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  • Federico Fubini: restiamo nell’euro e riduciamo il debito 29 Maggio 2018

    Questa storia deve finire. Da stamani le forze politiche — tutte — devono prendere due impegni molto semplici ma solenni a difesa degli italiani: l’euro è irrevocabilmente la moneta dell’Italia e il debito sarà onorato, quindi ridotto. Dev’essere il minimo comun denominatore di tutti. Prendete quell’impegno. Prendetelo per i vostri elettori che hanno imprese, posti di lavoro, figli da crescere. Prendetelo per i cittadini che hanno risparmiato tutta la vita e vedono in pericolo il frutto della loro fatica, e per i giovani disoccupati che non vogliono trovarsi tagliati fuori dall’Europa. Prendete quell’impegno e dimostrate che fate sul serio, con programmi credibili e isolando le figure più equivoche fra di voi. Prendetelo oppure assumetevi fino in fondo la responsabilità di non averlo fatto. (Federico Fubini, Corriere della sera)

    (Massimo Giannini) “Di Maio e Salvini ne sono gli artefici tragici. Con un mix di cinismo e dilettantismo, i “diarchi” di questa ennesima notte della Repubblica hanno giocato sulla pelle degli italiani la partita del governo. Di Maio per raggiungerlo a ogni costo, Salvini per fuggirne a qualsiasi prezzo. Il risultato è lo stesso. Paghiamo noi. Paghiamo le bugie di due tribuni che hanno usato l’Italexit come feticcio e Paolo Savona come fantoccio. Se oggi Roma somiglia ad Atene non è per volontà dei soliti “poteri forti” che si oppongono al “ governo del cambiamento”, ma per gli atti e i misfatti di chi lo voleva rappresentare”. (Giannini, ma Lei non voleva che il pd si sedesse a trattare con il tribuno Di Maio?)
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  • AVEVO SCOMMESSO: chi è tondo non diventa quadrato 27 Maggio 2018

    IL 26 MARZO AVEVO PREVISTO QUANTO SAREBBE AVVENUTO, vale a dire che i grillini se la sarebbero presa con Mattarella, che nientedimeno vogliono mettere in stato di accusa.VI RIPROPONGO IL MIO POST, CHE TROVATE TRA GLI ARTICOLI

    A tutti quelli (quanti sono?) che spingono il Pd a “trattare” con i cinquestelle, vorrei proporre una scommessa. Oggi è il 26 marzo 2018, vediamo quanti giorni passano fino al momento in cui  Grillo o altro esponente nazionale insolentirà Mattarella, oggi ossequiato e riverito (avete sentito il cd movimentista Fico?). Non so quando avverrà, ma so che avverrà prima della fine di questa legislatura.  Che i cinquestelle rispettino sempre Mattarella ha la stessa probabilità di riuscita che Grillo paghi il caffè a qualcuno al bar. Comunque sia, i trattativisti sono tutti “gente di sani princìpi” (Cuperlo, Emiliano, Orlando & C.). 

    Ma su questo blog, se voi leggete gli articoli precedenti, troverete altre pre-monizioni. L’1 marzo scrivevo “Domani conosceremo il prezzo del rancore”. Ancora prima, il 26 febbraio, scrivevo “Vinceranno i Bagatta”, dove si legge: “Ha scritto Sergio Fabbrini: Come si fa a non essere preoccupati per l’esito delle prossime elezioni parlamentari? L’Italia è a un bivio. Il 4 marzo deciderà quale direzione prendere. Verso l’occidente rappresentato da un’eurozona in grado di governare la propria integrazione monetaria ed economica (l’Europa di Ventotene) oppure verso l’oriente rappresentato da un’associazione di stati prigionieri dei propri umori nazionalisti e sovranisti (l’Europa di Visegrad). Si tratta di due Europe non compatibili”. Potrei continuare, ma voglio solo significare questo. Se uno come me, un comune cittadino che segue la politica informandosi, aveva previsto dove saremmo andati a sbattere, com’è che molti intellettuali de sinistra non vedevano tutto questo, non capivano che si stava solo perdendo tempo per tornare al voto? Se voi oggi, 28 maggio, vi comprate Repubblica, leggete tra le opinioni quella di un deficiente (Piero Ignazi) che ha scritto “L’errore fatale del pd”. L’errore del pd sarebbe quello di non aver voluto trattare con i 5 stelle! Ma come fai a insistere proprio nel giorno in cui tutti si tolgono la maschera e appaiono le facce vere di Salvini e Di Maio, due che vogliono portare l’Italia fuori dall’euro dicendo il contrario, altrimenti il ministro dell’Economia sarebbe stato senza problemi Giorgetti, n. 2 della Lega e uomo di grande equilibrio e intelligenza? Quelli senza cattedra come me e senza spazio su Repubblica avevano capito subito che Di Battista non sarebbe partito per non so dove per fare non so cosa. Ignazi e quelli come lui invece insistono.Non hanno ANCORA capito, ben prima delle elezioni, che la lotta in Italia è: Di Battista contro Cottarelli. La menzogna contro la verità; l’incompetenza contro la competenza; contro l’euro o a favore dell’euro.

