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  • Hotel Alimuri il personale si chiude a riccio 14 Maggio 2018
    Apprendiamo con stupore che oggi è stato licenziato l’unico ancora in servizio dei cinque dipendenti dell’hotel Alimuri di Meta di Sorrento (Napoli) ritenuto responsabile di avere fatto parte del branco che, nell’ottobre 2016, ha drogato e poi violentato una turista inglese negli spazi della struttura alberghiera. Ieri la Polizia ha arrestato cinque persone con l’accusa di violenza sessuale di gruppo con l’aggravante dell’uso di sostanza stupefacente. In servizio, con un contratto a tempo indeterminato rescisso stamattina per giusta causa, era rimasto un giovane di 22 anni, che era stato assunto con la qualifica di aiuto cuoco.Già due anni fa, quando la Polizia, nell’ambito delle indagini, si è recata nell’albergo per sequestrare i telefonini degli indagati, la direzione dell’albergo aveva deciso di non rinnovare i contratti a tempo determinato a quattro dei cinque lavoratori arrestati. Ma l’albergo, rispettoso del garantismo peloso e vomitevole di cui siamo vittime, ha voluto aspettare ben 2 anni per liberarsi di un Criminale che insieme con altri 10 uomini ha stuprato una turista che ha avuto l’unica sfortuna di aver scelto l’Italia per fare questa crudele esperienza.” Il personale” scrive Repubblica “si è chiuso a riccio, non vuole parlare”. Questo è il punto decisivo. Nessuno ha parlato, anche chi sapeva. Eppure i dipendenti sono 500… 500 dipendenti, nessuno in due anni ha mai visto o sentito nulla? Nel mentre esisteva una chat dove gli stupratori hanno messo on line con il titolo “Cattive abitudini” le foto del crimine, e un video girava per altre vie, e ci sono voluti due anni per rompere omertà e complicità. Bella gente davvero, che va visitata per conoscere la banalità del male.  

     

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  • La vecchia bufala dei grillini di sinistra 13 Maggio 2018

    Sin dagli anni novanta la distinzione “destra” –”sinistra” mi è parsa approssimativa per classificare le politiche. La complessità dei problemi non consente, a mio parere, di definire con tale dicotomia le questioni concrete sul tappeto. Mi spiego subito con qualche piccolo esempio. Era di sinistra chi stava col Vietnam ma oggi lo è chi appoggia gli sciiti dell’Iran (Obama) oppure i sunniti dell’Arabia (Trump)? Chi voleva il divorzio era di sinistra ma sull’Ilva di Taranto la sinistra chi è, Calenda o Emiliano (Camusso)? Applicare la dicotomia nelle arti, poi, è assurdo perché (ce lo rammentava Beniamino Placido)  Ionesco o il poeta papalino Eliot potremmo non apprezzarli considerandoli di destra. Ora siamo alle prese col rompicapo M5S,  beneficiari di molti elettori di sinistra. Grillo è quel comico (?) che siccome sfotteva Craxi e i socialisti, vive di rendita a sinistra. Eppure è quello che oltre ai vaffa ha detto: “Noi siamo un po’ dentro democristiani, un po’ di destra, un po’ di sinistra, un po’ di centro… possiamo adattarci a qualsiasi cosa”. Nel 2007 parlava dei «sacri confini della patria» violati dai Rom. In seguito, si è espresso contro la cittadinanza ai figli dei migranti nati in Italia. Poi, tempo fa, ha detto che «i veri extracomunitari siamo noi». E ancora: «Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?». Per il “Fatto quotidiano” di Travaglio, house horgan del movimento, i grillini sono la sinistra mentre la destra è il pd. Basterebbe solo tale appoggio di un disonesto come Travaglio per sgretolare la classificazione, ma ancora più allarmante è lo schema principale della comunicazione grillina: non parlare mai di temi «divisivi». La regola dei casaleggi è sempre: «non divide et impera», quindi su ogni tema dire tutto e il contrario di tutto. Non è un caso quindi che l’ultima parola sul “contratto” con la Lega sia di Casaleggio. Se piace a lui, piacerà anche agli iscritti. E’ la democrazia digitale, bellezza. Quelli che ieri sbraitavano contro l’uomo solo al comando oggi per paradosso si fidano del dittatore degli altri.

