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  • ERNESTINO 7 Maggio 2019

    Non riesco a credere che Ernesto Persico ci abbia lasciati così, così presto come successe al padre Tonino. Lo avevo rivisto qualche giorno fa perchè si era fermato per chiedermi una cosa. Era sempre sorridente, vivace, simpatico. Lo conoscevo da bambino quando in famiglia sempre gli chiedevamo di cantare, perchè lo sapeva fare, come un cantante vero con i calzoncini corti. Poi, dopo la scomparsa del padre, al quale assomigliava molto, ha fatto il commerciante seguendo un dna familiare e il tempo è passato veloce per tutti noi. Era giovane, Ernestino, lo è sempre stato e per me rimarrà per sempre come un cuginetto che ha accompagnato la mia vita. Gli volevo bene come lui ne voleva a me e non capiremo mai perchè persone piene di vita come lui siano sottratte ai propri cari troppo presto.

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  • LAMEZIA COM’ERA COM’E’ 2 Maggio 2019

    Uno degli interventi più discussi sull’arredo urbano furono le palme sul corso. Il tempo è passato e nessuno ricorda più quanto fossero osteggiate. Oggi che critici non ci sono più, il problema è sul corso Numistrano, doppia fila libera!

    Con la piscina di piazza Mercato l’utenza ha interagito nei modi che vediamo. Forse pensavano che sarebbe stata la nostra fontana di Trevi, con una Anita Ekberg che vi si sarebbe immersa se le faceva caldo, ma Lamezia resta Lamezia.

    L’abbiamo vista così solo il primo giorno. La meglio gioventù

    Pertanto forse sarebbe necessario un intervento radicale che elimini l’acqua e realizzi, chessò! un prato. O una bella pavimentazione come quelle che mostrerò. Ma a Lamezia c’è la mania di riempire gli spazi

    a piazza Mercato Vecchio c’era verde non acqua

    Per rendere pedonabili i nostri 2 meravigliosi corsi, occorrono in via preliminare parcheggi in grado di limitare l’uso delle automobili per spostarsi.

    Poi, come succede sul corso principale di Perugia, si potrebbe consentire al centro di aprire spazi per bar e ristoranti

    Dagli anni novanta (amm. Lo Moro), per esempio, un parcheggio doveva sorgere nell’ex stazione di Nicastro!

    Una città per i pedoni, non per le auto. Se si vuole: migliorare l’aria; incrementare i consumi e il commercio. I parcheggi sono la premessa. Nella foto, Breslavia

    Qui siamo a Innsbruck, dove un corso Numistrano ce l’hanno pure. Il vuoto, a loro, non spaventa.

    Però una villa in perfetto stile da paese dell’Est l’abbiamo anche noi. La villa di piazza Mazzini, grigia, poco verde e con strazianti parallelepipedi retti. Al bando le panchine, non sono moderne.

    piazza D’Armi quando non pensavano di doverla riempire e ci si poteva riunire o giocare

    Il Teatro, acquistato per più di 4 milioni, chiuso perchè inagibile. Uno si compra una casa, paga e non ci può abitare. A voi sembra normale?

    L’aeroporto che ospitiamo e che gestisce da sempre Catanzaro. A noi gli oneri, a loro gli onori. Con qualche assunzione ci hanno comprato. Siamo dei pezzenti.

    Lamezia com’è e come potrebbe essere

    Lamezia com’è. Enigmatica. Come questa piazza S. Maria (da me detta “Piazza Chimu ti viju santu”) inno all’inutile. Si osservi l’ossessione di voler riempire lo spazio con qualcosa.

    una piazza di Nizza (Francia), inconcepibile per noi, troppo vuota.

    Lamezia com’è. Devota un mese all’anno. Salvata da un Santo e affossata dai Diavoli.

    La nostra cultura arriva da lontano. Da scuole dove c’erano veri maestri. Maestri e proff prima della scuola-parcheggio

    da Licei dove c’erano veri Professori, e allievi come Tommaso Campanella, di Stilo, dal 1585 al 1587

    da Corsi dove si passeggiava e conversava, senza auto in doppia fila, ignorate dai vigili. Quale città possiede 2 corsi così belli come i nostri, ce lo siamo dimenticato!

    Lamezia come si sognava a 18 anni.

