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  • SPAZZATURA 10 ANNI FA. LA STORIA CHE NESSUNO RICORDA 24 Aprile 2019

    10 anni fa, il 2009, Lamezia decretò la sua condanna. Avevamo una discarica in Località Stretto, in una posizione ideale per ospitare tale tipo di impianto, vicino alla città ma su una collinetta. C’era già la discarica e i privati accanto vi allocarono senza problemi un vigneto. Poi la Regione ci colmò la discarica e noi tentammo di ampliarla. Fu allora che successe una cosa strana.

    Il 19/4/2009 su “Wine Taste” Roberto Gatti scrisse:  “Inaugura Vinitaly e, mentre tutte le amministrazioni regionali italiane sono in prima linea per promuovere le proprie eccellenze, la Calabria continua a distruggere il suo patrimonio, come già fatto in molte occasioni. Alla vigilia della fiera enologica più importante dEuropa, alcune aziende vitivinicole di Lamezia Terme si sono viste consegnare l’ordinanza dell’avvio del procedimento di esproprio per la produzione di un eco mostro, a firma del Commissario delegato per l’Emergenza Ambientale Goffredo Sottile. 
    I bellissimi vigneti della denominazione Lamezia, iscritti all’Albo DOC e IGT, e destinati a produrre i vini di punta dell’enologia regionale, rischiano di essere rasi al suolo per lasciare il posto ad una megadiscarica di 800.000 metri cubi, destinata allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Questo metterebbe in ginocchio una delle eccellenze regionali”.

    Il sindaco Speranza di fronte alle proteste dei viticoltori e dei loro sponsor politici chinò la testa e tentò allora di fare una piccola discarica, al posto del canile.  Però l’Ufficio del Commissario, visto che Lamezia Terme con la sua discarica in via di esaurimento non poteva più servire altri comuni e altre province, eliminò Lamezia Terme e optò per Pianopoli, in località Carratello, dove si stava completando la discarica della Daneco, che nell’area industriale gestiva l’impianto di compost.

    A Carratello- Pianopoli la discarica privata è stata destinata ad accogliere 500.000 metri cubi di rifiuti speciali prodotti anche da industrie del nord. Per il Forum Ambientalista Calabria  «spacciata per una discarica di ‘rifiuti inerti, calcinacci, residui da demolizione e costruzione’ e prendendo in giro la popolazione del circondario, la discarica è sorta con omissioni e connivenze di chi doveva valutare il progetto, controllare la fattibilità; è sorta grazie al disinteresse di una classe politica incapace di pensare allo sviluppo sostenibile ed a norme che hanno consentito la sanatoria per i reati ambientali commessi già in fase di costruzione».

    camion in fila per scaricare quando impianto Daneco non funziona bene, cioè ogni giorno

    Da quel 2009, dieci anni fa, cominciò la nostra condanna che stiamo scontando ancora oggi. La Multiservizi ( a cui già il Comune non versava quanto dovuto) fu avviata verso il fallimento perchè Lamezia, che prima incassava per i rifiuti che riceveva nella sua discarica, dovette mettersi in fila con gli altri e pagare per conferire a Pianopoli; Lamezia, una volta tanto lungimirante, aveva provveduto ai suoi rifiuti e aveva il posto adatto per allargare la discarica, ma fu, per l’ennesima volta, sacrificata dalla politica regionale. Non solo colmarono la nostra discarica di Stretto portandovi i rifiuti di tutta la Calabria e anche di fuori, ma ci impedirono di correre ai ripari e trovare una nostra soluzione “interna”. Ancora una volta i contrapposti interessi altrui sono stati fatti passare attraverso un cavallo di Troia, vale a dire lametini che hanno giocato contro Lamezia a favore di interessi estranei. Così ci siamo trovati spiazzati, indebitati, impossibilitati a risolvere i nostri problemi di gestione dei rifiuti. Una delle pagine più brutte della nostra storia locale. E ancora non è finita. In Calabria il 60/70 % delle 500mila tonnellate di rifiuti prodotti finisce in discarica ma non esistono più discariche! Anzi ne esiste una sola privata a Crotone che cesserà a fine giugno. Poi sarà il caos. Ricordiamoci di questa storia mentre vediamo le nostre strade piene di spazzatura non raccolta, oppure quando pensiamo che province grandissime come Cosenza non hanno mai pensato a dove allocare i rifiuti da loro stessi prodotti. Ci hanno penalizzato perchè noi avevamo con lungimiranza provveduto alle nostre necessità e bisogni. Ma, come è evidente, gli altri fanno il loro gioco, siamo noi lametini che non facciamo il nostro e siamo sempre al servizio dei nemici di Lamezia.

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  • I CORSI DI LAMEZIA SENZA AUTO 21 Aprile 2019

    Corso Giovanni Nicotera è stato pedonalizzato ma al centro si sono messe le palme, non sedie e tavolini.

    Corso Numistrano invece è sempre percorribile in auto, sempre. Checchè se ne pensi, le auto non aumentano i consumi.

    Una volta non si immaginava ma oggi nessuno può dire di non sapere. Nelle sere dei week end ecco cosa si vede sul corso Numistrano,

    oppure basta andare una sera Pizzo;

    oppure a corso Vannucci di Perugia. A Pizzo e Perugia i corsi principali sono destinati a bar, locali e ristoranti. Senza auto.

    Soltanto a Nicastro il corso Numistrano è ancora sempre aperto alle auto. Insomma, chiunque può capire che la pedonalizzazione (magari solo nei week end) è in grado di far crescere meglio un mercato che già si è creato guarda caso sul corso senza palme.

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  • QUALCHE PICCOLO PENSIERO 18 Aprile 2019

    Ogni persona che incontri sta combattendo una sua battaglia. Fai che la sua non si intrecci con la tua.

