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  • Senza di me 8 Marzo 2018

    Non so se si è capito, ma io sono un democratico che accetta quello che il popolo decide, per cui il pd penso debba andare all’opposizione perchè questo hanno voluto gli elettori. Il governo se ci riescono se lo devono fare Lega e grillini. Cosa c’entra il pd, che ha perso perchè è stato al governo? Il ricatto al pd di far nascere un governo, non si sa bene di chi e con chi, per amore dell’interesse generale, è già cominciato, e segnalo, tra i più attivi, Stefano Folli di Repubblica & Massimo Franco, notista politico del Corsera (credo che Renzi ai due abbia bruciato la casa visto come ne parlano dal 2016) e la coppia Giannini & Mauro di Repubblica (che alle elezioni hanno preso il 3, qualcosa di Bersani). Il ricatto continuerà con Mattarella & Franceschini (la volpe e il gatto) e siccome i parlamentari eletti non sono mica scemi e non vorranno tornare a votare prima di 5 anni, le incognite aumenteranno. Sino a quando mercati e spread non daranno la fine della ricreazione. “Cinque anni fa il Movimento 5 Stelle umiliò Pier Luigi Bersani, segretario del partito che era arrivato primo alle elezioni, con un disprezzo che non si dimentica. Eppure Bersani si era seduto al tavolo dicendo: « Diteci cosa volete fare di questo Paese che è anche il vostro e quello dei vostri figli » . La risposta fu la presa in giro in diretta streaming. Era il tempo in cui i democratici erano « zombi » (Mario Calabresi) . Per evolvere quel che disse un deficiente preso in giro dai grillini (deficiente perchè ancora adesso dice che ci si può trattare): la mucca è in salotto… e non sa cosa siano destra e sinistra. Meno male che si rivede Carlo Calenda 

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  • Rancore, Cecconi e Responsabili 6 Marzo 2018

    ” Gli errori si pagano, anche se purtroppo non sempre” ha scritto Claudio Magris. ” Quello che colpisce, soprattutto in certe trasmissioni televisive, è l’accanimento non solo e non tanto politico, come è giusto e legittimo, ma vischiosamente personale nei confronti di Renzi”. Come se l’eclissi della cultura della sinistra del novecento, in Italia e in Europa, fosse cominciata con Renzi. Hanno cominciato a parlarci di periferie abbandonate, di ribellione operaia nel Sulcis e di altre amenità sociologiche, quando oggi al Nord s’insedia la Lega e al Sud il M5s. Si son spartiti l’Italia e il futuro sarà perciò un braccio di ferro. Come si può paragonare lo spartiacque del 4 marzo 2018 alla bruciante sconfitta del 1948, se i partiti nazionali ce li siamo giocati?  La tragedia di una sinistra che ha perduto per strada sia i ceti popolari che il ceto medio che gli imprenditori, e rappresenta soltanto meno di un quarto della popolazione italiana, cioè solo quelli che hanno fatto campagna per l’Europa (la metà degli elettori ha votato invece per partiti contrari all’UE), diventa l’ennesima comica ricerca di un capro espiatorio, come se ucciso il leader avessimo già in casa l’uomo o la donna che ci faccia resuscitare come Lazzaro. La malattia storica della sinistra italiana si chiama masochismo, l’arte di farsi male da soli per il piacere di azzannare il vicino di banco. Io spesso l’ho chiamata la sindrome dei “ragazzi della via Pàl”, dove tutti erano capitani e nessuno era soldato semplice. Ecco dunque la citazione che invierò agli storici Guido Crainz ed Emilio Gentile per tramandare sui libri un giorno un esempio illuminante di tale male endemico riferito all’anno 2018: “Finchè mi sarà dato di esistere, Renzi non potrà stare tranquillo” (Massimo D’Alema). Renzi ha perso, scrive Filippo Ceccarelli, e D’Alema pure, esito paradossale nella crudele normalità delle urne. Ma hanno perso pure il padre nobile, quel Prodi a cui piace tanto fare il santone, e Veltroni, a cui piace fare il fratello maggiore e tantissime altre insulse cose insieme. Gente alla quale dobbiamo il ventennio berlusconiano senza uno straccio di legge sul conflitto di interessi.

    Ma così va il mondo, nelle vicende di potere, il masochista si danneggia da solo, e alla fine il “caso” vince. Seguitemi in un’analisi che farà rabbrividire gli ammalati di ideologia (“Potere al popolo” non a caso inneggia al suo 1 per cento). Nella vita occorre essere al posto giusto al momento giusto. Nella giornata in cui il destino infame rapisce Davide Astori a soli 31 anni, quanti Cecconi si sono trovati sotto il brand giusto? Chi è Cecconi? E’ il grillino fantasma che a Pesaro senza fare campagna elettorale perché il M5s lo aveva escluso per i finti rimborsi, ha battuto Marco Minniti ministro degli interni. Da sempre conosciamo storie di deputati e senatori eletti senza meriti dovunque, anche in Calabria, per botte di buonasorte ripetute in varie legislature.  Ma Andrea Cecconi il fantasma che prende il 35% senza farsi vedere in giro, è o non è una spiegazione vera di quel che è avvenuto nel centro-sud? E’ popolocrazia o semplice fascino di un brand? Proviamo a votare cinquestelle, hai visto mai? Come si comprasse un biglietto della Lotteria.

