese con Giove contrario fino a dicembre e Nettuno, in posizione destabilizzante e confusionaria per tutto il 2019. Ad aiutarvi, ci penserà il provvidenziale sestile di Urano che fino a marzo rimarrà in Ariete. Un transito che vi renderà tempestivi ed ingegnosi e che vi aiuterà ad impostare correttamente la vostra agenda dell’anno. In sintesi, fate l’unica cosa che sapete fare, lo zerbino del potente di turno.

    CAPRICORNO (Renzi Matteo 11 gennaio). Che barba Urano di nuovo in Ariete! Beh, cari amici, tenete duro: perché questo transito, la vostra spina nel fianco per parecchi anni in precedenza, avrà i giorni contati! Ormai siete come quel perdente alla roulette che è convinto di doversi rifare. Sino a quando non vi cacciano con la polizia, continuate a giocarvi tutto.

    BILANCIA (Berlusconi Silvio 29 settembre, Zingaretti Nicola 11 ottobre, Travaglio Marco 13 ottobre). Ancora un anno di revisione, di eliminazione, di chiusura, come suggeriscono Plutone e Saturno in Capricorno. E con Urano in Ariete, fino a marzo può darsi che questo compito risulti faticoso. Volete o no prendere atto che la Bilanci non è un soggetto equilibrato ma un eterno indeciso? Speriamo che nel 2018 lo comprendiate,grazie al sostegno generoso di Giove in Sagittario che vi proteggerà fino a dicembre.

    PESCI (Matteo Salvini 9 marzo). Giove in Sagittario vi infastidirà fino a dicembre. Un transito che potrebbe comportare difficoltà economiche, cambiamenti inaspettati nella professione o in famiglia, o rendervi insoddisfatti e poco sicuri di voi stessi. Meno male che vi aiuteranno a spada tratta Giorgetti, Plutone e Saturno in Capricorno, pronti a migliorare razionalità, concretezza e tenacia, e da marzo anche Urano in Toro, che vi porgerà una mano di aiuto proprio quando più vi servirà. 

    CANCRO (Luigi Di Maio 6 luglio, Grillo Beppe 21 luglio). A inizio 2019 vi farete molte domande. Non sempre, però, troverete le risposte giuste, sotto lo sguardo acido di Saturno e Plutone. Il fatto è che non capite le domande. Fino a marzo, anche Urano se la prenderà con il vostro Segno, ma da qui in poi il pianeta passerà in Toro dove vi promette finalmente idee chiare e scelte tempestive. Lasciate la politica, senza più domande che non capite e risposte che non sapete. Siate elastici, ingegnosi e creativi: se siete tondi, non potete diventare quadrati.

    LEONE (Mattarella Sergio 23 luglio, Conte Giuseppe 8 agosto). Iniziare l’anno con Giove e Urano a favore non ha prezzo! Con questi due Jolly a vostra disposizione sarete tra i segni fortunati di inizio 2019. Fino a marzo procederete con il vento a favore, sia per la professione che per l’ambito personale. Ma da inizio marzo Urano scombinerà i vostri progetti con imprevisti e situazioni inaspettate. Che Dio ve la mandi bene, ci andate in Chiesa? Non basterà, occorrono miracoli.

    SCORPIONE (Gentiloni Paolo 22 novembre). Plutone e Saturno in Capricorno più Nettuno in Pesci consigliano di migliorare le vostre relazioni fino a marzo. Da marzo, con Urano in Toro, le novità potrebbero arrivare ma senza bussare prima alla porta! Questo transito, che vi accompagnerà per parecchi anni, vi chiederà elasticità e prudenza: meglio navigare a vista che non fare progetti quinquennali! Gli italiani hanno bisogno di persone serie, competenti, e non sbruffoni. Avanti, scorpioni.

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  • WHATEVER IT TAKES 10 Dicembre 2018

    Giovedì 26 luglio 2012, Londra, piena di suoni e luci mentre si inaugurano i giochi olimpici. Alla Lancaster House, davanti un pubblico di banchieri e uomini di finanza invitato dal primo ministro David Cameron per la Global Investment Conference. “All’interno del nostro mandato, la Bce è pronta a fare tutto quel che è necessario (whatever it takes) per preservare l’euro”, dice Mario Draghi, dopo aver rappresentato la moneta unica come un calabrone capace di volare, sfidando tutte le leggi della fisica. Poi si ferma, alza gli occhi verso il suo uditorio e aggiunge: “E credetemi, sarà abbastanza”. “Whatever it takes”. Fu una “intuizione geniale” secondo Christian Noyer, l’ex governatore della Banca di Francia (dal 2003 al 2015). La differenza tra uno statista e un parolaio, riuscite a coglierla? (L’anno di Mario Draghi, di Stefano Cingolani, il Foglio)