    Belli, brutti, intelligenti, odiosi, geniali, cattivi, buoni…Fateci caso, i gentili sono pochissimi.

    Si vorrebbe esser giudicati per quello che si fa e non per quello che si è. L’anonimato e il conto anonimo in Svizzera, senza dover firmare autografi.
    Come Banksy e Elena Ferrante. Però altri per uscire dall’anonimato sono disposti pure a fare una strage.

    Arriva il momento in cui capisci che ti fa male tutto quello che ti piace.

    “Ma tu sei felice?”. “Dipende”. “Da cosa?”. “Da chi mi fa la domanda”.

    Una razza in aumento: le persone che si bisticciano da sole e se la prendono col primo che capita.

    Il medico mi ha ordinato di smettere subito di fumare e di fare le fila.

    Se dite ad uno di sinistra che preferite il “chiudere la cella e buttare la chiave” all’ “entra ed esci come Fabrizio Corona”, dà la colpa a Marco Minniti.

    Non prende pace, passa da un vizio all’altro e non si ripete mai.

    Soggetto per il cinema: la storia di uno che in una piazza sta immobile per ore con un salvadanaio davanti. Perchè fa questo lavoro, quanto guadagna al giorno, quando smette? Un film che ti immobilizza sulla poltrona.

    Non sto nè con quelli nè con questi. Mi piacciono questi ma anche quelli. Essenziale lezione di comunicazione per leader visionari.

    Quando una persona vi racconta tutte le sue tragedie e non la smette più, capite in tempo che è un manipolatore o uno psicopatico.

    Parlare per lavoro ad una classe che ti interrompe continuamente. Meglio esser pagati per dire cazzate in radio tra un disco ed un altro.

    Viene sempre il momento in cui devi scegliere di chi sei vittima.

    Da qualche anno mi sono imposto di dire solo banalità, per distinguermi da quelli che, sarà banale ma vorrebbero essere sempre originali.

    Andò in Paradiso e dovette scegliere: stare con Monica Bellucci o giocare ogni giorno al pallone. Scelse la seconda per stancarsi di meno.

    Le grandi gioie e i grandi dolori non devono essere condivisi. Uno che vince alla lotteria e lo fa sapere a tutti è un idiota.

    -E tu saresti di sinistra?- -Certo, ti rivelo un segreto, mi vedo “Propaganda live”-

    La prima selezione tra gli insegnanti va fatta tra chi sa e chi non sa. Vanno mandati a casa quelli che non hanno capito perchè nei supermercati ti nascondono sale e zucchero.

    In certe occasioni basta adoperare un pò di buon senso. In altri termini, talvolta occorre decidere usando la testa.

    Il verbo più terribile per gli italiani è “decidere”. Siamo tracheggiatori. Sul tricolore andrebbe scritto il nostro motto : menar il can per l’aia. Infatti, appena uno decide, arriva la magistratura.

    ” La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare. (Jep Gambardella, film: La grande bellezza)”. Io, precoce, l’ho deciso a 20 anni.

    In medio stat virtus. Se ti piace stare tra due fuochi.

    C’è chi rimpiange i partiti dove si discuteva per tre ore, fumando come pazzi, per concludere che occorreva convocare un’altra riunione con chi non aveva partecipato.

    Ogni volta che penso a lei, lei non pensa a me.

    Io so che tu sai che non sappiamo chi me l’ha detto.

    A me m’ha rovinato la guerra; a me mia suocera…ognuno sceglie con cura la sua rovina approfittando della stagione dei saldi.

    Adesso vi dirò tutto quello che un perfetto sconosciuto come me ha fatto nella vita. Tutto quello che avreste voluto fare voi, sconosciuti ma non perfetti.

    Il cellulare è stata una benedizione. Una volta stavi da solo in disparte e sembravi uno sfigato, oggi stai da solo compulsando il cellulare e sembri uno sfigato indaffarato.

    Vedi, figlio mio, se Stefano Accorsi fa l’attore e Fabio Volo lo scrittore, tu non ti porre limiti.

    Tra un militare e un militante ci sono molte affinità. Le barzellette sui militanti no?

    La buona musica rock è finita negli anni settanta, la classica nell’ottocento, la pittura con Picasso, la letteratura il 22 maggio 2018 (Philip Roth). E ora?

    Quando uno in politica comincia a festeggiare non quando vince la sua squadra ma quando perdono gli altri, come fanno i tifosi di Napoli e Fiorentina, si guarda allo specchio e non vede nessuno.

    La vita è molto complicata. Quasi quanto capire le trame di “Lost” e “Game of Thrones”.

    E se Dio fosse come quel vigile che ti ha fermato? Sa perfettamente quello che hai fatto, perciò ti vuol far la multa e non capisce le tue battute.

    Le uniche persone alle quali ho sentito dire “Ho sbagliato” avevano ucciso prima almeno un centinaio di innocenti.

    Non ci si deve stupire, ogni italiano, compresi quelli che non sanno leggere, ha scritto almeno una poesia o un libro.

    Alexander Fleming nel 1928 ha scoperto la penicillina. Nel mondo pare sia meno conosciuto di Toto Cutugno. Ieri come oggi si può scegliere tra diventare Fleming o darsi all’ippica.

    A Lamezia al posto di “cretino” si usa: “è uno che passa in auto per Capizzaglie”; “è uno che alle 17 risale via del Progresso con l’auto”.

    NB: alcune frasi non sono mie. Quali? Quelle che non vi sono piaciute.