    Avevo azzeccato il giorno prima il pronostico, adesso vi prego ascoltatemi: fateli governare, dobbiamo avere il reddito di cittadinanza e la flat tax al 15 %. Ce li siamo meritati noi italiani. E allora dateci quanto promesso. La dc è tornata, basta solo trovare dei “responsabili” che consentano a Salvini o Di Maio di fare un governo. Ci mancherebbe che chi ha perso non agevolasse chi ha vinto! Non s’è mai visto. Ci divertiremo, vedrete. Rimandiamo a casa e respingiamo gli immigrati, agli insegnanti diamo la scuola sotto casa, assumiamo tutti i precari, facciamo tanti bei condoni e l’Irpef al 15%. Siamo giunti al paese di Bengodi. “…sarà tre volte Natale/ e festa tutto il giorno/ anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno”. Agevolateli, non svegliateci

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  • Domani conosceremo il vero prezzo del rancore 1 Marzo 2018

    Tutto cominciò il 4 dicembre 2016 quando il 60% degli italiani respinse la proposta di riforma costituzionale e l’Italicum come sistema elettorale. La modernizzazione del sistema politico italiano venne respinta ed il contraccolpo (con gli effetti ulteriori) lo si avvertirà domani mattina quando vedremo all’opera il Rosatellum, un sistema elettorale che come il porcellum, ha un solo scopo: evitare che ci siano sconfitti. Naturalmente sarà compito degli storici spiegare come e perchè la riforma Renzi sia stata cassata dal popolo, influenzato da forze politiche che andavano dall’estrema destra all’estrema sinistra. Gli storici ci spiegheranno – non so quando, ma lo faranno – le cause probabili ed eventuali di una sconfitta, quella di Renzi, del pd e del 40% degli elettori, i quali intendevano eliminare il senato, semplificare il processo decisionale, completare il maggioritario. Ad oggi sembra che la paura dell’uomo solo al comando e la paura che quest’uomo fosse Matteo Renzi, abbiano determinato il risultato di far tornare, attraverso una macchina del tempo, l’Italia politica ai decenni del sistema proporzionale, quando i governi duravano poco meno di un anno, erano compositi e venivano formati dopo lunghe ed estenuanti trattative. Proprio quello che l’Italia facente parte dell’UE e con la moneta unica non può permettersi. Così vedremo, per effetto dell’odio nutrito verso un ambizioso uomo politico fiorentino di 43 anni, se l’Italia del 2018 riuscirà nell’impresa titanica di condannare le generazioni future a pagare il prezzo di tanto odio e rancore. Perchè in politica si vince e si perde, ma tutto ha un prezzo e niente è gratis. Per farmi capire basta un solo esempio recente: Chiunque avrebbe condannato Gheddafi e il suo dispotismo. Ma anche la sua caduta ha avuto conseguenze negative che ancora oggi vediamo in Libia. Conseguenze che forse erano prevedibili e da considerare. Ma uno che ragiona con la filosofia del”male minore” mi rendo conto che sia un pazzo per tutti gli estremisti che trovi in giro. Buona fortuna

    SABINO CASSESE Tra i candidati, il corpo elettorale (i votanti) dovrà scegliere. Il criterio di questa scelta, dicevano i costituenti americani alla fine del ’700, è «quello di assicurarsi come governanti uomini dotati di molta saggezza per ben discernere, e molta virtù per perseguire il bene comune della società» («Il federalista» n. 57). Uno dei padri fondatori dello Stato italiano, Vittorio Emanuele Orlando, scriveva nel 1889 che l’elezione è «una designazione di capacità», perché l’esercizio delle funzioni pubbliche «spetta ai più capaci».

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  • Vinceranno i Bagatta 26 Febbraio 2018