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  • UN PENSIERO DA CONSERVARE NEL TACCUINO 9 Dicembre 2018

    Una perla di Honoré de Balzac (“La pelle di zigrino”) : “La libertà genera l’anarchia, l’anarchia porta al dispotismo, il dispotismo porta di nuovo alla libertà. Non è forse questo il circolo vizioso in cui sempre girerà il mondo morale? Quando l’uomo crede di aver perfezionato le cose, le ha solo spostate”

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  • CALCIO E SCUOLA- I VOTI VALUTANO CHI LI DA’ 8 Dicembre 2018

    I voti si mettono a scuola e nessuno spiega, troppo difficile, che essi hanno un valore relativo. Vediamo perchè. A Ronaldo, fuoriclasse della Juventus, per la partita Juve-Inter di ieri, il maestro interista Guido De Carolis del Corsera ha messo 5,5 (5 ad Asamoah, 6 a Icardi, il suo cocco). Ha fatto pure il giudizio: “Giocoliere all’inizio, si prende la scena con colpi più ad effetto che efficaci”. Se fossi stato il padre di Ronaldo, gli avrei spiegato: Figlio mio, non te la prendere. Tu impegnati sempre, dai sempre il massimo. Non sono i voti, spesso dati da gente incompetente o incontentabile, o i palloni d’oro, a dare la misura del tuo valore. Sono l’affetto e la stima dei compagni, dei tifosi, degli sportivi. Sono le vittorie”.

    Se invece fossi stato il direttore del Corsera e qualcuno mi avesse chiesto – ma Lei  condivide questa valutazione? -, avrei risposto. I voti, non l’hanno capito a scuola ma neppure nella società, non valutano chi li riceve ma solo chi li dà. In questo caso, io direttore, ho potuto capire che il mio giornalista De Carolis, non capisce nulla di calcio e durante la partita fa altro. Non dare la sufficienza a Ronaldo per la partita con l’Inter, significa non riuscire a valutare neppure l’impegno. Il migliore in campo è stato Bentancur e De Carolis gli ha dato 6, Matuidi ha giocato benissimo e gli ha dato 6, Cancelo è stato meraviglioso e gli ha dato 6,5. Sapete a chi ha dato 7 ? A chi ha fatto il goal. Ecco allora il metodo De Carolis. Lui a vedere la partita non ci va. Poi mette i voti a casaccio e il voto più alto lo mette a chi gli dicono che ha segnato. Non vi ricorda qualche prof delle scuole italiane?

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  • LA SINISTRA HA PERSO IL POPOLO. MA SIAMO SICURI? 6 Dicembre 2018

    Finalmente, a fine 2018, cioè a 9 mesi dalle elezioni, trovo uno, oltre a me, che spiega quanto sia falsa l’affermazione che il famoso “popolo” abbia abbandonato la sinistra. Scrive Paolo Franchi sul Corriere. “…non è vero che nella nostra storia repubblicana popolo e sinistra siano stati dei sinonimi. Nella prima Repubblica il partito più votato dal popolo era la Democrazia cristiana. Nella seconda il leader più apprezzato e più votato dal popolo era Silvio Berlusconi. Per come lo abbiamo inteso nella prima parte della storia repubblicana, il popolo è stato una lunga e paziente costruzione politica, intellettuale e anche (eccome!) organizzativa, nella quale furono decisivi i partiti, la Chiesa, le comunità intermedie, certo, ma anche le cosiddette élite (cattoliche, marxiste e laico-liberali) ebbero un ruolo di primo piano”. Il popolo era dc, era berlusconiano, adesso è casaleggio-salviniano, un giorno potrà essere di nuovo di sinistra. Alla sinistra, in Italia, si ricorre quando il disastro è stato compiuto e allora bisogna chiamare un medico buono, gli Amato, i Ciampi, i Prodi, i Monti, che ci tirino fuori dai guai. Poi, quando ci hanno risollevato, li sputeranno in faccia, come stanno facendo adesso con Monti e la Fornero. Questo è il popolo, sempre pronto a farsi prendere in giro. In tv  trovate gente che dice: al popolo abbiamo promesso A, B e C, e pertanto l’Europa non ci può impedire di dare A, B e C. Come si controbatte una pazzia simile? Dicendo la verità. Non puoi andare a comprarti un’auto senza volerla pagare dicendo: mi dovete dare un’auto gratis perchè l’ho promessa a mio figlio! Anche il popolo lo capirà che è una stronzata, ma prima dobbiamo affondare tutti, ecco il nostro destino. Come dice Navigator Di Maio: ne vedremo delle belle. Ecco, prima le dobbiamo vedere, e poi si ricorrerà alla sinistra.

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