BUONE INTENZIONI E DEMOCRAZIA

«Non bastano le buone intenzioni. Ho conosciuto un bambino che credeva di fare il bene d’un pesce rosso tirandolo fuori dalla vasca per asciugarlo col fazzoletto. E molte persone grandi fanno per buon cuore quel che voleva fare il bambino. Credono d’aiutare, e invece fanno del male, perché non sanno quali sono le conseguenze delle loro azioni. Per saperlo, almeno fin dove è possibile, bisogna studiare…». (Ernesto Rossi, cit. Signorini, Corsera 10/2/2019)
La democrazia, che pure è il migliore dei sistemi di governo sinora sperimentati, è un «organismo» politico affetto da una severa «malattia autoimmune»: affida le sue funzioni vitali a chi ottiene più consensi; ma coloro che sanno procacciarsi il consenso spesso non sono i migliori e i migliori spesso non sanno procacciarsi il consenso. Le doti congeniali per convincere non sono le stesse necessarie per governare la cosa pubblica: raramente coabitano nella stessa persona. Un tour operator specializzato in crociere di norma non ha anche la perizia di un comandante di nave: un conto è saper intuire le esigenze dei potenziali viaggiatori per indurli a imbarcarsi, un conto è avere le capacità necessarie per condurre il bastimento conoscendone le caratteristiche tecniche, le potenzialità e i limiti. (Glauco Giostra). E’ molto più facile ingannare la gente, piuttosto che convincerla che è stata ingannata (Mark Twain)