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  • ADDIO IVAN 14 Aprile 2019

    La scomparsa di Ivan Scaramuzzino, radiologo, mi addolora moltissimo perchè ci conoscevamo da una vita e ci siamo voluti bene. Dovete sapere che la famiglia di Ivan ha due caratteristiche, l’ingegno e la bontà. Due qualità che spesso si presentano distinte e che in loro ritrovi congiunte in un dna familiare. Io ero compagno di scuola di Antonio, ho ammirato molto l’ingegno senza limiti di Franco, e pochi anni fa, il 15 gennaio 2015, mi capitò di ripensare al passato leggendo per caso su “Il Tirreno” le parole di Carletto, ormai da 50 anni a Pisa, il quale festeggiando i suoi settanta anni, si abbandonava ai ricordi. Ho rivisto allora Carlo passare a piedi per andare a lezione privata dal prof. Rubino e Ivan giocare a bigliardino. Mentre noi ci affannavamo a tirare forte, lui sembrava giocare al rallentatore ma piazzava la palla con una precisione assoluta, spesso ad effetto. Un giorno giocheremo ancora insieme su qualche bigliardino, caro Ivan, del quale ricorderò sempre il sorriso dolce, la generosità, i giudizi pacati e sinceri.

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  • G. CRAPIS/RENZI DAL POP AL FLOP ALLA STORIELLA ZEN 13 Aprile 2019

    Il saggio di Giandomenico Crapis intende dimostrare come Matteo Renzi sia stato il primo nel centrosinistra a costruire la sua storia dentro il circuito mediatico e in particolare stando in tv. In estrema sintesi l’autore pensa che le virtù seduttive di Renzi, mattatore televisivo, alla prova dei fatti si sono dimostrate ben poca cosa, come molti osservatori avevano in tempo segnalato. Insomma, Renzi nella storia della sinistra italiana è stato un incapace. Per comprendere a fondo l’incapacità, noi lettori avremmo bisogno quantomeno di sapere nomi e cognomi dei “capaci” rimasti in giro.
    Ecco perchè, per non perdere tempo, riporto subito quale sia a mio parere un’ analisi convincente del “renzismo”, quella di Luca Ricolfi: ” Renzi era stato dunque capace di convincere una fetta importante di elettori che, con lui, sarebbe iniziato realmente un nuovo corso, un nuovo partito di centro-sinistra che si smarcava dai retaggi del passato, per guardare ad un futuro diverso. Inedito. La sua colpa, forse, è stata proprio quella di candidarsi ad un modo nuovo di governare, ad una modalità politica inedita per un partito di sinistra, senza averne realmente le capacità “politiche”. Il suo fulgore è durato poco, lo sappiamo, e presto è rientrato nei consueti parametri, inimicandosi inoltre con il suo comportamento gran parte di chi aveva per un attimo creduto in lui. Ma probabilmente la vera anomalia è stata proprio quel suo grande successo (il 40% delle europee, ndr) , che ha fermato per un attimo il declino inevitabile del Pd. Che poi è ripreso in maniera ineluttabile, con o senza Renzi.” Aggiungo che, come spiega Ricolfi, l’unico dato serio per giudicare un governo è il dato della pressione fiscale. Bene, i dati Istat mostrano come nel 2014 (primo anno del governo Renzi) la pressione fiscale era pari al 43,6 per cento, che poi è scesa (anche senza tener conto degli 80 euro) al 42,2% (dati “pagella politica”) . Se non diamo a Cesare quel che è di Cesare facciamo chiacchiere da bar.

    Ci sono due leve che hanno accomunato i vincitori del referendum del 2016 (da Forza Italia a Leu e M5S passando per Zagrebelsky): 1) ritornare al sistema proporzionale e abbandonare il maggioritario, da sempre mal digerito dalla sinistra novecentesca italiana, abituata a coltivare il suo orticello stando comodamente all’opposizione, salvo intese sottobanco; 2) non voler rendere più efficiente un Parlamento che in versione bicamerale non funziona. Ma di questo essenziale nodo politico che ha soffocato Renzi non c’è traccia in questo saggio scorrevole che vorrebbe occuparsi di comunicazione senza trasformarsi in un pamphlet politico. Infatti analizza i mezzi televisivi utilizzati da Renzi (come un domani magari toccherà ai tweet di Salvini ) apparentemente lasciando sullo sfondo il suo progetto politico, al quale Crapis volge uno sguardo distratto, e che però, da qualche accenno si capisce come non sia considerato solo sbagliato, ma molto molto di più, un vero tradimento della Causa.
    La prova di quanto dico si trova a pag. 82, dove un florilegio di citazioni serve per giungere ad accostare Renzi a Fanfani, cioè due grandi sconfitti ai referendum. Dunque, il divorzio e la bocciatura della riforma costituzionale Renzi-Boschi vengono messi sullo stesso piano, sono grandi conquiste democratiche, di progresso, di civiltà. Appuntate queste due date gloriose, 1974 e 2016, nel libro delle magnifiche sorti della sinistra in versione Bersani/Travaglio. Nessuna accenno merita poi la “litigiosità” della sinistra, una categoria “storica” mai presa seriamente in considerazione dagli intellettuali di ieri e oggi per capire cosa il popolo odia da sempre con tutto il cuore. Quelli “puri” di sinistra usano far la guerra innanzitutto ai compagni “impuri” vicini, da Lenin in poi. Loro il nemico ce l’hanno sempre in casa, Renzi è l’ultimo esemplare. C’è sempre uno più a sinistra di te che sancirà che tu sei di destra e quindi un traditore.