    Il nostro spazio pensato dagli “antichi”. Da dove oggi c’è l’edicola Paoli si guardava verso via Loriedo e corso Nicotera. Avevano visioni ampie, non i vicoli dei paesini

    Per finire, i nostri simboli: il Pontile della Sir, il sogno dell’industria: la fibra di vetro oggi non importa a nessuno

    La scultura misteriosa di via Razionale

    forse avevano visto qualcosa di simile a Montreal (Canada)

    In questa tranquilla stradina spesso qualche ausiliario del traffico si aggira a controllare le auto parcheggiate. Certo, in questo caos bisogna intervenire…

    mentre in via Cristoforo Colombo no. Fate quello che volete, come in corso Numistrano. Doppia fila libera e zig zag.

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  • LAMEZIA (T.): AMICI DI… 2 Maggio 2019

    La storia (Vincenzo Villella, 2008,cit.) insegna. Siamo diventati Lamezia per merito (?) di mons. Luisi al quale i catanzaresi stavano togliendo la diocesi. Però lui era amico personale di Moro e del card. Confalonieri e li fece intervenire sul disegno di legge. Questa città non nasce dunque per la politica. Lamezia nasce grazie all’AMICO di Moro.

    Dopo 50 anni quel che è stato è stato. A conti fatti si può dire che questa unione fatta sulla carta non si è rivelata un gran guadagno per i nicastresi: basta guardarsi la lista dei sindaci

    • Perugini, Esposito, Petronio, Sirianni, Maione, De Sensi, Petronio, Perugini, Petronio, Ventura, Senese, Materazzo, Paladino, Anastasio, Lo Moro, Scaramuzzino, Speranza, Mascaro

    Me lo raccontò l’avv. Canzoniere: “un mattino il sindaco Esposito ci convocò d’urgenza al comune.Ci precipitammo da lui e ci fa – Quatrà, scusate ma è ‘na questione delicata, un usciere m’ha mancato di rispetto”.

    Ci si deve chiedere, tra Nicastro, Sambiase e S. Eufemia quali redditi ci hanno guadagnato? L’unione di 3 comuni ha confermato l’antica legge, la moneta cattiva scaccia quella buona. 8000 comuni italiani sono troppi, bisogna mettere in comune i servizi, la gestione (e poi la politica)

    Ecco il cantiere perenne di Mancini & Misasi, i quali costrinsero l’Anas a spostare il percorso verso le montagne, su viadotti imponenti e curve quasi a gomito, invece che scendere verso il Mar Tirreno. Il Viadotto Italia sul fiume Lao, realizzato tra il 1967 e il 1973, dove l’altezza dal fondovalle al piano stradale è di 261 metri, è stato fino 2004 il più alto d’Europa. Ma per quale motivo fu scelto un tracciato così innaturale? Soltanto per fregare Lamezia. Però quando freghi noi, freghi la Calabria

    Pensate, con l’autostrada sul Tirreno in mezz’ora saremmo stati al santuario di Paola, saremmo andati al mare o a pranzo a Paola così come oggi andiamo a Pizzo o ad Amantea.

    Con l’università sulla piana poi avremmo cambiato il nostro destino e quello della Calabria. Ma se perdi ogni treno che passa, non ti resta che andare a piedi, mentre la mafia prende l’aereo

    Il college americano e residenziale “Università della Calabria”di Andreatta e Sylos Labini, sottratto alla piana lametina, venne poi svuotato da altri 2 inutili atenei calabresi. Catanzaro trasforma Germaneto (simile alla nostra contrada Zinnavo), ci mette Regione, polo universitario e medico, e si sviluppa verso il suo mar Ionio. Gli innamorati pazzi dei catanzaresi, ancora nel 2019 ciechi e sordi, continuano a vaneggiare un asse (araba fenice) Lamezia- Catanzaro. Nel mentre Cz adesso si farà la metro per l’aeroporto e prenderà l’autostrada tagliando da Marcellinara. Un amico mio diceva che era destinato a stare con Monica Bellucci, se lei lo avesse mai incontrato

    Asse cz-lamezia. Nessuno ricorda più cosa dissero a Merlo quando propose un nuovo stadio nella piana. Curiosità. Cercate su Google “Merlo presidente us Catanzaro”: non troverete nulla, neppure una foto, rimosso. Era di Lamezia.