     

     

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  • HIC SAVONA HIC SALTA Sabino Cassese spiega, a chi non ha il cervello di DI BATTISTA 26 Maggio 2018

    (Sabino Cassese, Corriere della sera 26/5/2018) Se la Costituzione, che detta le regole del gioco, non è cambiata, vanno segnalati tre pericoli di andare fuori strada, tutti dettati da una certa insofferenza per le regole. Il 21 maggio scorso, mentre si parlava della nomina del presidente del Consiglio dei ministri, il «capo politico» del M5S ha affermato che il presidente della Repubblica «non si permetterebbe di porre veti». Due giorni dopo gli ha fatto eco il leader della Lega dicendo: «Il Colle non si opponga agli italiani». Queste due affermazioni partono dal presupposto che spetti alle forze politiche l’iniziativa della nomina del capo dell’esecutivo.Invece, la Costituzione dispone che questa è di competenza del Quirinale, e prassi e scienza giuridica sono nel senso che scelta e nomina sono atti presidenziali, a cui si aggiunge una «autorizzazione» parlamentare (la cosiddetta fiducia). Dunque, il presidente della Repubblica non interviene in seconda battuta, per confermare o porre veti.

    Il secondo pericolo è indicato da una frase di Di Maio del 14 maggio: «si discute prima delle questioni [della politica] e poi degli esecutori». Non è così che la Costituzione configura il governo: questo determina la politica del Paese e il suo presidente mantiene l’unità dell’indirizzo politico. Siamo ben lontani da un governo – esecutore. (…)

    Attendiamo ora la nomina dei ministri: anche per questa si vedrà se le due forze politiche sapranno stare nella carreggiata, fissata dalla Costituzione, secondo la quale il presidente del Consiglio incaricato (e non altri) propone e il presidente della Repubblica nomina (e quindi può anche non accettare proposte).(…)

    È anche sbagliato affermare che i vincoli europei vanno rivisti «per finanziare tutte le misure economiche che diano diritti sociali agli italiani», come ha sostenuto il leader della Lega. La contrapposizione tra vincoli europei e diritti degli italiani è sbagliata per tre motivi. In primo luogo, perché quei vincoli sono contenuti in trattati firmati dai governi italiani e ratificati a larghissima maggioranza dai parlamenti, quindi a nome del popolo italiano. In secondo luogo, perché i trattati contengono impegni che abbiamo preso con altri popoli: dobbiamo quindi rispettare anche le altre democrazie. Infine, perché le misure economiche evocate per dare diritti sociali agli italiani saranno pagate dagli italiani stessi, non dagli altri Paesi europei, con aumento del debito a carico delle future generazioni e con maggiore costo dell’attuale debito a carico nostro.