    Al traditore Renzi la sovraesposizione mediatica alla Cossiga (v. pagg. 42- 44) giova sino all’8 dicembre 2013, quando vince le primarie con il 70%. Dal febbraio 2014, quando va al governo, non gli giova più. Perchè non gli giova più? Giando fa capire che “avrebbe dovuto rivoltare il partito come un calzino,  invece ha pensato che per aumentare i voti bastasse un pò di comunicazione smart in tv!”. Gli italiani sono sempre capaci, dico io, dopo che sanno i risultati, di spiegarti per quali ragioni hai vinto o perso. Giandomenico non riferisce di una nemesi storica, gli eredi del monolite pci oggi sono divisi in correnti, numerose come le tribù libiche e simili alla dc di Andreotti (solo la sinistra francese ci supera quanto a litigiosità). Renzi era capo del governo, controllava il pd, ma ogni giorno sui media e sui social le sue minoranze interne raccontavano la storia che a causa di un revisionista traditore la sinistra “faceva” ormai la destra in combutta col massone Verdini (per fare il partito della nazione).
    Renzi alla fine perse il referendum, forse il senno e cominciò la sua odissea che arriva ai giorni nostri, quando la democrazia l’abbiamo affidata alla piattaforma Rousseau. Questi sono i fatti che, per completezza, andrebbero affiancati all’analisi del Renzi politico incapace.
    Berlinguer e Occhetto pur alle prese con sfide ancor più temerarie di quelle di Renzi, distacco dall’Urss e svolta della Bolognina, furono affiancati e sostenuti dalla stampa d’area (“Repubblica” di Scalfari). Invecchiato Scalfari, il suo successore Ezio Mauro ha invece schierato “Repubblica” accanto al bollito Bersani contro Renzi diventando house organ della Ditta, sino a quando le urne politiche del 2018 non gli hanno spiegato che a sinistra dei ds non ci sono voti (nè lettori).

    Renzi doveva abbandonare la scena dopo la sconfitta? Certo che sì. Bastava che non si facesse vedere per due anni e poi avrebbe affiancato Prodi & Veltroni nel ruolo di Madonnine Piangenti della sinistra in ambasce. Il personaggio Renzi che spiega Crapis non è falso, è la coperta di Linus della sinistra che considera intoccabile la Costituzione. Vorrei essere chiaro. Sento spesso gente che vorrebbe che Renzi non facesse più politica per manifesta incapacità, per danno procurato ad una sinistra che ha perso il popolo. Ci sta, ma per quale ragione “politica” invece non dovrebbero ritirarsi anche i Bersani, Speranza, Grasso, Boldrini che “pontificano” ancora in tv? Se loro erano la sinistra e Renzi la destra, perchè il popolo ha votato i grillini, la Lega e non loro? E quelli che adesso vogliono un buon rapporto con il popolo grillino (e perchè non con la Lega?), se lo ricordano che quando il popolo votava dc, la dc restava comunque l’avversario?

    Giando dovrebbe tenere a mente la storiella zen: un bambino, per il suo 14esimo compleanno riceve un cavallo. La gente vede il cavallo e dice “che meraviglia! ha ricevuto un cavallo!” e il maestro zen dice “vedremo…” Due anni dopo il bambino cade da cavallo e si rompe una gamba e tutti al villaggio dicono che è una disgrazia e il maestro zen dice “vedremo…”. Poi arriva la guerra e tutti sono costretti ad andare in guerra tranne il bambino che si era rotto la gamba e tutti al villaggio dicono “Ma che meraviglia!” Il maestro zen dice “vedremo…”

    Insomma, il narcisista Renzi è un passepartout che spiega il governo giallo-verde, è la causa di tutto a prescindere, compresa la scomparsa dei partiti di massa e dei partiti socialisti? Vedremo.
    Come ha evidenziato Michele Salvati, i nostri politici lavorano per il “breve periodo”, l’esigenza di conquistare voti, e ciò contrasta con il lungo periodo, l’esigenza di governare bene. Crapis racconta Renzi come una vittima della sua smisurata ambizione, situandosi dalla parte di tutti quelli che hanno gioito per aver stoppato la riforma costituzionale. L’unico mezzo idoneo, secondo me, con l’italicum a far diventare l’Italia un paese normale (più pensiero lungo di così…).

    Per concludere, vorrei proporre una cit. dal film “Ratatouille” di Brad Bird, 2007
    (Anton Ego): Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il loro lavoro al nostro giudizio; prosperiamo grazie alle recensioni negative che sono uno spasso da scrivere, e da leggere. Ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero: ad esempio nello scoprire e difendere il nuovo.

    Giandomenico Crapis, Matteo Renzi dal pop al flop, Mimesis, 2019,pag 100, 10 euro

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  • LAMEZIA COM’ERA COM’E’ 8 Aprile 2019

    Uno degli interventi più discussi sull’arredo urbano furono le palme sul corso. Il tempo è passato e nessuno ricorda più quanto fossero osteggiate. Oggi che critici non ci sono più, il problema è sul corso Numistrano, doppia fila libera!

    Con la piscina di piazza Mercato l’utenza ha interagito nei modi che vediamo. Forse pensavano che sarebbe stata la nostra fontana di Trevi, con una Anita Ekberg che vi si sarebbe immersa se le faceva caldo, ma Lamezia resta Lamezia.

    L’abbiamo vista così solo il primo giorno. La meglio gioventù

    Pertanto forse sarebbe necessario un intervento radicale che elimini l’acqua e realizzi, chessò! un prato. O una bella pavimentazione come quelle che mostrerò. Ma a Lamezia c’è la mania di riempire gli spazi

    a piazza Mercato Vecchio c’era verde non acqua

    Per rendere pedonabili i nostri 2 meravigliosi corsi, occorrono in via preliminare parcheggi in grado di limitare l’uso delle automobili per spostarsi.

    Poi, come succede sul corso principale di Perugia, si potrebbe consentire al centro di aprire spazi per bar e ristoranti

    Dagli anni novanta (amm. Lo Moro), per esempio, un parcheggio doveva sorgere nell’ex stazione di Nicastro!

