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  • Ferdinando Giugliano ci spiega le idee bislacche 7 Aprile 2018

    La politica economica proposta dai partiti sembra un revival degli anni ’70 e ’80. Davide Casaleggio, il quarantunenne gestore del sistema operativo del Movimento 5 Stelle, teorizza il ritorno dello Stato imprenditore. Carlo Calenda, suo quasi coetaneo e ministro dello Sviluppo economico, lo mette in pratica, promuovendo l’entrata di Cassa Depositi e Prestiti in Telecom. Salvini riscopre i dazi, dimenticando che siamo fra i principali Paesi esportatori d’Europa, e riesuma l’idea che i tagli delle tasse si ripaghino sempre da soli, smentita da qualsiasi studio economico degli ultimi 40 anni.

    Non solo. Alcuni giovani leader sembrano ben poco preoccupati del costo che le loro bislacche idee in materia pensionistica avranno per i loro coetanei. Un eventuale accordo di governo fra la Lega e i 5 Stelle avrebbe come naturale punto di sintesi l’abolizione della legge Fornero, con un abbassamento drastico dell’età pensionabile. La conseguente esplosione della spesa pensionistica ridurrebbe lo spazio per interventi a sostegno delle giovani famiglie — la categoria sociale per cui il rischio povertà è più alto. Di Maio ama paragonarsi ad Alcide De Gasperi, ma il rischio è che passi alla storia come un novello Mariano Rumor, il primo ministro che introdusse le baby-pensioni. (da Repubblica; Giugliano è notista di Bloomberg View)

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  • 3 italiani su 4 pagano già meno del 15% 5 Aprile 2018

    Nessun rilievo è stato dato a un elemento interessante che emerge da uno studio dei commercialisti italiani sull’Irpef: il 75% dei contribuenti italiani già subisce un prelievo inferiore al 15%. Cioè pagano già meno, e in molti casi parecchio meno, di quello che pagherebbero con la flat tax proposta dalla Lega al 15% dell’imponibile. Su 40,9 milioni di contribuenti il 30,7% ha un’Irpef pari a zero (12,6 milioni di contribuenti), il 44,3% paga un’Irpef inferiore al 15% del reddito complessivo (18,1 milioni di persone). Solo il restante 24,9% dei contribuenti, cioè 10,2 milioni, subisce un prelievo Irpef superiore al 15%. Anche l’età pensionabile, sulla carta 67 e 65 anni, di fatto è in media 62 anni.

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  • Sicilia: laboratorio politico 4 Aprile 2018

    Su 13mila dipendenti la Regione Sicilia ha 2600 dirigenti sindacali. 2350 dipendenti usufruiscono della L. 104. Ci sono dipendenti della Regione che si sono fatti adottare da anziani malati per potere beneficiare della legge 104 per l’assistenza, ha detto il presidente Musumeci. Da notare che ogni singola famiglia siciliana in media ha un componente che lavora, si fa per dire, alla Regione. Come si chiamano questi? Redditi di inclusione o di cittadinanza?

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  • “Il beato Travaglio” di frascop 31 Marzo 2018

    (TELEVISIONI BLOG DI ALDO GRASSO-CORSERA) Marco Travaglio ascolta in silenzio, labbra serrate il cui lembo sinistro si alza sino a congiungersi con la piega arcuata che congiunge naso e mento. E’ il sarcastico, muto ghigno di commiserazione, per citare Pirandello, di Travaglio, il sorrisetto sardonico del vero vincitore, televisivamente parlando, delle elezioni. Egli osserva col muto ghigno, le braccia conserte, gli occhi vispi e giulivi. Beato chi sa sempre il torto da che parte sta. “Non sto dando un giudizio di valore…”, dice di tanto in tanto. Nel suo gemello diverso Padellaro invece, l’euforia ribolle sotto la solita postura del dolente risentito. (21/3/2018) 

    LA RISPOSTA A CURA ALDO GRASSO
    Ritratto perfetto!

    QUI CI SCRIVONO GENI @frascop  Padellaro il dolente risentito, ma poi risentito di che, forse che nonostante tutta questa grancassa Il fatto venda poco. di massì (22/3/2018)

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  • Studenti? Con frequenza? 28 Marzo 2018

