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  • IL PROF VA IN PENSIONE E GLI ALUNNI GLI CANTANO GIORGIA 8 Giugno 2019

    Un video che ho visto su Repubblica.it del 7 giugno 2019. Il prof va in pensione, gli alunni a sorpresa cantano Giorgia: “Ho imparato da te”. E il video è virale. Era in giacca e cravatta come mai i suoi alunni lo avevano visto, alla festa della scuola di fine anno delle medie Guercino di Bologna. E a sorpresa i suoi alunni, la terza A, lo hanno salutato cantando “Come neve”, la canzone di Giorgia con Marco Mengoni che recita così: “Perché quello che sono l’ho imparato da te. Tu che sei la risposta senza chiedere niente”. Il prof, Giovanni Cocchi, 64 anni, una vita spesa per la scuola pubblica, in cattedra e fuori dalle aule con tante battaglie, si commuove. Va in pensione e li ringrazia così: “Questi sono i meravigliosi ragazzi della mia ultima splendida terza. Siamo cresciuti, e tanto, insieme. Me li porterò sempre nel cuore”. Il video è già virale. Tanti i commenti via social: “Giovanni, tu sei la scuola migliore”.

    Vorrei solo aggiungere qualcosa per tutti quelli che dicono scrivono e giurano che la valutazione nella scuola è impossibile. Guardatevi questo video e capirete che sono gli alunni a decretare senza errore alcuno chi è stato un bravo insegnante. Tutto il resto, bonus compreso, sono chiacchiere.

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  • QUANDO NASCE LA CRISI DELLA SINISTRA ITALIANA? 7 Giugno 2019

    La crisi della sinistra italiana, oggi così efficacemente delineata da Battista sul Corriere, quando nasce? Una ipotesi è che nasca da lontano addirittura da Enrico Berlinguer. Spiegatelo ai Veltroni che pontificano ancora oggi. Nel 1984, intervistato a Mixer da Giovanni Minoli, alla domanda su chi fosse la personalità internazionale cui andava la sua preferenza, Berlinguer rispose: Janos Kadar (nel 1984!); mentre in quegli anni (ha ricordato Ernesto Galli della Loggia) erano protagonisti sulla scena europea personaggi come Willy Brandt e Helmut Schmidt, François Mitterrand e Olof Palme. Oggi ciascuno di noi liberal può capire che tanto mi dà tanto: non capire 35 anni fa, nel 1984, non un secolo fa, che la strada alla sinistra europea la indicava lo svedese Olof Palme e non il politico ungherese Kadar, è stato un errore intellettuale tragico, causa di un’arretratezza ideale che ci ha condotto sin qui. La verità è che la parola “riformismo” nella sinistra italiana ha da sempre un significato dispregiativo. Qui son tutti rivoluzionari in servizio permanente effettivo. E l’aggettivo “realista” (che vuol dire stare con i piedi per terra) è impronunciabile in presenza di un italiano di sinistra. Tutti sognanti e utopici, così si descrivono. Si possono mantenere a posto i conti pubblici? Quella è roba che lasciamo fare ai mangiapatate dei tedeschi. Noi amiamo la buona cucina, senza poi voler pagare il conto

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  • FORUM TV: BERSANI 6 Giugno 2019

    BERSANI, UE’ RAGAZZI NON SIAM MICA (5 GIUGNO 2019) A “Markette di Martedì” (cit. Chiambretti) Floris presenta i libri in uscita di Veltroni e De Gregorio, il disco in uscita di Vecchioni, e Bersani che è uscito anni fa ma nessuno lo ha avvertito. Bersani rappresenta al meglio la tv generalista gerontocratica, è il TecheTechetè della politica. Parla ai reduci, agli sconfitti, agli orfani. Soprattutto ai masochisti (si studi il Chuck Rhoades di Billions 4), visto che insiste sul dialogo con i grillini dopo essere stato dagli stessi messo alla gogna. Parla ormai come Celentano, in nome di se stesso, non rappresenta gli ultimi ma la nostalgia e il rimpianto per quello che (non) è stato. Assomiglia a quei cantanti di una sola canzone (i Jalisse, Mario Tessuto) del “che fine hanno fatto”, affidati ad altri colleghi per un improbabile rilancio. Se ora affidassero Bersani a Luca Morisi, spin-doctor di Salvini, la prima cosa che questi gli direbbe sarebbe: “Appena ti sento dire – ue ragazzi, non siam mica… (oppure)… io un’idea ce l’avrei…, ti verso una birra in testa!”. (di frascop)

    FRASCOP E BERSANI (6/6/2019)

