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  • ADDIO RINO AMATO 21 Dicembre 2018

    Nel mio lavoro di preside, ho conosciuto diverse persone della Provincia di Catanzaro, ma ho sempre definito l’ingegnere Amato come un vero esempio di buon amministratore. Avevo un grande problema a Lamezia, la succursale dell’ITC De Fazio, una casa privata in fitto, del tutto inadatta come scuola. Non conoscevo Traversa, allora presidente della Provincia, ma con un mio collaboratore chiedemmo di essere ricevuti. Una mattina, in non più di 5 minuti, Traversa ascoltò le mie osservazioni e telefonò ad Amato. Andammo nell’ufficio dell’ingegnere, il quale doveva vedere come trovare il finanziamento per costruire un’ala nuova nella sede centrale di via Leonardo da Vinci. Amato consultò dei fascicoli e ci disse: forse ce l’ho una soluzione, ci sono dei residui che sono rimasti…Telefonò a Traversa e disse: presidente, la soluzione c’è. Nel giro di un anno, (fu la prima volta che Amato uso il crono-programma), la nuova ala fu costruita e il plesso di via della Vittoria, il mio incubo, fu smantellato. Traversa e Amato rimangono per me amministratori insuperabili, ma non solo perchè hanno risolto il problema di una scuola. Lo sono stati perchè gli appalti assegnati con un sorteggio pubblico dopo una convocazione per mezzo stampa, il crono-programma, la ristrutturazione della Provincia, sono state intuizioni, fatti da non dimenticare. E infine, come ho voluto ricordare, quello che hanno fatto al De Fazio lo hanno realizzato non in nome di amicizia e clientela, ma in nome di una cosa che in Italia non si sa cosa sia. Si chiama efficienza, e io di questo ho voluto parlare. Efficienza vuol dire essere in grado di risolvere i problemi. Amato, che non conoscevo, ci avrò parlato dieci minuti, ho scoperto poi che amava il rock come me. E’ giusto che nel momento della sua prematura scomparsa, io lo ricordi con affetto, e dia testimonianza di come si comportava con un illustre sconosciuto.

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  • FORUM TV- ELENA FERRANTE 19 Dicembre 2018

    Non so chi sia(no) Elena Ferrante, ma so di sicuro perché ha deciso di nascondersi. Perché in Italia quando il dito mostra la luna, gli sciocchi guardano il dito. Se l’Autore si fosse firmato, i suoi amici e nemici avrebbero recensito, bene o male, il libro, senza leggerlo. Così ci ha costretto a leggere, senza  sapere, e poi ci siamo divisi nel giudizio. Quando si sa come si comportano gli sciocchi, è possibile prenderli in giro. Quanto alla serie, l’ho trovata troppo cupa, in linea con la voce narrante moribonda della Rohrwacher. Elena, poi, nel libro era timida, in tv è la prima della classe ma troppo timida e laconica. Il finale della serie si spiega così: al suo matrimonio Lila si accorge che il marito Stefano è peggio di Marcello Solara. Le aveva promesso che dei Solara ci sarebbe stato solo Silvio e invece si ritrova davanti Marcello con le scarpe, quelle strette, di Stefano. Chi gliele ha date? Stefano Carracci l’ha tradita, per i soldi è disposto a tutto. Infatti lo aveva detto: io non spendo una lira se non me ne arrivano 100. Anche il matrimonio Lila capisce che Stefano lo ha fatto per amore ma anche per affari. Quelle maledette scarpe sono un affronto che non potrà sopportare.

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  • LANDE DESOLATE? 17 Dicembre 2018

    L’operazione “Lande desolate”, per la quale il presidente della Regione, Oliverio, è nella dimora obbligatoria di S. Giovanni in Fiore, è stata chiamata così dagli inquirenti per un eccesso di pudore. Basta ascoltare le tre intercettazioni che si trovano su Repubblica e altri media, per capire che i nomi più adatti sarebbero stati altri: 1) Cacate mai viste; oppure 2) Ma che almeno facessero trovare là delle persone che tagliano. Entrambe spiegano bene la situazione calabrese. La seconda, le persone che tagliano, richiamano subito alla mente le famose vacche di Fanfani e moltissimi uffici pubblici. Ma, come scriveva in un suo libro il povero giornalista calabrese Antonio Megalizzi, ucciso a Strasburgo, noi calabresi preferiamo prendercela con l’Europa autoassolvendoci per tutte le cacate mai viste che facciamo. La storia mi interessa per gli impianti di Lorica, essendo io uno sciatore. Tantissimi anni fa, era l’1 maggio, e ancora a Lorica c’era la neve. Ma, come succedeva spesso, con una scusa chiudevano gli impianti, avendo tutti gli addetti delle piste un doppio lavoro. Una signora di Modena disse ad uno di questi lavativi: voi avete la fortuna naturale di avere la neve a maggio  e non ve ne frega niente. Io a Lorica per questo non scio da anni, ma basta seguire questa indagine per capire come i lavori fatti per il nuovo impianto siano opera di criminali. Lo avevamo capito tutti che sotto c’era del marcio, quando l’apertura del nuovo impianto veniva rinviata sine die (con la scusa della morte di un operaio). A Camigliatello, impianto dei cusentini, una cosa del genere non poteva avvenire.   

