PERCHE’ E’ PIU’ FACILE FARE IL SINDACO A MILANO?

Galli della Loggia evidenzia sul Corriere la “diversità” Nord-Sud attraverso il confronto Milano-Roma. “Nessuna forza politica sembra avere una reale consapevolezza di questa divaricazione dei destini. Il successo milanese contemporaneo alla catastrofe romana non può apparire dunque che come una riprova simbolica della distanza sempre maggiore che ormai da tempo separa le due parti del nostro Paese, una riprova della sua crescente divisione. Di che cosa parla del resto se non di questo divario la paurosa riscossa dell’analfabetismo e il dilagare dell’ignoranza in buona parte del Mezzogiorno, di cui siamo venuti a conoscenza in questi giorni, di contro alla discreta tenuta dell’istruzione nel Centro-Nord? Nel successo di Milano è davvero difficile, insomma, vedere un successo dell’Italia di cui è capitale Roma. Esso suona piuttosto come la prova della divaricazione dei destini della Penisola, come la conferma della crisi profondissima della sua unità. Roma e Milano, le due città simbolo dell’Italia, le due città che ne racchiudono in un certo senso le mille anime, non sembrano appartenere più a uno stesso Paese“. Essendo d’accordo con tale tesi, vorrei aggiungere che essa è la prova provata di un altro fatto: che i sindaci contano ben poco rispetto alle macchine che essi si ri-trovano a governare. Cosa intendo dire? Che se la Raggi fosse diventata sindaca di Milano e Sala di Roma, i due sindaci non avrebbero cambiato il destino delle due città, che è fatto dagli impiegati e dirigenti comunali preesistenti.

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