    Ecco allora il nostro simbolo. Il pontile della Sir rappresenta Lamezia, spezzata nei suoi sogni, incapace di ragionare, di pensarsi come soggetto autonomo, alla deriva, questuante. Chi ha il pane non ha i denti, e noi le risorse strategiche (mare e terme) siamo stati capaci di non vederle. Signori, ci avevano propinato l’industria chimica e noi eravamo contenti! Ci hanno negato tutto, ci hanno rovinato gli Amici, perchè i veri amici ti pugnalano di fronte

    Fate questa “partita doppia”: accanto ad ogni politico calabrese mettete la % di quello che ha avuto lui e la % di quello che ha fatto avere alla sua città. Es. Misasi, Mancini, Pujia, Abramo…Poi continuate con i politici lametini per vedere quanto hanno procurato ai cittadini. Negli ultimi 20 anni sento dire: abbiamo avuto la Multiservizi e il parco Savutano…

    Dai dati delle Finanze (anno di imposta 2016), il reddito medio dichiarato dai cittadini di Soverato è stato di 20.072 euro, a metà della classifica nazionale. Lamezia Terme, invece, con 15.529 euro si posiziona 25esima nella classifica regionale. Nel 2018 i redditi medi calabresi sono scesi a 14mila.

    Ecco i redditi regionali per fasce

    Sopra di noi Pizzo, Soveria Mannelli e Rogliano.

    la nostra Via del Progresso Bloccato. A favore di Maida, Feroleto e Marcellinara. Impedito il centro commerciale di Noto, impedita qualsiasi azienda, la zona Pip di Rotoli non è piaciuta a nessuno, insomma scelte di indirizzo sbagliate su previsioni fasulle. Masoch

    Lamezia è sciolta. In attesa della sentenza del Consiglio di Stato che potrebbe restituire al sindaco Mascaro l’onore perduto, tutto è bloccato da commissari che, secondo loro, applicano la Legge. Oliverio incontrandoli disse che entro dicembre 2018 tutto sarebbe stato sistemato. E siamo ad aprile ormai

    A volte tornano. Guardate dove i commissari, pur così ligi alla legge e alla sicurezza, hanno deciso di ospitare un circo. Vicino un incrocio, in via Scarpino, con la conseguenza che le auto posteggiavano in curva. A Lamezia tutto è sempre molto relativo: dipende

    Appena spuntata la commissione d’accesso, bastava che Mascaro si dimettesse. Si sarebbe presentato di nuovo con una sua lista e sarebbe stato rieletto. Forse avrebbe risparmiato a Lamezia il 3° scioglimento e di sicuro due anni di pena. Io, io, io. E noi?

    Ma per questa città, che pure si giura di amare, nessuno fa mai un gesto generoso. Si chiama EGOTISMO. Prima io e poi la città, sempre. L’ex assessore regionale lametino Lo Moro subì da Loiero l’onta dell’esproprio del proprio ospedale per far gestire tutta la sanità a Catanzaro. Bastava che quella sera al Capitol si fosse presentata dimissionaria e Doris avrebbe conquistato per sempre una città. Invece la perse per non farsi nemico Loiero.

    Loiero fu nemico anche di Speranza, fino a quando questi non capì che lo doveva marcare stretto. Fece vicesindaco Francesco Cicione, amicissimo di Loiero, e Loiero diventò nostro amico. Intendiamoci, col senno di poi e visti i suoi successori, Loiero è uno statista.

    I politici di Catanzaro hanno creato una economia cittadina basata sul comparto sanitario: ogni famiglia catanzarese ha un componente che lavora nella sanità o in un ufficio, come la Sicilia nell’assemblea regionale. L’amicu meu.

    il centro storico è una landa desolata perchè si va a risiedere lungo la costa

    ma è tutto calcolato, Catanzaro oltre alla sanità ha pensato solo alle faraoniche opere pubbliche

    Per capire l’economia politica catanzarese, basta approfondire gli Abramo (i Noto e Speziali). Finito il clientelismo alla Pucci, tocca agli imprenditori. Da una tipografia, come quella dei nostri f.lli Gigliotti, ad un impero economico che dà posti di lavoro, alla politica. I Rubbettino a Soveria invece si sono occupati solo dell’impresa e la politica l’hanno affidata a Caligiuri