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  • SCUOLA- LE 3 COSE CHE NON PIACCIONO AI PROFF 12 Dicembre 2018

    Ci sono tre cose che ai docenti italiani non piacciono, da sempre. 1) Non piace loro essere pagati, come tutti gli altri lavoratori dipendenti, per le ore effettive di lavoro settimanali (se gli alunni sono tutti assenti, loro vanno a spasso, ma se in un negozio non entrano clienti non è che il commesso se ne esce). 2) La seconda cosa la si capisce guardando ad una novità dell’Esame di Stato, dove per le due prove scritte nazionali è stata prevista adesso una griglia di valutazione nazionale. Un piccolo passo avanti, ma che non risolve il problema della discrezionalità della misurazione di ogni prova. Immaginate cosa sarebbe la scuola italiana se alla fine dell’anno ogni studente dovesse misurarsi (il verbo è scelto apposta) al computer con una batteria di quesiti previsti a livello nazionale per ciascuna materia. L’alunno Rossi di Bolzano e l’alunno Bianchi di Ragusa (per es. della prima dell’ITE) saprebbero che il voto dato a ciascuno è oggettivo, che in tutta Italia si sono studiati gli stessi argomenti per quella materia, e che i docenti in classe ci vanno per facilitare l’apprendimento. In parole povere, è quello che già succede per ottenere la patente di guida o il certificato Ecdl. Questa seconda cosa non la vedremo mai, e quindi accontentiamoci delle griglie nazionali di valutazione, ovvero dei parametri, che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa. Ma pur con la griglia comune, ogni prof poi farà come crede e sa. Perché ho detto che la valutazione non diventerà mai nazionale e oggettiva? Perché già le cd “prove parallele” che le scuole, di ogni ordine e grado, stanno da anni svolgendo per tentare (attenzione al verbo) di limitare la varianza tra le classi (per es., nella sez. A si studia italiano in modo superficiale, nella B in modo approfondito), sono osteggiate dai docenti, e in ciascuna scuola sono svolte solo sulla carta: i proff di una stessa materia non riescono neppure a mettersi d’accordo su cosa gli alunni di un determinato anno dovranno alla fine sapere e saper fare. Le prove da somministrare vengono stabilite attraverso estenuanti mediazioni al ribasso, vengono svolte consentendo di copiare, e dopo la correzione, non se ne parla più. Una cosa che si fa per dire che è stata fatta, senza crederci più di tanto. 3) Infine, i docenti non amano parlare con i genitori. I genitori possono essere i peggiori o i migliori del mondo, ma per i docenti sono il pane quotidiano. I genitori non si scelgono, arrivano e ti portano alunni, la materia prima per insegnare. Ora, insegnare senza voler parlare ai genitori, o parlandoci poco (è la stessa identica cosa) è come un medico che dicesse: io visito il paziente ma non parlo con i parenti. Come lo considerereste questo medico, sano di mente? E perché consideriamo sani i proff che pensano alla loro attività come quella che si svolge in aula con gli alunni e non capiscono l’essenzialità del rapporto con i genitori? Solo se scuola e famiglia collaborano e s’intendono e perdono tempo per parlarsi (non tramite whats app), migliorano le prestazioni degli studenti.  Si dice: le famiglie sono peggiorate. Perché, le scuole sono migliorate?  

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  • IL PADRE NON TRADISCE I FIGLI 11 Dicembre 2018

    Arrestato un padre che intendeva acquistare una Fiat Abarth decapottabile senza pagarla. “L’ho promessa a mio figlio. Io non tradisco i figli”, ha gridato. Protestava: “Ma come, Di Maio promette soldi senza averli e dice di non voler tradire gli italiani,e voi arrestate me?”

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  • OROSCOPO DELL’ELITE 10 Dicembre 2018

    GEMELLI (Vespa Bruno 27 maggio).   Sarete alle prese con Giove contrario fino a dicembre e Nettuno, in posizione destabilizzante e confusionaria per tutto il 2019. Ad aiutarvi, ci penserà il provvidenziale sestile di Urano che fino a marzo rimarrà in Ariete. Un transito che vi renderà tempestivi ed ingegnosi e che vi aiuterà ad impostare correttamente la vostra agenda dell’anno. In sintesi, fate l’unica cosa che sapete fare, lo zerbino del potente di turno.