    L’unica cosa che non capisco, enunciate queste premesse sulle miopie delle ideologie, è allora la seguente. Come fanno quelli che, al contrario di me, ritengono che sia possibile nel 2018 stabilire chi sia di sinistra e chi no, quale policy sia di destra e quale no, a livello locale nazionale e internazionale, come possono questi puri che militano a sinistra, ad annoverare il comico, Giggino, Casaleggio e i suoi sudditi, nelle file della sinistra? Capisco che la disperazione per le policy del pd, di Renzi, dei cacicchi locali, possa far concludere che tanto peggio tanto meglio, che occorre la protesta, uno strappo, la prova di uno scenario diverso. Ma tanto valeva strappare o annullare la scheda elettorale. Fornire alla piattaforma Rousseau nel 2018 un consenso da parte dei puri e duri della sinistra-sinistra, come tanti Travaglio qualsiasi, più che una protesta potrebbe rivelarsi un dispetto ( de-verso il basso; spicio-guardo), come quelli che fanno gli altezzosi o i bambini.

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  • Papadia: temo che gli italiani non siano consapevoli 7 Maggio 2018

    …Francesco Papadia, una figura poco nota ma decisiva durante la crisi dell’euro. Direttore generale Bce per le operazioni di mercato, Papadia gestì gli acquisti di titoli per salvare il debito italiano nel 2011 e contribuì alla messa in musica del «whatever it takes» di Mario Draghi. Papadia ha visto la crisi esplodere e l’ha ricomposta stando seduto in cabina di regia. Ieri ha scritto: «Temo che gli italiani non siano consapevoli di dove si stanno dirigendo con il nuovo governo, se si forma. I mercati finanziari potrebbero risvegliarli alle conseguenze. Ho paura che possa essere spiacevole». (Federico Fubini, Corriere della sera, 11/5/2018)

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  • Ma il cielo è sempre più blu? 7 Maggio 2018

    Rino Gaetano, il cantautore crotonese scomparso 37 anni fa, non viene lasciato in pace, il suo destino è quello di dover produrre soldi anche oggi.  Su Repubblica.it ho ascoltato un suo inedito, un brano che Rino incise quasi 40 anni fa in un provino rimasto incompleto. Un giovane cantautore Artù, in collaborazione con la sorella del cantautore, Anna Gaetano, ha completato il brano (Ti voglio), scrivendo e cantando alcune strofe. ”Sotto al sole sopra al mare ti voglio. Sta nascendo un altro giorno ti voglio. E se tu lo vorrai, te lo vivrai”. Il risultato è una canzoncina che avrei potuto scrivere io, terribile. Perchè?  Perdonali, Rino.

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  • Cassese, Reichlin, Cottarelli 6 Maggio 2018

    Leggo i giornali e strabuzzo gli occhi. Rileggo, e mi descrivono un Mattarella “capace”, se si scoccia dei no ripetuti dei partiti, di affidare l’incarico nientedimeno che a: Sabino Cassese; oppure a Carlo Cottarelli; oppure a Lucrezia Reichlin (v. foto). Non ci credo. La differenza tra Mattarella e me, che non sono nessuno e vaneggio, è questa. Sin dal primo giro di consultazioni, due mesi fa, avrei detto a tutti i partiti e casaleggi ricevuti: guardate, se vi trovate una maggioranza io l’incarico ve lo do, ma ad una condizione, che nel governo ci siano tre posti essenziali per la tenuta di questo Paese che rappresento. Il ministro della PA, Cassese; il ministro dell’Economia, Reichlin; il ministro dell’Innovazione, Cottarelli. Per il resto fate voi, non ho fretta. Se poi i competenti non vi interessano, alla fine ricordatevi che l’ultima parola sul governo da fare ce l’ho io. E che chi vuole andare a rivotare, sempre da me deve passare.

    (PS) Cassese, Reichlin, Cottarelli: non piacciono a nessun politico italiano vivente, da Salvini sino a Cuperlo, Bersani e Fratoianni, passando per Renzi, Berlusconi, e compagnia cantando. Per disprezzo li chiamano (a destra) i tecnici,  (a sinistra)  tecnocrati o neo-liberisti. 

    (PD) La domanda cruciale in questi giorni è: ma chi ha straperso può comandare nel pd? Risposta: lo devono decidere gli iscritti del pd, non Orlando, o Cuperlo, da soli.