    Una città per i pedoni, non per le auto. Se si vuole: migliorare l’aria; incrementare i consumi e il commercio. I parcheggi sono la premessa. Nella foto, Breslavia

    Qui siamo a Innsbruck, dove un corso Numistrano ce l’hanno pure. Il vuoto, a loro, non spaventa.

    Però una villa in perfetto stile da paese dell’Est l’abbiamo anche noi. La villa di piazza Mazzini, grigia, poco verde e con strazianti parallelepipedi retti. Al bando le panchine, non sono moderne.

    piazza D’Armi quando non pensavano di doverla riempire e ci si poteva riunire o giocare

    Il Teatro, acquistato per più di 4 milioni, chiuso perchè inagibile. Uno si compra una casa, paga e non ci può abitare. A voi sembra normale?

    L’aeroporto che ospitiamo e che gestisce da sempre Catanzaro. A noi gli oneri, a loro gli onori. Con qualche assunzione ci hanno comprato. Siamo dei pezzenti.

    Lamezia com’è e come potrebbe essere

    Lamezia com’è. Enigmatica. Come questa piazza S. Maria, inno all’inutile. Si osservi l’ossessione di voler riempire lo spazio con qualcosa.

    una piazza di Nizza (Francia), inconcepibile per noi, troppo vuota.

    Lamezia com’è. Devota un mese all’anno. Salvata da un Santo e affossata dai Diavoli.

    La nostra cultura arriva da lontano. Da scuole dove c’erano veri maestri. Maestri e proff prima della scuola-parcheggio

    da Licei dove c’erano veri Professori, e allievi come Tommaso Campanella, di Stilo, dal 1585 al 1587

    da Corsi dove si passeggiava e conversava, senza auto in doppia fila, ignorate dai vigili. Quale città possiede 2 corsi così belli come i nostri, ce lo siamo dimenticato!

    Lamezia come si sognava a 18 anni.

    Il nostro spazio pensato dagli “antichi”. Da dove oggi c’è l’edicola Paoli si guardava verso via Loriedo e corso Nicotera. Avevano visioni ampie, non i vicoli dei paesini

    Per finire, i nostri simboli: il Pontile della Sir, il sogno dell’industria: la fibra di vetro oggi non importa a nessuno

    La scultura misteriosa di via Razionale

    forse avevano visto qualcosa di simile a Montreal (Canada)

    In questa tranquilla stradina spesso qualche ausiliario del traffico si aggira a controllare le auto parcheggiate. Certo, in questo caos bisogna intervenire…

    mentre in via Cristoforo Colombo no. Fate quello che volete, come in corso Numistrano. Doppia fila libera e zig zag.

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  • LAMEZIA (T.): AMICI DI… 7 Aprile 2019

    La storia (Vincenzo Villella, 2008,cit.) insegna. Siamo diventati Lamezia per merito (?) di mons. Luisi al quale i catanzaresi stavano togliendo la diocesi. Però lui era amico personale di Moro e del card. Confalonieri e li fece intervenire sul disegno di legge. Questa città non nasce dunque per la politica. Lamezia nasce grazie all’AMICO di Moro.

    Dopo 50 anni quel che è stato è stato. A conti fatti si può dire che questa unione fatta sulla carta non si è rivelata un gran guadagno per i nicastresi: basta guardarsi la lista dei sindaci

    • Perugini, Esposito, Petronio, Sirianni, Maione, De Sensi, Petronio, Perugini, Petronio, Ventura, Senese, Materazzo, Paladino, Anastasio, Lo Moro, Scaramuzzino, Speranza, Mascaro

    Me lo raccontò l’avv. Canzoniere: “un mattino il sindaco Esposito ci convocò d’urgenza al comune.Ci precipitammo da lui e ci fa – Quatrà, scusate ma è ‘na questione delicata, un usciere m’ha mancato di rispetto”.

    Ci si deve chiedere, tra Nicastro, Sambiase e S. Eufemia quali redditi ci hanno guadagnato? L’unione di 3 comuni ha confermato l’antica legge, la moneta cattiva scaccia quella buona. 8000 comuni italiani sono troppi, bisogna mettere in comune i servizi, la gestione (e poi la politica)

    Ecco il cantiere perenne di Mancini & Misasi, i quali costrinsero l’Anas a spostare il percorso verso le montagne, su viadotti imponenti e curve quasi a gomito, invece che scendere verso il Mar Tirreno. Il Viadotto Italia sul fiume Lao, realizzato tra il 1967 e il 1973, dove l’altezza dal fondovalle al piano stradale è di 261 metri, è stato fino 2004 il più alto d’Europa. Ma per quale motivo fu scelto un tracciato così innaturale? Soltanto per fregare Lamezia. Però quando freghi noi, freghi la Calabria

    Pensate, con l’autostrada sul Tirreno in mezz’ora saremmo stati al santuario di Paola, saremmo andati al mare o a pranzo a Paola così come oggi andiamo a Pizzo o ad Amantea.

    Con l’università sulla piana poi avremmo cambiato il nostro destino e quello della Calabria. Ma se perdi ogni treno che passa, non ti resta che andare a piedi, mentre la mafia prende l’aereo

    Il college americano e residenziale “Università della Calabria”di Andreatta e Sylos Labini, sottratto alla piana lametina, venne poi svuotato da altri 2 inutili atenei calabresi. Catanzaro trasforma Germaneto (simile alla nostra contrada Zinnavo), ci mette Regione, polo universitario e medico, e si sviluppa verso il suo mar Ionio. Gli innamorati pazzi dei catanzaresi, ancora nel 2019 ciechi e sordi, continuano a vaneggiare un asse (araba fenice) Lamezia- Catanzaro. Nel mentre Cz adesso si farà la metro per l’aeroporto e prenderà l’autostrada tagliando da Marcellinara. Un amico mio diceva che era destinato a stare con Monica Bellucci, se lei lo avesse mai incontrato

    Asse cz-lamezia. Nessuno ricorda più cosa dissero a Merlo quando propose un nuovo stadio nella piana. Curiosità. Cercate su Google “Merlo presidente us Catanzaro”: non troverete nulla, neppure una foto, rimosso. Era di Lamezia.

