L’ONORE DI MASCARO IL PREZZO DI LAMEZIA

Tra una ventina di giorni il Tar del Lazio deciderà e magari potrebbe annullare lo scioglimento del consiglio comunale di Lamezia. Non so quante siano le possibilità favorevoli al sindaco defenestrato, ma anche se ce ne fosse una sola, nella democrazia giudiziaria italiana tutto è possibile. Nessuno sa in Italia, rivolgendosi ad un giudice, di qualsiasi tipologia, come finirà la causa. Bianco o nero, è un bel rebus. Per questo ci sono gli avvocati, per l’identica questione un avvocato prima per Tizio sostiene che è bianco poi per Caio che è nero. In America ci sono i precedenti a cui rifarsi, il sistema italiano consente ad ogni giudice di fare come gli pare. Nel caso di Lamezia una cosa però è sicura già oggi, in questa incertezza prima della sentenza. Se Mascaro si fosse dimesso subito appena è cominciata la questione, non avremmo avuto, noi cittadini, questo stillicidio. Avrebbe avuto poi modo di ripresentarsi alle elezioni e vincere di nuovo risparmiandoci i commissari per tutto questo tempo. Ma il Muoia Sansone è ormai diventato l’imperativo morale e politico di uomini pubblici di questa epoca narcisista in cui l’amor proprio domina su qualsiasi idea di servizio alla comunità. C’è da rimpiangere l’epoca dei duelli. Almeno l’onore uno aveva modo di difenderlo subito, vita o morte che fosse. Prendete questi 2 buontemponi, il Gatto e la Volpe di Pinocchio. Siamo in recessione ma loro, che stanno mangiando all’osteria del Gambero Rosso, perdono tempo a non far sbarcare quaranta disgraziati e a cercare in giro i navigator,