    Sta per finire la più anomala ed assurda campagna elettorale della Repubblica italiana con i metodi della comunicazione non più verticali (i Capi che parlano ai cittadini, in piazza o in tv) ma orizzontali (i cittadini sulla rete dialogano con tutti). Proprio per questo nessun sondaggista potrà  fare previsioni affidabili dei risultati. Quelli come me credevano di aver già toccato il fondo, il male assoluto in ordine sono stati  Scelba (1960), poi  Fanfani (1974), poi Andreotti e Craxi, infine Berlusconi. Ma la storia da tragica si trasforma in farsa e certo non immaginavamo che saremmo scesi giù sino a “Vaffa il Comico che non fa ridere” e ai suoi megafoni come l’Inquisitore  Travaglio. E a tutti gli imbecilli che credono di poter negoziare (in streaming?) con “Giggino il congiuntivo”. Si andrà a votare con la pancia, dove dentro ci stanno tutte le paure instillate dai mostri. Come al referendum del 4 dicembre si voterà contro Qualcuno per non cambiare nulla. Noi italiani, ricordatelo sempre, stiamo bene così. Noi ci lamentiamo, ma il nostro vero incubo è cambiare lo status quo, diventare un paese normale, dove si vota e conosci il vincitore, un governo governa per 5 anni, la magistratura non ha mai l’ultima parola su tutto, si pagano le tasse e gli evasori vanno in galera, le opere pubbliche si fanno nei tempi stabiliti, la scuola serve per trovare lavoro, il Bel paese attira turisti che accogliamo senza spellarli. Io temo che per esempio avremo ministro dello Sport un Guido Bagatta, l’esperto di basket più spernacchiato sul web, esperto di nulla, da sempre. Ha scritto Sergio Fabbrini: Come si fa a non essere preoccupati per l’esito delle prossime elezioni parlamentari? L’Italia è a un bivio. Il 4 marzo deciderà quale direzione prendere. Verso l’occidente rappresentato da un’eurozona in grado di governare la propria integrazione monetaria ed economica (l’Europa di Ventotene) oppure verso l’oriente rappresentato da un’associazione di stati prigionieri dei propri umori nazionalisti e sovranisti (l’Europa di Visegrad). Si tratta di due Europe non compatibili. 

    PS: se volete avere un’idea di quel che siamo (davvero) guardatevi su “youtube” la puntata HBO di LAST WEEK TONIGHT del comico inglese John Oliver dedicata alle elezioni italiane. Adesso è in inglese, ma verrà tradotta. Ah, dimenticavo, l’Italia sarà un paese normale quando, oltre all’italiano e ai dialetti, sapremo parlare correntemente l’inglese. Ma i giudici non vogliono.

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  • Meglio una candela oggi 17 Febbraio 2018

    “Meglio una candela oggi che maledire il buio domani”. Walter Veltroni rispolvera una vecchia citazione che non ha ormai più alcun significato. Il fatto è che ognuno si considera oggi la candela. E tutti gli altri sono il buio. Il giochetto del “ma anche” di veltroniana memoria è miseramente fallito nell’epoca in tutto si tiene ma le scelte devono essere nette. Per es., volere allo stesso tempo un governo che decida e un parlamento che in modo rigoroso controlli, non significa nulla di nulla. Un’idea deve prevalere, rafforziamo il governo o il parlamento? Dividiamoci

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  • Sacal cosa siamo per i catanzaresi (2) 14 Febbraio 2018

    (intercettazione telefonica tra il presidente Massimo Colosimo e la responsabile degli affari legali, Ester Michienzi)
    Michienzi : “…tu gli devi dire che abbiamo fatto una convention con dei relatori……tanto loro non hanno nessun contatto perchè sono dei lametini di merda e non hanno nessun contatto con gli altri aeroporti”.

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  • Sacal cosa pensano di noi i catanzaresi 13 Febbraio 2018

    PIÙ STUPIDI SONO… In una intercettazione effettuata dai militari della Guardia di finanza di Lamezia Terme a giugno 2015 Colosimo e Noto parlano proprio della nomina di Emanuele Ionà.
    Colosimo: …e gli altri nominano a coso di nuovo, a Ionà, che per certi versi… per noi è meglio
    Noto: Eh sì lui è compare di coso, di Mascaro
    Colosimo: Eh sì per noi va bene, che più stupidi sono…
    Noto: Sì ma poi alla fine è una persona che si mette a disposizione con noi… l’altro invece è pericoloso (si riferiscono ad Arena, all’epoca componente del cda per conto del Comune).

    (da Corriere della Calabria, 13/2/2018, Alessia Truzzolillo)

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  • A. De Nicola La verità sulle pensioni 12 Febbraio 2018

    Anche dopo la riforma del 2011, il Belpaese è tra gli Stati Ocse ( l’organizzazione dei paesi ricchi) quello che spende di più in pensioni in proporzione al Pil, il 15,5%, il doppio della media. Poiché ogni tanto qualcuno obietta che i pensionati italiani pagano le tasse su quanto ricevono mentre in qualche altro posto ciò non accade, l’Ocse si è preso la briga di calcolare l’incidenza sul Pil al netto del prelievo fiscale: siamo sempre i primi.

    E come se la cavano i pensionati? L’età media effettiva di pensionamento è in Italia ancora tra le più basse dell’Ocse, 62,1 anni per gli uomini e 61,3 per le donne (nelle altre nazioni è tra i 65 e i 66 anni). Invero, benché un certo allarmismo dilaghi, chi in Italia si ritirerà dopo una vita lavorativa completa beneficerà in media di una percentuale molto alta dello stipendio, l’81,3% contro il 53% dei paesi Ocse ( dove la previdenza privata complementare ha più peso). Inoltre, il pensionato italiano gode di una situazione ottima (solo in Spagna e Francia è migliore) quanto al confronto con il reddito medio del resto della popolazione attiva: guadagna quasi il 100%. In questo sistema già molto tutelante e un po’ in bilico, abolire in toto la Fornero secondo la Ragioneria generale dello Stato porterebbe a spese superiori a 350 miliardi fino al 2060, quasi 9 miliardi all’anno. 

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