    CAPRICORNO (Renzi Matteo 11 gennaio). Che barba Urano di nuovo in Ariete! Beh, cari amici, tenete duro: perché questo transito, la vostra spina nel fianco per parecchi anni in precedenza, avrà i giorni contati! Ormai siete come quel perdente alla roulette che è convinto di doversi rifare. Sino a quando non vi cacciano con la polizia, continuate a giocarvi tutto.

    BILANCIA (Berlusconi Silvio 29 settembre, Zingaretti Nicola 11 ottobre, Travaglio Marco 13 ottobre). Ancora un anno di revisione, di eliminazione, di chiusura, come suggeriscono Plutone e Saturno in Capricorno. E con Urano in Ariete, fino a marzo può darsi che questo compito risulti faticoso. Volete o no prendere atto che la Bilanci non è un soggetto equilibrato ma un eterno indeciso? Speriamo che nel 2018 lo comprendiate,grazie al sostegno generoso di Giove in Sagittario che vi proteggerà fino a dicembre.

    PESCI (Matteo Salvini 9 marzo). Giove in Sagittario vi infastidirà fino a dicembre. Un transito che potrebbe comportare difficoltà economiche, cambiamenti inaspettati nella professione o in famiglia, o rendervi insoddisfatti e poco sicuri di voi stessi. Meno male che vi aiuteranno a spada tratta Giorgetti, Plutone e Saturno in Capricorno, pronti a migliorare razionalità, concretezza e tenacia, e da marzo anche Urano in Toro, che vi porgerà una mano di aiuto proprio quando più vi servirà. 

    CANCRO (Luigi Di Maio 6 luglio, Grillo Beppe 21 luglio). A inizio 2019 vi farete molte domande. Non sempre, però, troverete le risposte giuste, sotto lo sguardo acido di Saturno e Plutone. Il fatto è che non capite le domande. Fino a marzo, anche Urano se la prenderà con il vostro Segno, ma da qui in poi il pianeta passerà in Toro dove vi promette finalmente idee chiare e scelte tempestive. Lasciate la politica, senza più domande che non capite e risposte che non sapete. Siate elastici, ingegnosi e creativi: se siete tondi, non potete diventare quadrati.

    LEONE (Mattarella Sergio 23 luglio, Conte Giuseppe 8 agosto). Iniziare l’anno con Giove e Urano a favore non ha prezzo! Con questi due Jolly a vostra disposizione sarete tra i segni fortunati di inizio 2019. Fino a marzo procederete con il vento a favore, sia per la professione che per l’ambito personale. Ma da inizio marzo Urano scombinerà i vostri progetti con imprevisti e situazioni inaspettate. Che Dio ve la mandi bene, ci andate in Chiesa? Non basterà, occorrono miracoli.

    SCORPIONE (Gentiloni Paolo 22 novembre). Plutone e Saturno in Capricorno più Nettuno in Pesci consigliano di migliorare le vostre relazioni fino a marzo. Da marzo, con Urano in Toro, le novità potrebbero arrivare ma senza bussare prima alla porta! Questo transito, che vi accompagnerà per parecchi anni, vi chiederà elasticità e prudenza: meglio navigare a vista che non fare progetti quinquennali! Gli italiani hanno bisogno di persone serie, competenti, e non sbruffoni. Avanti, scorpioni.

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  • WHATEVER IT TAKES 10 Dicembre 2018

    Giovedì 26 luglio 2012, Londra, piena di suoni e luci mentre si inaugurano i giochi olimpici. Alla Lancaster House, davanti un pubblico di banchieri e uomini di finanza invitato dal primo ministro David Cameron per la Global Investment Conference. “All’interno del nostro mandato, la Bce è pronta a fare tutto quel che è necessario (whatever it takes) per preservare l’euro”, dice Mario Draghi, dopo aver rappresentato la moneta unica come un calabrone capace di volare, sfidando tutte le leggi della fisica. Poi si ferma, alza gli occhi verso il suo uditorio e aggiunge: “E credetemi, sarà abbastanza”. “Whatever it takes”. Fu una “intuizione geniale” secondo Christian Noyer, l’ex governatore della Banca di Francia (dal 2003 al 2015). La differenza tra uno statista e un parolaio, riuscite a coglierla? (L’anno di Mario Draghi, di Stefano Cingolani, il Foglio)

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  • UN PENSIERO DA CONSERVARE NEL TACCUINO 9 Dicembre 2018

    Una perla di Honoré de Balzac (“La pelle di zigrino”) : “La libertà genera l’anarchia, l’anarchia porta al dispotismo, il dispotismo porta di nuovo alla libertà. Non è forse questo il circolo vizioso in cui sempre girerà il mondo morale? Quando l’uomo crede di aver perfezionato le cose, le ha solo spostate”

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