CARTOLINE DA NICASTRO

(da WIKIPEDIA) Nicastro (Nicastru in dialetto) è una delle circoscrizioni comunali della città di Lamezia Terme. E’ stato un comune autonomo sino al 1968, anno dell’unificazione per la nascita del nuovo comune, del quale è il quartiere più popoloso con circa 45mila abitanti. Nicastro ha una storia radicata, iniziatasi tra il IX e il X secolo, in pieno dominio bizantino in Calabria. La storia nicastrese è fatta di continui domini ricordando tra tutti quelli normanno-svevo. Per quanto riguarda la storia degli ultimi secoli, si può dire che durante l’occupazione francese in Calabria, avvenuta tra il 1806 e il 1814, Nicastro venne saccheggiata in lungo e in largo, dai briganti che combattono contro i francesi. Nicastro divenne dopo la restaurazione uno dei più attivi centri carbonari. Molti carbonari nicastresi seguirono Garibaldi al Volturno nel 1860, e proprio in questo periodo avvenne un plebiscito per far sì che il Regno delle Due Sicilie entrasse a far parte del Regno dei Savoia, soprattutto per la grande apertura della popolazione e del clero alla causa unitaria.
(in neretto le parole chiave della nostra storia)

Dai Bizantini abbiamo assunto la cavillosità, la capziosità, il preziosismo formale. Ecco perchè i politici calabresi sono stati quasi tutti avvocati. Dai Normanni l’astuzia, l’avidità di guadagni e di dominio, la tendenza all’imitazione in ogni cosa, prodigalità e avarizia insieme. Anche la tolleranza però (come quella esercitata verso i Saraceni). Dagli Svevi infine : amore per arti, scienze e letteratura. Adesso indico due siti imperdibili.

Per chi ama le foto consiglio:
http://www.rivieradeitramonti.it/lameziaterme.htm

Per chi ama la storia:
http://www.lameziastorica.it/ del grande prof Vincenzo Villella

carta di Pacichelli sito prof. Vincenzo Villella

Piazza della Repubblica, oggi e ieri. Di tanto in tanto qualcuno modifica le strisce pedonali dei posteggi. L’arch. Natale Proto fu l’unico che pensò un intervento radicale, poi pensarono ad un parcheggio interrato, ma noi non siamo Cosenza.

Il mio intervento radicale come al solito eliminerebbe le auto

piazza S. Maria, vero simbolo lametino, da me chiamata “Piazza chimu ti viju santu”

sin dal principio, non s’è capito cosa fosse

s’insediò un comitato

che ha seguito i lavori

ma lo spazio ancor invoca: ditemi, che cosa sono? Piazza a vucca aperta

la fontana della villa di piazza Mazzini, negli anni spostata qui e lì

NICASTRO (1895) corso Numistrano, piazza della Fontana Nuova, la casa municipale e il duomo

la Cattedrale ho capito che più o meno fu costruita nel seicento (ma dal 1925 è così), perchè la prima cattedrale dedicata all’Assunta (vicino il castello) intorno al 1000 fu distrutta dai saraceni, e la seconda fu distrutta dal terremoto nel 1638

la seconda cattedrale distrutta nel 1638 forse era situata qui, dove oggi c’è la palestra dell’edificio scolastico “M. Perri”

La facciata barocca venne riadattata in stile neoclassico e ci sono quattro busti: ai santi Pietro e Paolo e a due vescovi di Nicastro che diventarono papi: Marcelo II e Innocenzo IX. La cupola del 1935 si deve all’ing. Cuiuli.

la Cattedrale con la scalinata. Molto più bella.

cani randagi a piazza d’Armi su un timido prato

Il nuovo che avanza. Piazza Mazzini con i parallelepipedi

e i cubi di cemento. La paura del vuoto porta a riempirlo

la villa di piazza Mazzini con un pò di verde anni settanta

piazza Mazzini con le due benzine

piazza d’Armi 1916 , adatta per raduni

anni 20. Il vuoto (di idee?)

piazza d’Armi senza migranti

A Melbourne una grande piazza la lasciano vuota

l’incrocio tra piazza d’Armi, via Milite Ignoto e via C. Manfredi

la piazza più brutta di Nicastro, a mio parere, è piazza Borelli, dove c’è la Saub. Un incrocio deforme, uno spazio che semplicemente dovrebbe essere liberato dalle auto

piazza Mercato Vecchio oggi con la piscina

e ieri, quando il verde c’era

piazza Mercato Vecchio 1909

piazza Mercato Vecchio

Corso Numistrano con auto. Se cercate su Google “corsi di Nicastro” non trovate nulla. Ciò significa che si è scritto poco, sul web, di quel “salotto della città” che a parole si esalta nel conversare

corso Numistrano con pedoni. I due corsi sono stati pensati come due quinte con un continuo architettonico che dalla Cattedrale arrivava sino all’edificio scolastico

corso Numistrano come non si ricorda più. I nostri due corsi bellissimi furono progettati dall’amministrazione comunale nel 1832 dopo l’ennesimo terremoto (fonte: Villella)

corso Numistrano 1954. Negli anni colpevolmente fu consentito di abbattere degli edifici dei due corsi e di ricostruire senza rispettare il continuo architettonico, cioè l’aspetto esterno degli edifici

perchè adesso è così. Il vecchio corso di stampo vittoriano non esiste più. Si notino i colori arlecchineschi degli edifici che la libertà costituzionale ha consentito.

a Perugia, invece, sul corso principale, Vannucci, la scelta è stata quella di pedonalizzare e consentire al centro spazi per bar e ristoranti

corso Nicotera 1959, senza la statua della Madonnina. Le statue ai nostri giorni sono state sostituite dalle rotonde (v. cimitero Sambiase e Capizzaglie)

Meraviglia: corso Nicotera e prima rivendita De Sarro & Torchia. I moderni ragionano così: quel vuoto al centro va riempito

corso G. Nicotera senza palme. Da questa foto si vede bene come gli edifici avessero un magnifico elemento architettonico orizzontale che collegava i vari piani delle case. Questa foto dimostra come gli antichi avessero ampie vedute, che a noi si sono ristrette

corso Nicotera oggi riempito. I moderni non sapevano che farsene dell’organismo costruttivo a formale continuo : ognuno la facciata della sua casa la faccia e la pitturi come vuole

Le regole urbanistiche di noi moderni: 1) riempi lo spazio; 2) sul territorio ognuno costruisca dove e come vuole. Siamo predatori, ignoranti e non conosciamo più la bellezza, da sempre compagna dell’ordine

via Loriedo e corso Nicotera

Edificio scolastico, con le scale d’ingresso. Oggi per motivi di sicurezza non le farebbero progettare (!)

viale Stazione. Pulizia architettonica che derivava da pensieri liberi da orpelli

via Garibaldi, non è che sia cambiata granchè ed è bellissima lo stesso

piazza S. Giovanni anni 10, abbastanza napoletana

piazza S. Giovanni

chiesa S. Domenico e caserma

S. Domenico oggi

hotel Centrale

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