    Ecco allora il nostro simbolo. Il pontile della Sir rappresenta Lamezia, spezzata nei suoi sogni, incapace di ragionare, di pensarsi come soggetto autonomo, alla deriva, questuante. Chi ha il pane non ha i denti, e noi le risorse strategiche (mare e terme) siamo stati capaci di non vederle. Signori, ci avevano propinato l’industria chimica e noi eravamo contenti! Ci hanno negato tutto, ci hanno rovinato gli Amici, perchè i veri amici ti pugnalano di fronte

    Fate questa “partita doppia”: accanto ad ogni politico calabrese mettete la % di quello che ha avuto lui e la % di quello che ha fatto avere alla sua città. Es. Misasi, Mancini, Pujia, Abramo…Poi continuate con i politici lametini per vedere quanto hanno procurato ai cittadini. Negli ultimi 20 anni sento dire: abbiamo avuto la Multiservizi e il parco Savutano…

    Dai dati delle Finanze (anno di imposta 2016), il reddito medio dichiarato dai cittadini di Soverato è stato di 20.072 euro, a metà della classifica nazionale. Lamezia Terme, invece, con 15.529 euro si posiziona 25esima nella classifica regionale. Nel 2018 i redditi medi calabresi sono scesi a 14mila.

    Sopra di noi Pizzo, Soveria Mannelli e Rogliano.

    la nostra Via del Progresso Bloccato. A favore di Maida, Feroleto e Marcellinara. Impedito il centro commerciale di Noto, impedita qualsiasi azienda, la zona Pip di Rotoli non è piaciuta a nessuno, insomma scelte di indirizzo sbagliate su previsioni fasulle. Masoch

    Lamezia è sciolta. In attesa della sentenza del Consiglio di Stato che potrebbe restituire al sindaco Mascaro l’onore perduto, tutto è bloccato da commissari che, secondo loro, applicano la Legge. Oliverio incontrandoli disse che entro dicembre 2018 tutto sarebbe stato sistemato. E siamo ad aprile ormai

    A volte tornano. Guardate dove i commissari, pur così ligi alla legge e alla sicurezza, hanno deciso di ospitare un circo. Vicino un incrocio, in via Scarpino, con la conseguenza che le auto posteggiavano in curva. A Lamezia tutto è sempre molto relativo: dipende

    Appena spuntata la commissione d’accesso, bastava che Mascaro si dimettesse. Si sarebbe presentato di nuovo con una sua lista e sarebbe stato rieletto. Forse avrebbe risparmiato a Lamezia il 3° scioglimento e di sicuro due anni di pena. Io, io, io. E noi?

    Ma per questa città, che pure si giura di amare, nessuno fa mai un gesto generoso. Si chiama EGOTISMO. Prima io e poi la città, sempre. L’ex assessore regionale lametino Lo Moro subì da Loiero l’onta dell’esproprio del proprio ospedale per far gestire tutta la sanità a Catanzaro. Bastava che quella sera al Capitol si fosse presentata dimissionaria e Doris avrebbe conquistato per sempre una città. Invece la perse per non farsi nemico Loiero.

    Loiero fu nemico anche di Speranza, fino a quando questi non capì che lo doveva marcare stretto. Fece vicesindaco Francesco Cicione, amicissimo di Loiero, e Loiero diventò nostro amico. Intendiamoci, col senno di poi e visti i suoi successori, Loiero è uno statista.

    I politici di Catanzaro hanno creato una economia cittadina basata sul comparto sanitario: ogni famiglia catanzarese ha un componente che lavora nella sanità o in un ufficio, come la Sicilia nell’assemblea regionale. L’amicu meu.

    il centro storico è una landa desolata perchè si va a risiedere lungo la costa

    ma è tutto calcolato, Catanzaro oltre alla sanità ha pensato solo alle faraoniche opere pubbliche

    Per capire l’economia politica catanzarese, basta approfondire gli Abramo (i Noto e Speziali). Finito il clientelismo alla Pucci, tocca agli imprenditori. Da una tipografia, come quella dei nostri f.lli Gigliotti, ad un impero economico che dà posti di lavoro, alla politica. I Rubbettino a Soveria invece si sono occupati solo dell’impresa e la politica l’hanno affidata a Caligiuri

    Catanzaro deve raggiungere veloce l’aeroporto ma anche evitare che rendendo veloci i collegamenti tra Lamezia e la Univ Magna Grecia, gli studenti calabresi si iscrivino a CZ ma prendano casa a Lamezia

    Amici alla Sacal. Li conosciamo attraverso le intercettazioni (v. Michienzi a Colosimo):
    “…tu gli devi dire che abbiamo fatto una convention con dei relatori…” “…tanto loro non hanno nessun contatto perchè sono dei lametini di merda …“. “Sacal, “Cosa nostra” di Catanzaro, dove i lametini di merda si sono accucciolati con qualche assunzione nei servizi, mancette e briciole.

    Altri due politici lametini di primo piano che alla città hanno dato pochissimo. Il primo è Luzzo, il più potente dirigente della regione Calabria per lunghissimi anni, prima di fare l’assessore

    Il secondo è l’ex presidente del Consiglio regionale, Franco Talarico (più amico di Scopelliti che di Lamezia)

    Lontani i tempi in cui due presidenti della Provincia almeno si facevano amici bidelli e cantonieri.