    (ndr) Dei 2,300 miliardi del nostro debito pubblico 580  sono in mano a investitori internazionali. Di Battista e tutti quelli come lui sono in grado parlando in tv di rassicurarli affinchè decidano di tenerseli? C’è da aver paura di questi ignoranti. E degli scienziati pazzi che convincono gli ignoranti

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  • TUTTO SI TIENE DA SAVONA A FASSINA 25 Maggio 2018

    Se qualcuno aveva dei dubbi, non riusciva a capire, oggi è la giornata giusta. Da LeU (area Bersani) il redivivo Stefano Fassina, sinistra sinistra, batte un colpo per sposare le tesi del ministro in pectore Paolo Savona secondo il quale la Merkel è Hitler redivivo, e dobbiamo avere un piano B per uscire dall’euro. Sul Corriere potreste leggere un articolo di Federico Fubini che spiega come in un mese di questi pazzi che scherzano col fuoco (a parole, senza neppure gli atti di un governo), sono stati bruciati 200 miliardi e ogni italiano ha perso già 2000 euro.  La cosa fondamentale che non hanno ancora capito Di Maio, Salvini, Fassina e quelli che gli vanno dietro, l’ha riassunta in modo impeccabile Sabino Cassese. Copiatevela, imparatela a memoria e non scordatela mai più. Eccola: ” La contrapposizione tra vincoli europei e diritti degli italiani è sbagliata per tre motivi. In primo luogo, perché quei vincoli sono contenuti in trattati firmati dai governi italiani e ratificati a larghissima maggioranza dai parlamenti, quindi a nome del popolo italiano…”

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  • Ovviamente si sta scrivendo la Storia (dei f.lli Caponi) 16 Maggio 2018

    Domenica 13/5/2018. “Ovviamente si sta scrivendo la Storia e ci vuole un pò di tempo”.(Giggino 5 Stelle). Mercoledi 16/5/2018. Di Battista: “La Borsa perde? Ascoltate la gente nei bar non le banche d’affari”. NDR Solo oggi qualcuno comincia a capire che questi non sono Dilettanti allo sbaraglio. Magari lo fossero. Questi sono pazzi furiosi. Vi diamo tutto il tempo che volete, per la Storia questo ed altro. Tanto andiamo a sbattere. “Ma la colpa, s’intende, è sempre e solo di Renzi (Travagli & Padellari) “

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  • Hotel Alimuri il personale si chiude a riccio 14 Maggio 2018
    Apprendiamo con stupore che oggi è stato licenziato l’unico ancora in servizio dei cinque dipendenti dell’hotel Alimuri di Meta di Sorrento (Napoli) ritenuto responsabile di avere fatto parte del branco che, nell’ottobre 2016, ha drogato e poi violentato una turista inglese negli spazi della struttura alberghiera. Ieri la Polizia ha arrestato cinque persone con l’accusa di violenza sessuale di gruppo con l’aggravante dell’uso di sostanza stupefacente. In servizio, con un contratto a tempo indeterminato rescisso stamattina per giusta causa, era rimasto un giovane di 22 anni, che era stato assunto con la qualifica di aiuto cuoco.Già due anni fa, quando la Polizia, nell’ambito delle indagini, si è recata nell’albergo per sequestrare i telefonini degli indagati, la direzione dell’albergo aveva deciso di non rinnovare i contratti a tempo determinato a quattro dei cinque lavoratori arrestati. Ma l’albergo, rispettoso del garantismo peloso e vomitevole di cui siamo vittime, ha voluto aspettare ben 2 anni per liberarsi di un Criminale che insieme con altri 10 uomini ha stuprato una turista che ha avuto l’unica sfortuna di aver scelto l’Italia per fare questa crudele esperienza.” Il personale” scrive Repubblica “si è chiuso a riccio, non vuole parlare”. Questo è il punto decisivo. Nessuno ha parlato, anche chi sapeva. Eppure i dipendenti sono 500… 500 dipendenti, nessuno in due anni ha mai visto o sentito nulla? Nel mentre esisteva una chat dove gli stupratori hanno messo on line con il titolo “Cattive abitudini” le foto del crimine, e un video girava per altre vie, e ci sono voluti due anni per rompere omertà e complicità. Bella gente davvero, che va visitata per conoscere la banalità del male.  