    Catanzaro deve raggiungere veloce l’aeroporto ma anche evitare che rendendo veloci i collegamenti tra Lamezia e la Univ Magna Grecia, gli studenti calabresi si iscrivino a CZ ma prendano casa a Lamezia

    Amici alla Sacal. Li conosciamo attraverso le intercettazioni (v. Michienzi a Colosimo):
    “…tu gli devi dire che abbiamo fatto una convention con dei relatori…” “…tanto loro non hanno nessun contatto perchè sono dei lametini di merda …“. “Sacal, “Cosa nostra” di Catanzaro, dove i lametini di merda si sono accucciolati con qualche assunzione nei servizi, mancette e briciole.

    Altri due politici lametini di primo piano che alla città hanno dato pochissimo. Il primo è Luzzo, il più potente dirigente della regione Calabria per lunghissimi anni, prima di fare l’assessore

    Il secondo è l’ex presidente del Consiglio regionale, Franco Talarico (più amico di Scopelliti che di Lamezia)

    Lontani i tempi in cui due presidenti della Provincia almeno si facevano amici bidelli e cantonieri.

    Ma se i politici sono questi, anche i corpi intermedi si scelgono gli amici. Ricordate la grande mobilitazione per impedire la realizzazione di Borgo Antico di Noto a via del Progresso? (foto il Lametino) Nel frattempo raddoppiarono il 2 Mari e il nemico Noto fece causa al Comune. E stava pure per vincere. Quella vicenda certificò di una città dove amici e nemici si confondono, ed i commissari non ci vogliono mai bene.

    Lamezia esprime solo politici che prendono e non lasciano nulla alla propria città. Però la amano, figuriamoci se l’odiassero.
    Abbiamo avuto gli “amici” di Bisantis, Ernesto Pucci, di Pujia, di Mancini, giù giù sino a Scopelliti e a…(come si chiamava quello che Calabria Etica fece votare ai suoi qualche tempo fa?).

    Adesso è il turno degli “AMICI” di Grillo e dei sovranisti. “Ci vorrebbe un amico per sempre al mio fianco… ”

    Però Lamezia è piena di cultura, di associazioni, iniziative, progetti, festival, volontari, fiere, feste, libri, sagre. Ama la cultura e ogni convegno è pieno di amici che si parlano addosso

    Città giovanile. Movida dal venerdì in poi, pub, trattorie, locali tipici, pizzerie;

    irriconoscibile rispetto al passato, quando sembrava che il futuro dell’area centrale della Calabria fosse a portata di mano come città terziaria

    Il passato travolto via da migliaia di auto che si muovono di continuo e nascondono al loro interno passeggeri incazzati.

    Le opere pubbliche le puoi anche costruire. Prima occorre però avere un’idea di come gestirle. Vedi stadio Carlei e attiguo New Palazzetto (iniziato nel 2014…).

    Questa foto rappresenta bene il nostro rapporto con il comprensorio. Tra i paesi vicini solo Platania guarda a Lamezia. Noi siamo isolati come l’Italia di Di Maio e Salvini. I ragazzi di Nocera vanno a scuola, per es., ad Amantea.

    Le nostre due complanari non si sono sviluppate come avrebbero dovuto, alla nostra zona industriale è stata preferita Marcellinara

    Lamezia è ormai un film di Damiano Damiani (girò pure La Piovra 1), o un western, dove lo sceriffo è in difficoltà perchè tutti sanno chi comanda,

    mentre dall’alto le rovine del castello rammentano a tutti la nostra eterna instabilità.


    Qualcuno dice che Lamezia assomiglia a Catania. Comandano le cosche, la politica fa debiti al comune, c’è la movida. I comuni più ricchi della Sicilia sono quelli della cintura intorno a Catania, dove vivono pure i super ricchi (oltre i 120mila di reddito annuo). Ma questi vivono pure in paesini come Belpasso dove la maggior parte sono poveri. Qualsiasi riferimento a Sambiase è ipotetico.