    Ma se i politici sono questi, anche i corpi intermedi si scelgono gli amici. Ricordate la grande mobilitazione per impedire la realizzazione di Borgo Antico di Noto a via del Progresso? (foto il Lametino) Nel frattempo raddoppiarono il 2 Mari e il nemico Noto fece causa al Comune. E stava pure per vincere. Quella vicenda certificò di una città dove amici e nemici si confondono, ed i commissari non ci vogliono mai bene.

    Lamezia esprime solo politici che prendono e non lasciano nulla alla propria città. Però la amano, figuriamoci se l’odiassero.
    Abbiamo avuto gli “amici” di Bisantis, Ernesto Pucci, di Pujia, di Mancini, giù giù sino a Scopelliti e a…(come si chiamava quello che Calabria Etica fece votare ai suoi qualche tempo fa?).

    Adesso è il turno degli “AMICI” di Grillo e dei sovranisti. “Ci vorrebbe un amico per sempre al mio fianco… ”

    Però Lamezia è piena di cultura, di associazioni, iniziative, progetti, festival, volontari, fiere, feste, libri, sagre. Ama la cultura e ogni convegno è pieno di amici che si parlano addosso

    Città giovanile. Movida dal venerdì in poi, pub, trattorie, locali tipici, pizzerie;

    irriconoscibile rispetto al passato, quando sembrava che il futuro dell’area centrale della Calabria fosse a portata di mano come città terziaria

    Il passato travolto via da migliaia di auto che si muovono di continuo e nascondono al loro interno passeggeri incazzati.

    Le opere pubbliche le puoi anche costruire. Prima occorre però avere un’idea di come gestirle. Vedi stadio Carlei e attiguo New Palazzetto (iniziato nel 2014…).

    Questa foto rappresenta bene il nostro rapporto con il comprensorio. Tra i paesi vicini solo Platania guarda a Lamezia. Noi siamo isolati come l’Italia di Di Maio e Salvini. I ragazzi di Nocera vanno a scuola, per es., ad Amantea.

    Le nostre due complanari non si sono sviluppate come avrebbero dovuto, alla nostra zona industriale è stata preferita Marcellinara

    Lamezia è ormai un film di Damiano Damiani (girò pure La Piovra 1), o un western, dove lo sceriffo è in difficoltà perchè tutti sanno chi comanda,

    mentre dall’alto le rovine del castello rammentano a tutti la nostra eterna instabilità.


    Qualcuno dice che Lamezia assomiglia a Catania. Comandano le cosche, la politica fa debiti al comune, c’è la movida. I comuni più ricchi della Sicilia sono quelli della cintura intorno a Catania, dove vivono pure i super ricchi (oltre i 120mila di reddito annuo). Ma questi vivono pure in paesini come Belpasso dove la maggior parte sono poveri. Qualsiasi riferimento a Sambiase è ipotetico.

    Scusate, perchè vi chiamate Terme? Già, è vero, ma era solo un auspicio futuro. Come se uno si chiamasse: Francesco Scienziato. Lamezia (terziaria+ agricola+ industriale+ turistica= tutto) doveva svilupparsi solo intorno e sulle Terme, quanto di meglio esistano in Italia. Ma il discorso sarebbe troppo lungo

    per brevità: avete mai visto un nostro sindaco che con la fascia si sia presentato alla “gurna” dove le persone si bagnano dichiarando : Adesso basta. Finiamola di essere ridicoli. PS: spiegatemi, cos’è? Un rito, come i Vattienti? Ecco la ns vocazione turistica

    La politica lametina si è dimenticata delle uniche 2 risorse che aveva: il mare e le terme. Per il lungomare bastava copiare Amantea e Falerna, per le terme capire che le gurne e gli ambulanti non sono turismo (finanche Guardia Piemontese è cresciuta con le Terme Luigiane)

    Immaginate cosa si diranno lassù Primerano, Perugini, Scarpino, Canzoniere, Reillo, l’ing. La Scala e il dott. Cuiuli, osservando una comunità sicilianizzata che i danni se li provoca da sola consegnandosi via via agli AMICI di turno. Siamo così non per colpa degli altri ma perchè siamo così. STA A NOI, come diceva un vecchio governatore della Banca d’Italia. Ci rovinano gli Amici Potenti ai quali ci asserviamo mentre i nemici li abbiamo cresciuti in casa.

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  • CARTOLINE DA NICASTRO 6 Aprile 2019

    (da WIKIPEDIA) Nicastro (Nicastru in dialetto) è una delle circoscrizioni comunali della città di Lamezia Terme. E’ stato un comune autonomo sino al 1968, anno dell’unificazione per la nascita del nuovo comune, del quale è il quartiere più popoloso con circa 45mila abitanti. Nicastro ha una storia radicata, iniziatasi tra il IX e il X secolo, in pieno dominio bizantino in Calabria. La storia nicastrese è fatta di continui domini ricordando tra tutti quelli normanno-svevo. Per quanto riguarda la storia degli ultimi secoli, si può dire che durante l’occupazione francese in Calabria, avvenuta tra il 1806 e il 1814, Nicastro venne saccheggiata in lungo e in largo, dai briganti che combattono contro i francesi. Nicastro divenne dopo la restaurazione uno dei più attivi centri carbonari. Molti carbonari nicastresi seguirono Garibaldi al Volturno nel 1860, e proprio in questo periodo avvenne un plebiscito per far sì che il Regno delle Due Sicilie entrasse a far parte del Regno dei Savoia, soprattutto per la grande apertura della popolazione e del clero alla causa unitaria.
    (in neretto le parole chiave della nostra storia)

    Dai Bizantini abbiamo assunto la cavillosità, la capziosità, il preziosismo formale. Ecco perchè i politici calabresi sono stati quasi tutti avvocati. Dai Normanni l’astuzia, l’avidità di guadagni e di dominio, la tendenza all’imitazione in ogni cosa, prodigalità e avarizia insieme. Anche la tolleranza però (come quella esercitata verso i Saraceni). Dagli Svevi infine : amore per arti, scienze e letteratura. Adesso indico due siti imperdibili.

