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  • PER ME I NAVIGATOR SONO… 2 Agosto 2019

    I navigator sono come i cartomanti che ti dicono i numeri giusti da giocare. Uno dice, ma se li sai, perchè non te li giochi tu? NB: ogni navigator guadagna 1500 euro

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  • ADDIO PAOLO GIACCIO 30 Luglio 2019

    Ho conosciuto Paolo Giaccio, giornalista e autore tv scomparso oggi a 69 anni, negli anni settanta. Ne scrivo per dargli l’addio e per testimoniare l’eccezionalità del suo lavoro. Lui e Luzzatto Fegiz subentrarono ad Arbore nella conduzione di una trasmissione mitica,”Per voi giovani”, ma ci mettemmo in contatto con lui (io stavo a “Radio Lamezia”) per farlo venire a Maida e riprendere una serata che facemmo. Infatti andava in giro per l’Italia a vedere cosa facessero i giovani e che musica ascoltassero. Poi quando a fine anni settanta in tv era autore di “Odeon”, con Brando Giordani, ogni venerdì alle 14 c’era in diretta la telefonata con lui che spiegava la scaletta della puntata della sera. Giaccio è stato nel suo lavoro tutto questo, un geniale creativo, lontano dalla pubblicità (e infatti lo conoscevamo in pochi) ma vicinissimo alla realtà regionale. La sua disponibilità umana e la sua intelligenza senza spocchia lo portarono quando non aveva neppure compiuto neppure trentanni a mantenere legami con “Radio Lamezia ” in Calabria. Voleva sapere cosa pensavamo di una trasmissione innovativa come “Odeon”, oggi tutto questo lo fanno gli indici d’ascolto e i sondaggisti. Una volta lo facevano i rapporti umani. Addio “Mr Fantasy”, non ti dimenticherò mai. Se fossi in radio adesso manderei un brano del triplo album di George Harrison. Ti piaceva tanto quanto a me.

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  • COSA DIREBBE OGGI GIORGIO 28 Luglio 2019

    Talvolta mi sorprendo a pensare cosa mi direbbe dell’attuale situazione politica il mio amico Giorgio Feroleto che ci lasciò il 23 agosto del 1998, ventuno anni fa. In tutto questo tempo è cambiato tutto, siamo continuamente alle prese con cellulari e tablet, comunichiamo senza più vederci tramite social, e in Italia siamo ritornati dopo un lungo giro al punto di partenza, a quel sistema proporzionale che Giorgio ha conosciuto sino al 1993. Nel 1998 subito dopo la sua scomparsa nacque Google, morì il 9 settembre Lucio Battisti, Zidane vinse il Pallone d’Oro. L’1 gennaio del 1999 nacque l’euro. Giorgio politicamente non era un estremista ma un riformista, si è sempre riferito al Pci, dal 1991 al Pds, cosa avrebbe pensato e detto di Salvini e Di Maio oggi? Uno come lui, lucido nelle analisi, profondo conoscitore dell’animo umano, temperamento artistico, amante della letteratura ma anche della scienza, come avrebbe reagito a questi tempi dell’uno vale uno, alla differenza tra realtà e realtà percepita, al giustizialismo, alle bufale contro i vaccini, le mammografie, le sperimentazioni animali e le coltivazioni ogm, alle scie chimiche (interrogazione in parlamento nel 2003), ai pomodori antigelo, all’esistenza delle sirene, ai complotti dei frigoriferi, ai microchip posti all’interno del corpo umano… Lui che ci ricordava sempre gli amici geniali che aveva incontrato nella sua università pisana, perchè delle persone coglieva i dettagli importanti,  come avrebbe commentato Salvini e Di Maio al governo, con quelle sue sintesi meravigliose ed estemporanee, tra il cabaret e i tormentoni, i tempi comici e l’intuizione estrosa? Ci manca la sua intelligenza in quest’Italia della paura che ha perso la speranza perchè si occupa solo del percepito e non più del reale.

