PERCHE’ BEAUTIFUL E’ LA POLITICA ITALIANA

Se vi siete mai imbattuti nella soap americana Beautiful, 7000 puntate dal 1987 (su Canale 5), è agevole capire le caratteristiche principali della prevedibile politica italiana. In Beautiful non c’è soltanto l’applicazione pratica del principio generale presente in tutte le storie, “il nemico del mio nemico è mio amico”. No. C’è uno schema ripetitivo, come nella politica italiana. Eppure i personaggi  della storia cambiano o si evolvono, non rimangono sempre fissi nelle loro caratteristiche, e quindi un cattivo diventa buono e viceversa. Il girogirotondo di Beautiful dove i 10 personaggi (5 uomini e 5 donne) parlano tra di loro (per il 99% del tempo), si sposano e si lasciano, ricorda la ronda della nostra politica dove nessuno fa niente. Beautiful è una storia  costruita intorno ad uno schema semplice semplice, un perno che non cambia mai dal 1987: ogni uomo è conteso da due donne e ogni donna da due uomini. Così l’effetto noia è terribile ed inevitabile perché quando un uomo comincia a parlare con una donna, si capisce che tra i due scoppierà l’amore, e la donna che viene subito dopo sarà la rivale della precedente. La storia procede dunque con triangoli amorosi che si costruiscono e si disfano, e individuare tali triangoli è così semplice ed elementare da togliere ogni curiosità. Anche la politica italiana, dalla I Repubblica all’attuale IV peronista-putiniana, analogamente segue lo stesso schema  (Salvini conteso da Berlusconi e Di Maio, o Craxi tra Andreotti e Berlinguer, per es.).  A sinistra, per capirci, c’è sempre stata la contesa tra i “riformisti” e gli “estremisti” i quali definiscono i primi “traditori della causa”; a destra sono mosche bianche i pochi moderati (negli altri paesi vengono detti conservatori ) e prevalgono soltanto nazifascisti più o meno camuffati; al centro si situano formazioni (come la dc ieri e oggi i casaleggi) dove si mischiano destra e sinistra sino a confondersi perché su ogni questione dicono una cosa, subito dopo il suo esatto contrario, e poi la buttano in caciara. Gli stessi cattolici sono divisi da sempre tra i padre Cristoforo e i don Abbondio. Per capirci, Andreotti usava dire: il tempo aggiusta tutto; Di Maio invece dice: ne vedremo (vedrete) delle belle. A Beautiful  e alla politica italiana pertanto do un’occhiata distratta, perché -sarò presuntuoso- ma so come va a finire: dopo 60 anni quando pensi che sei arrivato al peggio, capisci che al peggio non c’è mai fine. Chiarisco: a me oggi Andreotti, dopo Craxi Berlusconi e i peronisti-putiniani, mi sembra il meno peggio; Renzi mi fa tenerezza, sembra il tipico giocatore da casinò. Vince vince e quando comincia a perdere non si alza più dal tavolo perchè si ripete da solo: adesso me lo sento, la ruota gira, mi rifarò. A me fa tenerezza, mentre tutti gli altri, che hanno perduto tutto e però in tv continuano a spiegarci come si fa a vincere alla roulette, mi fanno pena. Sono looser e se avete presente un personaggio di Beautiful, Eric Forrester, (da me detto: quello delle ultime parole famose) capirete perchè.

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