    Scusate, perchè vi chiamate Terme? Già, è vero, ma era solo un auspicio futuro. Come se uno si chiamasse: Francesco Scienziato. Lamezia (terziaria+ agricola+ industriale+ turistica= tutto) doveva svilupparsi solo intorno e sulle Terme, quanto di meglio esistano in Italia. Ma il discorso sarebbe troppo lungo

    per brevità: avete mai visto un nostro sindaco che con la fascia si sia presentato alla “gurna” dove le persone si bagnano dichiarando : Adesso basta. Finiamola di essere ridicoli. PS: spiegatemi, cos’è? Un rito, come i Vattienti? Ecco la ns vocazione turistica

    La politica lametina si è dimenticata delle uniche 2 risorse che aveva: il mare e le terme. Per il lungomare bastava copiare Amantea e Falerna, per le terme capire che le gurne e gli ambulanti non sono turismo (finanche Guardia Piemontese è cresciuta con le Terme Luigiane)

    Immaginate cosa si diranno lassù Primerano, Perugini, Scarpino, Canzoniere, Reillo, l’ing. La Scala e il dott. Cuiuli, osservando una comunità sicilianizzata che i danni se li provoca da sola consegnandosi via via agli AMICI di turno. Siamo così non per colpa degli altri ma perchè siamo così. STA A NOI, come diceva un vecchio governatore della Banca d’Italia. Ci rovinano gli Amici Potenti ai quali ci asserviamo mentre i nemici li abbiamo cresciuti in casa.

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  • PIAZZA (d’Armi) ZANZARIERA 26 Aprile 2019

    Nel 2012 questa villa (ringrazio autori di foto rintracciate sul web) si cominciò a riqualificarla.

    Prima era così (in basso), assomigliava ad una villa

    Il progetto forse era questo

    ma nel 2019 si presenta così.

    Alla villa si accede attraverso questa quinta. Ecco perchè io la chiamo piazza Zanzariera, perchè non so trovare un altro termine che definisca questo sgorbio.

    Appena inaugurata, ci misero gli autobus e quindi la Zanzariera sembrava una copertura per viaggiatori in attesa

    concetto ripreso nell’attigua piazza S. Maria. Piazza misteriosa: come t’antitoli? direbbero in romanesco

    PIZZA S. MARIA POTREBBE RINOMINARSI (a scelta): PIAZZA…

    Vucca aperta; Mazzicabrodu; Sciaqualattuchi; Preja ; Chimu ti viju santu; Fhuacu ‘randi tua; Santi benedizzioni; Alla cicatigna; All’arrumburru; A ccapoliu; Arripezzatina; Restatina; Mbualicatina

    La stessa piazza Italia di S. Eufemia mi appare meno brutta. Sul concetto di “bellezza” rimando ad Eco 2004 (Storia della bellezza, Bompiani).

    Se c’è una cosa che mi fa impazzire sono i cubi e i parallelepipedi. Qui delimitano lo spazio

    o forse sono sedute

    a Catanzaro invece di cubi a piazza Matteotti hanno messo le sfere: gli architetti prediligono le metafore

    La mia tesi è che piazza d’Armi i moderni l’abbiano voluta in continuità storica con la vecchia piazza,

    che era questa (1916). Solo che questa era una piazza-mercato brulla ma lo spazio, che andava da piazza d’Armi a via C. Manfredi e v. S. Maria Maggiore, era aperto, come la visuale

    un campo di calcio o uno spiazzo per raduni

    Spazi aperti, come in questo scorcio

    o questo degli anni 20.

    Negli anni sessanta, quando ancora vedevi in giro calessi e gli edifici moderni affiancavano quelli antichi

    la fontana era al suo posto

    Oggi il platano ci osserva

    e seduti si capisce che in questa piazza nuova le spalle non possono appoggiarsi

    Insomma, un grande parcheggio vicino ai due corsi mi sembrava una soluzione più ragionevole (tipo piazza Fera a Cosenza)

    oppure copiare da Melbourne

    o da Nizza. Non si vedono, ma le panchine o le sedie blu francesi ci sono pure.

    Perchè quando si mette mano alle opere si rimpiange quello che c’era prima? (scalinata della Cattedrale)

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  • QUELLA MANOVRA 10 ANNI FA PER NON FARCI ALLARGARE LA DISCARICA 24 Aprile 2019

    10 anni fa, il 2009, Lamezia decretò la sua condanna. Avevamo una discarica in Località Stretto, in una posizione ideale per ospitare tale tipo di impianto, vicino alla città ma su una collinetta. C’era già la discarica e i privati accanto vi allocarono senza problemi un vigneto. Poi la Regione ci colmò la discarica e noi tentammo di ampliarla. Fu allora che successe una cosa strana.

