MASCARO HIP HIP ULTRAS

Quando un amico mi disse che il ballottaggio sarebbe stato tra Mascaro e Pegna ci ho creduto subito perchè per i pronostici mi affido a quelli che non vivono tra le nuvole. Quando ho scritto che i 10mila voti di Sonni nel 2015 erano stati un miracolo ho avuto ragione perchè se sommate i voti di Guarascio e Piccioni arrivate a 9381. Ora sento che gli amici di Piccioni invece di guardare il risultato del primo turno (5806 Guarascio contro i 3585 di Piccioni, sette punti %) si aggrappano all’indice di penetrazione di Piccioni che ha preso più voti delle liste, per dire che la sinistra intera doveva affidarsi all’avv. Piccioni. Scusate, se avessero fatte le primarie, non avrebbe vinto Guarascio? Piccioni nel 2015 si ritirò perchè Sonni vinse le primarie, adesso, dopo 4 anni di opposizione, non avrebbe accettato nessun nome a lui alternativo: era convinto che prendeva più voti del pd, ecco tutto. Ognuno ragiona come vuole, ognuno ha la sua natura, ognuno di noi fa quel che può, basta che la finiamo tutti di tirare in ballo Ideali, Princìpi, Valori, Bandiere. Quando nel 2015 si presentò l’avv. Mascaro l’ho definito un ultras e continuo a pensare che egli, dopo il terzo scioglimento e dopo quattro anni in cui l’abbiamo visto all’opera, con una percentuale di turn-over degli assessori pari a quella del sindaco di Napoli, venga votato perchè è un ultras. L’ultras calcistico ha due caratteristiche: agisce solo per suo interesse, della squadra non gl’importa nulla, e guerreggia con arbitro e tifosi avversari. Agli ultras piace la guerra non il calcio, che è un pretesto. Se vengono avvertiti di non buttare un petardo perchè squalificano il campo, gli ultras mentre giurano di amare la squadra la danneggiano perchè devono seguire la loro natura come nell’apologo dello scorpione e della rana. L’avv. Mascaro ha questa natura, lo ha dimostrato quando lottava per la chiusura del tribunale, quando era presidente della Vigor, e quando ha fatto il sindaco. Lui ama visceralmente la squadra (la città) ma lui viene prima, altrimenti si sarebbe dimesso appena entrata in comune la commissione d’accesso, e dopo sei mesi saremmo andati a votare e lui avrebbe rivinto senza far perdere alla città 4 anni. Ora c’è chi pensa che fatta l’esperienza sarà più cauto ed esperto e durerà 5 anni. Lo spero anch’io perchè l’uomo è intelligente e in questa tornata elettorale mi è sembrato il più informato sui dossier scottanti (così magari non dirà più che in 3 mesi risolve il problema dei rom). Ha vinto perchè anche i lametini stanno lontano dai partiti (che hanno poco radicamento sociale) e si affidano agli ultras, un similSalviniMeloni (Berlusca è ormai un moderato). E’ il tempo politico in cui la maggioranza degli elettori vuole affidarsi a chi gli promette pasti gratis, ai “ci penso io”. I “capipopolo” (compreso Perugini) ci sono sempre stati e sempre ci saranno, anche le sardine ne hanno bisogno. Ma amministrare Lamezia oggi è impossibile (non c’è una macchina amministrativa) e forse sotto sotto ammiro quelli che vorrebbero cimentarsi nell’impresa, ultras travestiti da don Chisciotte. Un’ultima notazione: dopo 3 scioglimenti abbiamo capito che la vera punizione per uno scioglimento sono i commissari che mandano, non vogliamo dunque più ultras che affidino la città ad altri commissari con l’ennesimo “muoia Sansone- indicatemi un atto uno solo…”: i persecutori di Lamezia non stanno nel Consiglio di Stato. Chi votava oltre a noi? Isola Capo Rizzuto, e noi siamo come Isola, come San Luca, chi ci ha ridotti così non è stato il Consiglio di Stato.