    Caro “ frascop”, voglio parlare del suo post su Bersani. Da quello che scrive ritengo che lei sia molto giovane e ignora tutto quello che è accaduto prima della sua nascita. Bersani è stato un grande uomo politico, molto preparato, serio e coerente nel suo proclamarsi di sinistra, ma anche esserlo veramente e certo non somiglia a “quei cantanti di una sola stagione” che lei cita. E’ stato ministro dell’Industria, dei trasporti e dello sviluppo economico. Le liberalizzazioni più importanti e concrete degli ultimi 20 anni le ha fatte tutte lui. Nel settore elettrico, nel commercio, nelle assicurazioni, nella telefonia mobile, cose concrete, non specchietti per le allodole. Lei era distratto o non era ancora nato???? Invece di citare a sproposito il Chuck Rhoades di Billions 4, faccia una piccola ricerca, si informi così dopo magari può pontificare a ragion veduta. Bersani è persona colta e sa parlare con costrutto e con logica, ha un vocabolario ricco e forbito senza esibizionismi culturali, è comprensibile a tutti. Ascoltarlo è molto piacevole e non certo per le sue metafore . E’ persona sincera, pura, altrimenti seguirebbe le “mode” e starebbe sull’onda!. E, anche se politicamente io sono agli antipodi rispetto a lui, l’ammiro. (di Giuliana Di Giuseppe)

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  • PALAMARA E CALCIOPOLI 5 Giugno 2019

    Basta saper aspettare. Uno come me che ama solo la giustizia e non sarà mai un becero tifoso, nè politico nè sportivo, oggi gioisce. Il nome lo avevo memorizzato, insieme con Palazzi, Auricchio e altri, nel dossier “calciopoli” che fece finire la Juve in serie B. Luca Palamara, ex consigliere del Consiglio superiore della magistratura è indagato a Perugia per corruzione ed è al centro di un’inchiesta su una combriccola (segnatevi il sostantivo) che lo vedeva protagonista insieme con alcuni magistrati, politici del pd come Lotti e Ferri e…il presidente della Lazio, Lotito (lo capite che il calcio ancora nel 2019 c’entra?) . Palamara è romanista ma amico di Lotito. La combriccola aveva vari obiettivi: annichilire l’indagine di Perugia su Palamara; farlo diventare procuratore aggiunto di Roma e nominare il successore di Pignatone; spezzare le ossa a Pignatone e Ielo attraverso una campagna su due giornali.
    Una carriera vertiginosa, che lo porta ai vertici dell’associazione nazionale magistrati a soli 39 anni. Nato a Roma nel 1969, Palamara entra in magistratura nel 1996 e come primo incarico viene assegnato alla procura di Reggio Calabria; qui si occupa di reati contro la pubblica amministrazione e successivamente passa alla direzione antimafia. Al 2002 risale il suo trasferimento a Roma, sempre come magistrato inquirente. Nel 2008 viene eletto presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, il più giovane giudice ad aver ricoperto questo incarico. Dal 2014 è componente togato del Csm Tra le inchieste che portano alla ribalta il nome di questo domineddio c’è infatti proprio la cosiddetta «calciopoli»: in particolare il filone legato al ruolo della Gea, la società di cui erano titolari l’ex dg della Juve Luciano Moggi e suo figlio Alessandro. La Gea era accusata di aver assunto un ruolo predominante nel mondo del calcio così che Moggi padre e figlio riuscivano a piazzare loro calciatori nelle maggiori società di serie A. Al processo Palamara chiede per «big Luciano» una condanna a sei anni ma il tribunale la riduce a un anno e sei mesi.

    Su “Libero” Moggi coglie la palla al balzo e scrive: “Era tra coloro che ci avevano dato per collusi con il sistema arbitrale: ricordate amici lettori la famosa “combriccola romana”, si trattava di arbitri di Roma che furono tutti assolti (avete memorizzato la combriccola romana vera ?). Era tra coloro che avevano indicato lo strapotere di chi vi scrive condizionante il campionato, mentre non ci fu mai traccia di offerte di danaro, viaggi spesati, né cene luculliane di fine anno per chicchessia. Come invece ci è dato di leggere adesso a carico del dottor Palamara, indagato per corruzione: amici, si invertono le cose, da Giudice a giudicato il passo è stato breve, il tempo è veramente galantuomo”.

    Ma come, dirà qualche sepolcro imbiancato. Difendi Moggi e non Palamara? “Palamara, il kingmaker…usava i quotidiani il Fatto e la Verità come macchina del fango” (Bonini, Repubblica). Infatti, Palamara è difeso oggi da Travaglio, che attacca solo Lotti, io continuo a dire che Calciopoli è stata la più grande ingiustizia sportiva italiana. Il tempo spiegherà tutto ai tifosi dei magistrati e di Travaglio. Tra piazzare calciatori e piazzare magistrati nei posti di vertice, la cogliete la sottile differenza?