    Il 19/4/2009 su “Wine Taste” Roberto Gatti scrisse:  “Inaugura Vinitaly e, mentre tutte le amministrazioni regionali italiane sono in prima linea per promuovere le proprie eccellenze, la Calabria continua a distruggere il suo patrimonio, come già fatto in molte occasioni. Alla vigilia della fiera enologica più importante dEuropa, alcune aziende vitivinicole di Lamezia Terme si sono viste consegnare l’ordinanza dell’avvio del procedimento di esproprio per la produzione di un eco mostro, a firma del Commissario delegato per l’Emergenza Ambientale Goffredo Sottile. 
    I bellissimi vigneti della denominazione Lamezia, iscritti all’Albo DOC e IGT, e destinati a produrre i vini di punta dell’enologia regionale, rischiano di essere rasi al suolo per lasciare il posto ad una megadiscarica di 800.000 metri cubi, destinata allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Questo metterebbe in ginocchio una delle eccellenze regionali”.

    Il sindaco Speranza di fronte alle proteste dei viticoltori e dei loro sponsor politici chinò la testa e tentò allora di fare una piccola discarica, al posto del canile.  Però l’Ufficio del Commissario, visto che Lamezia Terme con la sua discarica in via di esaurimento non poteva più servire altri comuni e altre province, eliminò Lamezia Terme e optò per Pianopoli, in località Carratello, dove si stava completando la discarica della Daneco, che nell’area industriale gestiva l’impianto di compost.

    A Carratello- Pianopoli la discarica privata è stata destinata ad accogliere 500.000 metri cubi di rifiuti speciali prodotti anche da industrie del nord. Per il Forum Ambientalista Calabria  «spacciata per una discarica di ‘rifiuti inerti, calcinacci, residui da demolizione e costruzione’ e prendendo in giro la popolazione del circondario, la discarica è sorta con omissioni e connivenze di chi doveva valutare il progetto, controllare la fattibilità; è sorta grazie al disinteresse di una classe politica incapace di pensare allo sviluppo sostenibile ed a norme che hanno consentito la sanatoria per i reati ambientali commessi già in fase di costruzione».

    camion in fila per scaricare quando impianto Daneco non funziona bene, cioè ogni giorno

    Da quel 2009, dieci anni fa, cominciò la nostra condanna che stiamo scontando ancora oggi. La Multiservizi ( a cui già il Comune non versava quanto dovuto) fu avviata verso il fallimento perchè Lamezia, che prima incassava per i rifiuti che riceveva nella sua discarica, dovette mettersi in fila con gli altri e pagare per conferire a Pianopoli; Lamezia, una volta tanto lungimirante, aveva provveduto ai suoi rifiuti e aveva il posto adatto per allargare la discarica, ma fu, per l’ennesima volta, sacrificata dalla politica regionale. Non solo colmarono la nostra discarica di Stretto portandovi i rifiuti di tutta la Calabria e anche di fuori, ma ci impedirono di correre ai ripari e trovare una nostra soluzione “interna”. Ancora una volta i contrapposti interessi altrui sono stati fatti passare attraverso un cavallo di Troia, vale a dire lametini che hanno giocato contro Lamezia a favore di interessi estranei. Così ci siamo trovati spiazzati, indebitati, impossibilitati a risolvere i nostri problemi di gestione dei rifiuti. Una delle pagine più brutte della nostra storia locale. E ancora non è finita. In Calabria il 60/70 % delle 500mila tonnellate di rifiuti prodotti finisce in discarica ma non esistono più discariche! Anzi ne esiste una sola privata a Crotone che cesserà a fine giugno. Poi sarà il caos. Ricordiamoci di questa storia mentre vediamo le nostre strade piene di spazzatura non raccolta, oppure quando pensiamo che province grandissime come Cosenza non hanno mai pensato a dove allocare i rifiuti da loro stessi prodotti. Ci hanno penalizzato perchè noi avevamo con lungimiranza provveduto alle nostre necessità e bisogni. Ma, come è evidente, gli altri fanno il loro gioco, siamo noi lametini che non facciamo il nostro e siamo sempre al servizio dei nemici di Lamezia.