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  • IL MOTTO DI ZUCCO: VIA DALLA PAZZA FOLLA 28 Luglio 2019
    via Colonnello Cassoli

    C’è una zona a Lamezia davvero sorvegliata H12 ore al giorno da addetti al traffico, i quali controllano se vi siete muniti dei tagliandi per la sosta. Questa zona va dal Banco di Napoli al mercato nuovo e allo Scolastico: via Tevere, via Po, via Ticino, via Piave, via Loriedo. Fuori da questa zona che è la più tranquilla della città, potete fare quel che volete, mettere l’auto in doppia fila , non pagare la sosta e così via. E’anche per cose come queste che rimpiangeremo il dirigente Salvatore Zucco, il quale si appresta a diventare a tutti gli effetti il nuovo Comandante della Polizia Municipale di Reggio Calabria. Uomo di grandi visioni, come non ricordare la sua battaglia contro le prostitute alla Marinella (con lunghi appostamenti e indagini) oppure le sue lezioni sul bullismo? Ma nel nostro limitato orizzonte la polizia locale dovrebbe sorvegliare gli automobilisti indisciplinati e punire l’abusivismo, edilizio e commerciale. Vedere un vigile, uno solo, con la divisa, chessò a via Cristoforo Colombo o a viale Stazione o su corso Numistrano, zone di traffico selvaggio, resterà per i lametini un pio desiderio. Il suo motto è stato: via dalla pazza folla

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  • PERCHE’ E’ PIU’ FACILE FARE IL SINDACO A MILANO? 25 Luglio 2019

    Galli della Loggia evidenzia sul Corriere la “diversità” Nord-Sud attraverso il confronto Milano-Roma. “Nessuna forza politica sembra avere una reale consapevolezza di questa divaricazione dei destini. Il successo milanese contemporaneo alla catastrofe romana non può apparire dunque che come una riprova simbolica della distanza sempre maggiore che ormai da tempo separa le due parti del nostro Paese, una riprova della sua crescente divisione. Di che cosa parla del resto se non di questo divario la paurosa riscossa dell’analfabetismo e il dilagare dell’ignoranza in buona parte del Mezzogiorno, di cui siamo venuti a conoscenza in questi giorni, di contro alla discreta tenuta dell’istruzione nel Centro-Nord? Nel successo di Milano è davvero difficile, insomma, vedere un successo dell’Italia di cui è capitale Roma. Esso suona piuttosto come la prova della divaricazione dei destini della Penisola, come la conferma della crisi profondissima della sua unità. Roma e Milano, le due città simbolo dell’Italia, le due città che ne racchiudono in un certo senso le mille anime, non sembrano appartenere più a uno stesso Paese“. Essendo d’accordo con tale tesi, vorrei aggiungere che essa è la prova provata di un altro fatto: che i sindaci contano ben poco rispetto alle macchine che essi si ri-trovano a governare. Cosa intendo dire? Che se la Raggi fosse diventata sindaca di Milano e Sala di Roma, i due sindaci non avrebbero cambiato il destino delle due città, che è fatto dagli impiegati e dirigenti comunali preesistenti.

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  • ALLA FINE FALLIMMO PER COLPA DELLA MULTISERVIZI? 20 Luglio 2019