    La notizia dopo un mese finisce sui giornali: una classe primo superiore  di un istituto commerciale di Alessandria ha legato una prof (con difficoltà motorie) con la sedia alla cattedra, l’ha presa a calci e come se non bastasse, il video è stato postato su Instagram (siamo o non siamo moderni?). Gli studenti sono stati sottoposti ad una pena “terribile”: un mese di sospensione ma con frequenza. Tale sanzione ormai molto di moda  nelle scuole è come far finta di dare uno schiaffo che in pratica è una carezza. Chiunque vuole può capire adesso lo stato dell’arte della scuola italiana, dove  tutti vengono promossi perchè non si deve mai bocciare nessuno, e tutti possono fare quello che vogliono, perchè non si deve mai applicare una sanzione. Nelle scuole s’insegna di tutto di più tranne la nozione principale. Che ciascuno di noi in questa vita è responsabile delle proprie azioni, che alcuni declinano nel “non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te”. Mai apparire escludenti e repressivi, nella scuola italiana. All’ignoranza e al bullismo lo Stato deve reagire solo con le chiacchiere. Dimenticavo, tutti gli studenti di cui sopra devono pure svuotare i cestini durante la ricreazione. Non siamo però sicuri che la Corte europea dei Diritti dell’Uomo e la Convenzione di Ginevra consentano tali pene alternative socialmente utili a carico di studenti,  forse sono torture. Ma l’ultima decisiva domanda che pongo è la seguente. In casi come questi perchè si parla di “studenti”? Gli “studenti” sono ragazzi normali che frequentano una scuola per studiare. Sarebbe  come  dare una notizia così: alcuni “religiosi” vanno in una chiesa, legano il parroco e lo prendono a calci.  Oggi, 29 marzo, una mamma dei ragazzi puniti dice su “Repubblica”: “sono quattordicenni, non sono delinquenti, non hanno compiuto alcun reato, sono mortificati”.  Non so per voi, ma la sopraffazione di una docente claudicante a me sembra più grave di  un furto. Nella scuola si deve fare moltissimo per gli studenti, e cacciare (mandare a lavorare) i non studenti. Se non fai questo, gli studenti e lo Stato soccombono. In Italia però in tv parlano i carnefici, le vittime si dimenticano (v. Brigate rosse)

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  • Grillo e Mattarella quanto dura? 25 Marzo 2018

    A tutti quelli (quanti sono?) che spingono il Pd a “trattare” con i cinquestelle, vorrei proporre una scommessa. Oggi è il 26 marzo 2018, vediamo quanti giorni passano fino al momento in cui  Grillo o altro esponente nazionale insolentirà Mattarella, oggi ossequiato e riverito (avete sentito il cd movimentista Fico?). Non so quando avverrà, ma so che avverrà prima della fine di questa legislatura.  Che i cinquestelle rispettino sempre Mattarella ha la stessa probabilità di riuscita che Grillo paghi il caffè a qualcuno al bar. Comunque sia, i trattativisti sono tutti “gente di sani princìpi” (Cuperlo, Emiliano, Orlando & C.). Il fatto che un partito politico come il M5s sia il braccio operativo di una strana società segreta (Associazione Rousseau) e che non abbia nessuna democrazia interna (le votazioni essendo svolte su un sito internet misterioso), neppure li sfiora o interessa. I grillini vogliono abolire il principio costituzionale del “senza vincolo di mandato”, avete mai sentito obiettare nulla da uno dei nostri costituzionalisti che lottavano contro l’uomo solo al comando?  Vi ricordate le intemerate contro il partito di plastica di Berlusconi, quello accusato di non fare congressi? E contro la Lega del padre-padrone Bossi? Tutto passato. Oggi i diritti li devono rispettare solo la Libia e Kim-Jong-Un; Casaleggio jr, proprietario del sistema operativo del movimento, e Grillo, proprietario del simbolo, i 2 Kim-Jong-Due che decidono la politica dei 5S, sono riveriti e rispettati. Adesso che una setta politica farà il governo alleandosi con una forza lepenista e razzista, la democrazia è salva e il problema democratico di questo paese è sempre chi sarà “il capogruppo del pd alla camera o al senato”.

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  • Antonio Milano 20 Marzo 2018

    Antonio Milano, scomparso dopo una breve malattia, è stato un insegnante finissimo, cultore di latino e greco, e poi un uomo dalla cultura vastissima che coltivava sulla base di interessi molteplici, penso alla musica e ai mille organetti che possedeva.  La sua intelligenza prodigiosa gli avrebbe consentito, questo ho sempre pensato di lui, di esprimersi attraverso l’arte, ma è stato sempre come fermato da una forma di ritegno e dal non volersi mai prendere sul serio. Non so se l’abbia mai fatto, ma se avesse deciso di misurarsi, chessò, con la pittura o la scultura, sarebbe stato un grande pittore o scultore. Il ricordo più intenso che ho avuto di lui in tutti questi anni è stato uno solo, ciò che mi ha detto in  una telefonata. Essendo coetanei, ci siamo iscritti all’università lo stesso anno, il 1969, e lui mi aveva preceduto a Firenze di qualche giorno. Appena arrivo anch’io a Firenze, da una  pensione lo chiamo al telefono, visibilmente ansioso per questa nuova avventura. Lui mi risponde e mi tranquillizza. Mi descrive quel che ha fatto e visto in quei pochi giorni e mi solleva, dai, vedrai che ce la faremo. Qui è bello e si sta bene. Io ho sempre pensato che se mi sono laureato lo devo a quella telefonata. Caro Antonio, dovunque tu sia, sono sicuro che starai bene.

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  • Facebook e le elezioni 15 Marzo 2018
     «Io non credo che la profilazione psicografica sia in grado di modificare il risultato elettorale. Nessuno potrà mai costringerti a votare il tal candidato, proprio come non ti può imporre di comprare un paio di scarpe. Ma può forzare il tuo orientamento. Per capirci non penso che Trump abbia vinto grazie a Cambridge Analytica. Ma questo non rende meno grave il comportamento di Facebook. Se tu chiudi gli utenti dentro la famosa bolla li privi della possibilità di essere in connessione con il resto del mondo». (Antonio Garcia Martinez, ex product manager di Facebook, Corsera 22/3/2018)

     

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