    Per chi ama le foto consiglio:
    http://www.rivieradeitramonti.it/lameziaterme.htm

    Per chi ama la storia:
    http://www.lameziastorica.it/ del grande prof Vincenzo Villella

    carta di Pacichelli sito prof. Vincenzo Villella

    Piazza della Repubblica, oggi e ieri. Di tanto in tanto qualcuno modifica le strisce pedonali dei posteggi. L’arch. Natale Proto fu l’unico che pensò un intervento radicale, poi pensarono ad un parcheggio interrato, ma noi non siamo Cosenza.

    Il mio intervento radicale come al solito eliminerebbe le auto

    piazza S. Maria, vero simbolo lametino, detta l’INCOGNITA

    sin dal principio, non s’è capito cosa fosse

    s’insediò un comitato

    che ha seguito i lavori

    ma lo spazio ancor invoca: ditemi, che cosa sono?

    la fontana della villa di piazza Mazzini, negli anni spostata qui e lì

    NICASTRO (1895) corso Numistrano, piazza della Fontana Nuova, la casa municipale e il duomo

    la Cattedrale ho capito che più o meno fu costruita nel seicento (ma dal 1925 è così), perchè la prima cattedrale dedicata all’Assunta (vicino il castello) intorno al 1000 fu distrutta dai saraceni, e la seconda fu distrutta dal terremoto nel 1638

    la seconda cattedrale distrutta nel 1638 forse era situata qui, dove oggi c’è la palestra dell’edificio scolastico “M. Perri”

    La facciata barocca venne riadattata in stile neoclassico e ci sono quattro busti: ai santi Pietro e Paolo e a due vescovi di Nicastro che diventarono papi: Marcelo II e Innocenzo IX. La cupola del 1935 si deve all’ing. Cuiuli.

    la Cattedrale con la scalinata. Molto più bella.

    cani randagi a piazza d’Armi su un timido prato

    Il nuovo che avanza. Piazza Mazzini con i parallelepipedi

    e i cubi di cemento. La paura del vuoto porta a riempirlo

    la villa di piazza Mazzini con un pò di verde anni settanta

    piazza Mazzini con le due benzine

    piazza d’Armi 1916 , adatta per raduni

    anni 20. Il vuoto (di idee?)

    piazza d’Armi senza migranti

    A Melbourne una grande piazza la lasciano vuota

    l’incrocio tra piazza d’Armi, via Milite Ignoto e via C. Manfredi

    la piazza più brutta di Nicastro, a mio parere, è piazza Borelli, dove c’è la Saub. Un incrocio deforme, uno spazio che semplicemente dovrebbe essere liberato dalle auto

    piazza Mercato Vecchio oggi con la piscina

    e ieri, quando il verde c’era

    piazza Mercato Vecchio 1909

    piazza Mercato Vecchio

    Corso Numistrano con auto. Se cercate su Google “corsi di Nicastro” non trovate nulla. Ciò significa che si è scritto poco, sul web, di quel “salotto della città” che a parole si esalta nel conversare

    corso Numistrano con pedoni. I due corsi sono stati pensati come due quinte con un continuo architettonico che dalla Cattedrale arrivava sino all’edificio scolastico

    corso Numistrano come non si ricorda più. I nostri due corsi bellissimi furono progettati dall’amministrazione comunale nel 1832 dopo l’ennesimo terremoto (fonte: Villella)

    corso Numistrano 1954. Negli anni colpevolmente fu consentito di abbattere degli edifici dei due corsi e di ricostruire senza rispettare il continuo architettonico, cioè l’aspetto esterno degli edifici

    perchè adesso è così. Il vecchio corso di stampo vittoriano non esiste più. Si notino i colori arlecchineschi degli edifici che la libertà costituzionale ha consentito.

    a Perugia, invece, sul corso principale, Vannucci, la scelta è stata quella di pedonalizzare e consentire al centro spazi per bar e ristoranti

    corso Nicotera 1959, senza la statua della Madonnina. Le statue ai nostri giorni sono state sostituite dalle rotonde (v. cimitero Sambiase e Capizzaglie)

    Meraviglia: corso Nicotera e prima rivendita De Sarro & Torchia. I moderni ragionano così: quel vuoto al centro va riempito

    corso G. Nicotera senza palme. Da questa foto si vede bene come gli edifici avessero un magnifico elemento architettonico orizzontale che collegava i vari piani delle case. Questa foto dimostra come gli antichi avessero ampie vedute, che a noi si sono ristrette

    corso Nicotera oggi riempito. I moderni non sapevano che farsene dell’organismo costruttivo a formale continuo : ognuno la facciata della sua casa la faccia e la pitturi come vuole

    Le regole urbanistiche di noi moderni: 1) riempi lo spazio; 2) sul territorio ognuno costruisca dove e come vuole. Siamo predatori, ignoranti e non conosciamo più la bellezza, da sempre compagna dell’ordine

    via Loriedo e corso Nicotera

    Edificio scolastico, con le scale d’ingresso. Oggi per motivi di sicurezza non le farebbero progettare (!)

    viale Stazione. Pulizia architettonica che derivava da pensieri liberi da orpelli

    via Garibaldi, non è che sia cambiata granchè ed è bellissima lo stesso

    piazza S. Giovanni anni 10, abbastanza napoletana

    piazza S. Giovanni

    chiesa S. Domenico e caserma

    S. Domenico oggi

    hotel Centrale

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