    Ho scritto spesso nel corso degli anni sulla Multiservizi (M.) su questo blog,  l’ultima volta il 16 maggio 2019 (v Articoli, pag. 5).  Il motivo del mio interesse stava in una certezza: tutte le 8000 società municipalizzate italiane ( le società che hanno come azionista – maggioritario o meno – le amministrazioni locali) sono fallite o destinate a fallire.
    Il comune di Roma, che chiede aiuti aggiuntivi dal Governo centrale per la sua situazione di quasi-dissesto finanziario che si trascina da anni, ha dovuto sanare i bilanci degli anni 2010-2012 della Farmacap e ripianare il suo debito di 15 milioni di euro. Perchè il Comune di Roma opera – con i soldi dei contribuenti – anche nel settore delle farmacie, ben 43 farmacie di proprietà pubblica, stranamente in perdita. Ecco quanto ci costa il Comune che vuole vendere l’aspirina, ma Cottarelli ha scoperto pure una municipalizzata che gestisce un prosciuttificio! Ma ciò nonostante l’estrema sinistra che ancora tanto spazio si prende in tv e sui giornali fa finta di nulla e chiede che tutto venga statalizzato; ripudia la concorrenza e vuol tornare allo Stato padrone, come i grillini, peccato non si possa più stampare moneta sennò si risolverebbero tutti i problemi. Veniamo ora alla nostra M. che nei decenni è stata: 1) adoprata dal Comune di Lamezia come banca che anticipava soldi; 2) costretta ad ingolfarsi di personale; 3) costretta a non aumentare mai le tariffe; 4) vogliosa di lavorare per altri Comuni accumulando crediti diventati col tempo inesigibili; 5) strozzata dalla Arpacal che gli vende l’acqua al 60% mentre in altre regioni non arrivano al 30%; 6) privata di manager, tranne Bevivino, capaci di gestire imprese di queste dimensioni; insomma, per sintetizzare, – asservita dalla politica (così come è successo per tutte le municipalizzate italiane) e impossibilitata a gestire con criteri meramente economici una impresa delle sue dimensioni. Tutto ciò premesso, come può non fallire la M.? Era scritto. Anzi, meno male che è  in concordato preventivo. La responsabilità pertanto della situazione è solamente politica, e i politici che negli anni hanno dato la colpa ai dipendenti e dirigenti della Multiservizi considerati “privilegiati” per contratti di lavoro più vantaggiosi rispetto a quelli dei comunali,  cercano solo scuse. La stessa vicenda che io ho raccontato della Tari tornata con Mascaro dalla M. alla gestione del Comune, con il risultato che nel 2018 la Tari ha dimezzato il gettito rispetto ai 7 milioni incassati con la M., e 4500 lettere di contribuenti sono tornate indietro per indirizzo sconosciuto, quella vicenda è oltremodo istruttiva. La M. non è stata “inefficiente”, è stata spolpata dalla politica, che doveva solo affidarsi ad un manager capace di governare in piena autonomia una impresa commerciale, il personale (con licenziamento dei lavativi) e l’andamento dei conti. Quando in Italia, succede al governo e succede ai sindaci, tenere i conti a posto è l’ultima cosa a cui pensare (la colpa è sempre dell’Europa o di qualcun altro), a chi volete che importassero i debiti della M.? Tanto alla fine paga sempre Pantalone, cioè i contribuenti (il 40% degli italiani) che pagano le tasse. Adesso si chiede che «  il  ministero degli Interni intervenga mettendo a disposizione del Comune la somma necessaria per far fronte ai propri impegni legati alla situazione della Lamezia Multiservizi, quantomeno a titolo di garanzia, per non bloccare la spesa dell’ente e scongiurare conseguenze irreversibili per il nostro Comune» ( Movimento Lamezia Bene Comune). Insomma, Salvini pensaci tu. Ma quando qualche anno fa il debito del comune di Lamezia Terme verso la M. ammontava già a 9 milioni, perchè nessuno si è allarmato? Al sindaco Speranza il primo di settembre 2013 dissero che il comune era in dissesto. Riuscì a non farci fallire e metterci nella procedura di dissesto. Adesso a luglio 2019 noi cittadini scopriamo che siamo in dissesto per colpa della M.. Lamezia viene sempre sorpresa dai conti in rosso. Ma, notate bene, i veri responsabili del dissesto restano nascosti. Renzi promise di ridurre a mille le 8 mila municipalizzate, ma non se ne fece nulla. Al 60% del popolo italiano la faccenda non interessa, tanto le tasse non le pagano.

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  • POPOLO DI SANTI, POETI E… PICATUSI 20 Luglio 2019

    Basta entrare in un bar qualunque di qualsiasi città per capire che siamo (diventati?) un popolo di picatusi. “Un caffè corretto”, “Un latte macchiato”, “Un cappuccino ben caldo senza cacao”, “Un cappuccino caldo giusto con un pò di panna”, “Un caffè ma nella tazza di vetro”. A quelli come me che ordinano un semplice caffè o un semplice cappuccino, ci cerca la Sovrintendenza alle Belle Arti. Io mi ritengo modestamente un reperto archeologico, uno che della vita non ha capito niente.

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  • OSCAR LAMETINI 17 Luglio 2019

    L’estate è la stagione dei premi. A Lamezia la nostra Giuria formata solo da me, ha assegnato per il 2019 i premi seguenti: 1) “Oscar Lamezia sul web” a www.lameziastorica.it del prof. Vincenzo Villella, l’unico inimitabile sito che racconta dalle origini sino ad oggi la storia di Lamezia. 2) “Oscar Lamezia testimoni” ai giornalisti di “Repubblica” Tommaso Ciriaco e Giovanna Vitale, perchè arrivare a scrivere sul secondo quotidiano nazionale è il coronamento di una carriera difficile; all’ing. Fabio Dattilo, comandante nazionale dei Vigili del Fuoco, perchè la sua intelligenza è pari a quella di Tonino, il padre. 3) “Oscar Lamezia economia” alla pizzeria “Perlage” di via Carducci, l’innovazione è arrivata in un settore tradizionale e in un mercato saturo. 4) “Oscar Lamezia Cultura” all’imprenditore Armando Caputo che prima con l’Associazione Antiracket, attiva da ben 14 anni, e adesso con il festival “Trame”, giunto alla sua IX edizione, ha realizzato iniziative nobili che hanno cambiato il tessuto culturale della città. 5) “Oscar Lamezia Fatti” all’imprenditore lametino Eugenio Guarascio che ha saputo creare un’azienda solida e innovativa per la Calabria superando resistenze e ostacoli di ogni genere.

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