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  • PARATICI 2: L’UNICO CHE SPIFFERA E’ RAMADANI 5 Giugno 2019

    Chi sarà il prossimo allenatore della Juve? Senza essere un giornalista e seguendo la vicenda da casa mia, in un primo articolo dicevo che andato via Marotta, il nuovo dt Paratici non fornisce più notizie ai giornalisti per cui i vari Di Marzio & C sono oggi completamente (al buio) spiazzati. L’unico che sta fornendo notizie ai giornalisti è Ramadani, agente di alcuni calciatori e di Sarri, il quale ha deciso comunque di tornare in Italia e alla Juve andrebbe di corsa. I giornali, imbeccati da Ramadani, hanno quindi dato per scontato che entro ieri (4 giugno) ci sarebbe stato l’annuncio da parte della Juve. Invece ieri a Napoli Paratici ha parlato e spiazzato tutti: stiamo valutando una serie di nomi. La mia impressione è pertanto la seguente, ecco la mia scommessa, la Juve innanzitutto aspetta Guardiola, che lascerà il club se il City non potesse fare la Champions. Il Manchester City è in attesa della sentenza Uefa che potrebbe determinare, nella peggiore delle ipotesi, anche la esclusione dalla Champions League. A metà maggio è arrivato per la società il deferimento. Paratici e la Juve hanno già pronto tutto, altrimenti non si spiegherebbe come mai Paratici ha fatto tre giorni di vacanza a Capri e va in giro a prendere premi. Quindi , la Juve aspetta Guardiola. E Milan e Roma aspettano la Juve. Se infatti Guardiola andrà alla Juve, Sarri potrà andare all’una o all’altra. Se invece alla fine Sarri andrà alla Juve, Giampaolo finirà al Milan. Non voglio fare il presuntuoso, abbozzo ipotesi ma la mia premessa si è rivelata accertata: con Paratici gli esperti di calciomercato non sanno più cosa aspettarsi. E la Juve mira ormai molto in alto, perchè solo Guardiola è in grado di zittire tutti, da Adani ai soloni di Sky, da Sacchi all’ultimo tifoso che parla dal bar sotto casa.

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  • AZZURRO DI PAOLO CONTE 5 Giugno 2019

    51 ANNI FA PAOLO CONTE AFFIDAVA A CELENTANO UN PEZZO MEMORABILE. MA LA SUA VERSIONE E’ QUELLA VERA.

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  • LUCIO BATTISTI: DON GIOVANNI 31 Maggio 2019

    DON GIOVANNI (1986) – PER RISCOPRIRE LA GENIALITA’ DI BATTISTI SENZA MOGOL E CON PASQUALE PANELLA Dall’inizio alla fine, ininterrotti, 3 battiti di tamburo poi 2 insieme fino alla fine! Geniale! Una melodia malinconica e struggente. E qui c’è il motivo dell’ addio alle scene: “che ozio nella.tournée,di mai piu tornare, nell’intronata routine, del cantar leggero, l’amore sul serio”. FAVOLOSO. (ANDRE 22)
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  • LE ELEZIONI DIVENTATE CON I SOCIAL UNA LOTTERIA 27 Maggio 2019

    Le elezioni europee una volta erano in Italia l’occasione del voto in libera uscita. Era un voto dato a capocchia e lo capii un anno in cui la Bonino prese l’8% per il motivo che in tv si presentò solo lei. Ma adesso, come dice Galli della Loggia, c’è da prendere atto di un dato nuovo: ogni elezione è una lotteria. Può uscire qualsiasi numero. Comunali, regionali, politiche, un leader può andare sopra o sotto come alle montagne russe. Le chiacchiere televisive stanno a zero, oggi contano solo i social. Prendiamo un dato che dimostra la stupidaggine dei Travaglio & C. (gli antirenziani doc): i sindaci exrenziani, Decaro a Bari, Nardella a Firenze, Gori a Bergamo, Ricci a Pesaro. Hanno conquistato tutti il secondo mandato al primo turno. Come si spiega questo dato così dissonante rispetto al trionfo leghista? Con la comunicazione, quella significativa di Decaro è stata curata da Proforma. Essi, insieme con Sala di Milano sono gli amministratori del pd che possono cominciare un corso nuovo. Che fare per il futuro? Lo ha spiegato benissimo il politologo Yasha Mounk: occorre  creare un’alternativa che prenda sul serio le paure dei cittadini senza copiare gli elementi illiberali e anti-democratici del populismo.

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