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  • I CORSI DI LAMEZIA SENZA AUTO 21 Aprile 2019

    Corso Giovanni Nicotera è stato pedonalizzato ma al centro si sono messe le palme, non sedie e tavolini.

    Corso Numistrano invece è sempre percorribile in auto, sempre. Checchè se ne pensi, le auto non aumentano vendite e consumi. A Stoccolma tutto il centro storico è stato pedonalizzato

    Una volta non si immaginava ma oggi nessuno può dire di non sapere. Nelle sere dei week end ecco cosa si vede sul corso Numistrano,

    oppure basta andare una sera Pizzo;

    oppure a corso Vannucci di Perugia. A Pizzo e Perugia i corsi principali sono destinati a bar, locali e ristoranti. Senza auto.

    Soltanto a Nicastro il corso Numistrano è ancora sempre aperto alle auto. Insomma, chiunque può capire che la pedonalizzazione (magari solo nei week end) è in grado di far crescere meglio un mercato che già si è creato guarda caso sul corso senza palme.

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  • PENSIERI E PENSOGGI 18 Aprile 2019

    La teoria del “male minore”, di cui pur discussero Spinoza, S. Agostino e Hannah Arendt, è stata infine messa in crisi dalla scelta tra M5S e Lega.

    Ogni persona che incontri sta combattendo una sua battaglia. Fai che non si intrecci con la tua.

    Belli, brutti, intelligenti, odiosi, geniali, cattivi, buoni…Fateci caso, ma i gentili dove sono finiti?

    Si vorrebbe esser giudicati per quello che si fa e non per quello che si è. L’anonimato e il conto anonimo in Svizzera, senza dover firmare autografi.
    Come Banksy e Elena Ferrante. Poi c’è chi per uscire dall’anonimato è disposto pure a fare una strage.

    Arriva il momento in cui capisci che ti fa male tutto quello che ti piace.

    “Ma tu sei felice?”. “Dipende”. “Da cosa?”. “Da chi mi fa la domanda”.

    Una razza in aumento: le persone che si bisticciano da sole e se la prendono col primo che capita.

    Il medico mi ha ordinato di smettere subito di fumare e di fare le fila.

    Se dite a certi di sinistra che preferite il “chiudere la cella e buttare la chiave” all’ “entra ed esci come Fabrizio Corona”, cominciano a sbraitare contro Marco Minniti.

    La differenza tra la politica di oggi e quella dopo la guerra l’ha spiegata Camilleri: De Gasperi morì povero.

    Non prende pace, passa da un vizio all’altro e non si ripete mai.

    Soggetto per il cinema: la storia di uno truccato da Pierrot che in una piazza sta immobile per ore con un salvadanaio davanti. Perchè fa questo lavoro, quanto guadagna al giorno, prende la pensione? Un film che ti immobilizza sulla poltrona. Titolo: E non si scoccia?

    Non sto nè con quelli nè con questi. Mi piacciono questi ma anche quelli. Essenziale lezione di comunicazione per leader visionari.

    Quando una persona vi racconta tutte le sue tragedie e non la smette più, capite in tempo che è un manipolatore o uno psicopatico.

    Parli per lavoro ad una classe che ti interrompe continuamente? Meglio esser pagati per dire cazzate in radio tra un disco ed un altro.

    Viene sempre il momento in cui devi scegliere di chi sei vittima.

    Da qualche anno mi sono imposto di dire solo banalità, per distinguermi da quelli che, sarà banale ma vorrebbero essere sempre originali.

    Andò in Paradiso e dovette scegliere: stare con Monica Bellucci o giocare ogni giorno al pallone. Scelse la seconda per stancarsi di meno.

    Le grandi gioie e i grandi dolori non devono essere condivisi. Uno che vince alla lotteria e lo fa sapere a tutti è un idiota.

    -E tu saresti di sinistra?- -Certo, ti rivelo un segreto, mi vedo “Propaganda live”-

    La prima selezione tra gli insegnanti va fatta tra chi sa e chi non sa. Vanno mandati a casa quelli che non hanno capito perchè nei supermercati ti nascondono sale e zucchero.

    In certe occasioni basta adoperare un pò di buon senso. In altri termini, talvolta occorre decidere usando la testa.