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  • Se nel pd non parlassero tutti 5 Maggio 2018

    Pensate se dal 4 marzo ad oggi il pd, guidato da Martina, non avesse detto una sola parola oltre quelle iniziali: abbiamo perduto, chi ha vinto faccia il governo. Dopo due mesi con un pd silenzioso paziente e compatto, tutti avrebbero capito che Lega e Grillini sono incapaci di fare un governo. Invece adesso, dopo che nel pd hanno parlato tutti, e del pd hanno parlato ogni giorno tutti gli opinionisti, sembra a tutti che un governo non si faccia per colpa del pd. Invece il pd un leader da proporre per il prossimo governo ce l’ha già. Si chiama Gentiloni.

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  • Morante-Travaglio in tv, citazione di Bertolucci 3 Maggio 2018

    Giovedì 3 maggio ore 21,10. Ospiti della Gruber (Otto e mezzo): lo schermo viene diviso in due, a destra c’è Marco Travaglio che infierisce sul pd di Renzi, a sinistra in ascolto il viso dolente di Laura Morante, la quale poco prima ha espresso tutta la sua delusione per Renzi che ha distrutto la sinistra. Grande cinema e due grandi interpretazioni. Se Bernardo Bertolucci ha visto questa commovente scena come noi, avrà ripensato alla scena più famosa del suo film “La tragedia di un uomo ridicolo” quando Laura (la Morante), che nei confronti di Spaggiari (Tognazzi)  era sempre stata sicura di sè, si arrende e, toltasi il maglione rosso, gli mostra le favolose tette. Bertolucci ha spiegato una volta l’idea di questa scena dicendo: era l’unico modo per far vedere gli splendidi seni della Morante (nel 1981 aveva 25 anni).

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  • Se vendi una casa a er popolo sovrano 30 Aprile 2018

    Paolo Sorrentino in “Loro 2” inventa una telefonata di Berlusconi ad una signora scelta a caso sull’elenco telefonico per venderle una casa. “La signora mentre lo ascolta è stupita: come fa a sapere tutte queste cose di me? Berlusconi non la conosce, ma con la sua vitale empatia, sa tutto ciò che lei desidera. Conosce i suoi «sogni». Il segreto del successo politico di Berlusconi – fa capire Sorrentino – sta anche in questa capacità di capire i piccoli, prosaici, talora gretti sogni delle persone “normali”. Perché – come dice Berlusconi-Servillo con una battuta memorabile – «la sinistra pensa che tutto sia complesso» (Bad taste).  Caro Sorrentino, Berlusconi, Salvini, Di Maio, devono vendere sogni. La sinistra invece deve, dice Calenda, capire le paure dei cittadini. Una volta, sino agli anni ottanta, andavi in una sezione di partito e un dirigente (che leggeva molto e aveva viaggiato) ti spiegava la situazione internazionale, poi quella nazionale e poi quella locale. Dopo internet, tutti abbiamo preso la parola, non ci sono più spettatori, solo divi, non ci sono più studenti, solo professori, solo intelligenti e niente stupidi, solo scrittori e nessun lettore, gli elettori sono diventati eletti. Nessuno rappresenta più nessuno, basta solo essere consapevoli di questa piccola verità.

    Non è che tutto quello che pensa e vuole er popolo sia giusto. Lo sappiamo da sempre. Spiegate a quelli del pd dunque che er popolo se gratta, e dunque non va ascoltato, piuttosto va indirizzato, consigliato, istruito, educato, mobilitato. Ma tutti quelli che parlano a nome del popolo, dove lo incontrano? Dove lo sentono e vedono? De Magistris, sindaco di Napoli, giura guerra ai poteri forti in nome del popolo piagnone napoletano: Furti di Stato o di Calcio, poteri dei palazzi corrotti. Solo un disonesto come lui può affiancare Stato e Calcio come se fossero la stessa cosa. Ma il popolo, una sommatoria di individui unici e diversi che vivono nello stesso territorio, come può avere una voce unica che semplifichi la complessità? Mistero. Bisogna tornare nelle periferie, proclamano quelli del Pd, ascoltare la sofferenza, farsi indicare la strada dal popolo sofferente. Ma non era la politica a dover indicare la via alle masse, contrapponendosi al senso comune, facendo prevalere la saggezza della visione alla miopia del giorno per giorno? Il popolo ha votato, si è espresso, il popolo vuole. Davvero? Che cosa vuole? Beato chi lo sa. E anche se lo sapessimo, che ce ne facciamo? Lo sa il popolo se la povertà si diminuisce con la crescita o con la redistribuzione? La politica economica, o le scelte tecniche, o scientifiche, gliele facciamo decidere con un click, con i like?  

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