     
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  • La vecchia bufala dei grillini di sinistra 13 Maggio 2018

    Sin dagli anni novanta la distinzione “destra” –”sinistra” mi è parsa approssimativa per classificare le politiche. La complessità dei problemi non consente, a mio parere, di definire con tale dicotomia le questioni concrete sul tappeto. Mi spiego subito con qualche piccolo esempio. Era di sinistra chi stava col Vietnam ma oggi lo è chi appoggia gli sciiti dell’Iran (Obama) oppure i sunniti dell’Arabia (Trump)? Chi voleva il divorzio era di sinistra ma sull’Ilva di Taranto la sinistra chi è, Calenda o Emiliano (Camusso)? Applicare la dicotomia nelle arti, poi, è assurdo perché (ce lo rammentava Beniamino Placido)  Ionesco o il poeta papalino Eliot potremmo non apprezzarli considerandoli di destra. Ora siamo alle prese col rompicapo M5S,  beneficiari di molti elettori di sinistra. Grillo è quel comico (?) che siccome sfotteva Craxi e i socialisti, vive di rendita a sinistra. Eppure è quello che oltre ai vaffa ha detto: “Noi siamo un po’ dentro democristiani, un po’ di destra, un po’ di sinistra, un po’ di centro… possiamo adattarci a qualsiasi cosa”. Nel 2007 parlava dei «sacri confini della patria» violati dai Rom. In seguito, si è espresso contro la cittadinanza ai figli dei migranti nati in Italia. Poi, tempo fa, ha detto che «i veri extracomunitari siamo noi». E ancora: «Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?». Per il “Fatto quotidiano” di Travaglio, house horgan del movimento, i grillini sono la sinistra mentre la destra è il pd. Basterebbe solo tale appoggio di un disonesto come Travaglio per sgretolare la classificazione, ma ancora più allarmante è lo schema principale della comunicazione grillina: non parlare mai di temi «divisivi». La regola dei casaleggi è sempre: «non divide et impera», quindi su ogni tema dire tutto e il contrario di tutto. Non è un caso quindi che l’ultima parola sul “contratto” con la Lega sia di Casaleggio. Se piace a lui, piacerà anche agli iscritti. E’ la democrazia digitale, bellezza. Quelli che ieri sbraitavano contro l’uomo solo al comando oggi per paradosso si fidano del dittatore degli altri.

    L’unica cosa che non capisco, enunciate queste premesse sulle miopie delle ideologie, è allora la seguente. Come fanno quelli che, al contrario di me, ritengono che sia possibile nel 2018 stabilire chi sia di sinistra e chi no, quale policy sia di destra e quale no, a livello locale nazionale e internazionale, come possono questi puri che militano a sinistra, ad annoverare il comico, Giggino, Casaleggio e i suoi sudditi, nelle file della sinistra? Capisco che la disperazione per le policy del pd, di Renzi, dei cacicchi locali, possa far concludere che tanto peggio tanto meglio, che occorre la protesta, uno strappo, la prova di uno scenario diverso. Ma tanto valeva strappare o annullare la scheda elettorale. Fornire alla piattaforma Rousseau nel 2018 un consenso da parte dei puri e duri della sinistra-sinistra, come tanti Travaglio qualsiasi, più che una protesta potrebbe rivelarsi un dispetto ( de-verso il basso; spicio-guardo), come quelli che fanno gli altezzosi o i bambini.

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  • Papadia: temo che gli italiani non siano consapevoli 7 Maggio 2018

    …Francesco Papadia, una figura poco nota ma decisiva durante la crisi dell’euro. Direttore generale Bce per le operazioni di mercato, Papadia gestì gli acquisti di titoli per salvare il debito italiano nel 2011 e contribuì alla messa in musica del «whatever it takes» di Mario Draghi. Papadia ha visto la crisi esplodere e l’ha ricomposta stando seduto in cabina di regia. Ieri ha scritto: «Temo che gli italiani non siano consapevoli di dove si stanno dirigendo con il nuovo governo, se si forma. I mercati finanziari potrebbero risvegliarli alle conseguenze. Ho paura che possa essere spiacevole». (Federico Fubini, Corriere della sera, 11/5/2018)

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