    Il verbo più terribile per gli italiani è “decidere”. Siamo tracheggiatori. Sul tricolore andrebbe scritto il nostro motto : menar il can per l’aia. Infatti, appena uno decide, arriva la magistratura.

    ” La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare. (Jep Gambardella, film: La grande bellezza)”. Io, precoce, l’ho deciso a 20 anni.

    In medio stat virtus. Se ti piace stare tra due fuochi.

    Perchè c’è chi rimpiange i partiti dove si discuteva per tre ore, fumando come pazzi, per concludere che occorreva convocare un’altra riunione con chi non aveva partecipato?

    Ogni volta che penso a lei, lei non pensa a me.

    Io so che tu sai che non sappiamo chi me l’ha detto.

    A me m’ha rovinato la guerra; a me mia suocera…ognuno sceglie con cura la sua rovina approfittando della stagione dei saldi.

    Adesso vi dirò tutto quello che un perfetto sconosciuto come me ha fatto nella vita. Che è poi tutto quello che avreste voluto fare voi, sconosciuti ma non perfetti.

    Il cellulare è stata una benedizione. Una volta stavi da solo in disparte e sembravi uno sfigato, oggi stai da solo compulsando il cellulare e sembri uno sfigato indaffarrato.

    Vedi, figlio mio, se Stefano Accorsi fa l’attore e Fabio Volo lo scrittore, tu non ti porre limiti.

    Dopo i proletari, operai e contadini, ci fu un grande ceto medio. Appena si impoverì cadde nella rete di un comico che non fa ridere e di un disoccupato.

    La buona musica rock è finita negli anni settanta, la classica nell’ottocento, la pittura con Picasso, la letteratura il 22 maggio 2018 (Philip Roth). E ora?

    Quando uno in politica comincia a festeggiare non quando vince la squadra del cuore ma quando perdono gli altri, come fanno i tifosi di Napoli e Fiorentina, si guarda allo specchio e non vede nessuno.

    La vita è molto complicata. Quasi quanto capire le trame di “Lost” e “Game of Thrones”.

    E se Dio fosse come quel vigile che ti ha fermato? Sa perfettamente quello che hai fatto, perciò ti vuol far la multa e non capisce le tue battute.

    Le uniche persone alle quali ho sentito dire “Ho sbagliato” avevano ucciso prima almeno un centinaio di innocenti.

    Non ci si deve stupire, ogni italiano, compresi quelli che non sanno leggere, ha scritto almeno una poesia o un libro.

    Alexander Fleming nel 1928 ha scoperto la penicillina. Nel mondo pare sia meno conosciuto di Toto Cutugno. Ieri come oggi si può scegliere tra diventare Fleming o darsi all’ippica.

    A Lamezia al posto di “cretino” si usa: “è uno che passa in auto per Capizzaglie”; “è uno che alle 17 risale via del Progresso con l’auto”.

    NB: alcune frasi non sono mie. Quali? Quelle che non vi sono piaciute.

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  • ADDIO IVAN 14 Aprile 2019

    La scomparsa di Ivan Scaramuzzino, radiologo, mi addolora moltissimo perchè ci conoscevamo da una vita e ci siamo voluti bene. Dovete sapere che la famiglia di Ivan ha due caratteristiche, l’ingegno e la bontà. Due qualità che spesso si presentano distinte e che in loro ritrovi congiunte in un dna familiare. Io ero compagno di scuola di Antonio, ho ammirato molto l’ingegno senza limiti di Franco, e pochi anni fa, il 15 gennaio 2015, mi capitò di ripensare al passato leggendo per caso su “Il Tirreno” le parole di Carletto, ormai da 50 anni a Pisa, il quale festeggiando i suoi settanta anni, si abbandonava ai ricordi. Ho rivisto allora Carlo passare a piedi per andare, mi ha detto lui ora, a casa Tamburelli a studiare e Ivan giocare a bigliardino. Mentre noi ci affannavamo a tirare forte, lui sembrava giocare al rallentatore ma piazzava la palla con una precisione assoluta, spesso ad effetto. Un giorno giocheremo ancora insieme su qualche bigliardino, caro Ivan, del quale ricorderò sempre il sorriso dolce, la generosità, i giudizi pacati e sinceri.

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