LAMEZIA TERME/ COSA SAPERE DELL’ARREDO URBANO

Se osservate bene questa vecchia foto di piazza Sacchi capirete che siamo diventati vandali tanto tempo fa. Quella macchia bianca dei magazzini del palazzo sullo sfondo lo testimonia.
E’ semplice, noi dobbiamo pro-porci di tornare indietro alla Nicastro degli anni cinquanta-sessanta per entrare nel futuro

Uno degli interventi più discussi sull’arredo urbano furono le palme sul corso. Il tempo è passato e nessuno ricorda più quanto fossero osteggiate. Oggi che critici non ci sono più, il problema è sul corso Numistrano, doppia fila libera!

Con la piscina di piazza Mercato l’utenza ha interagito nei modi che vediamo. Forse pensavano che sarebbe stata la nostra fontana di Trevi, con una Anita Ekberg che vi si sarebbe immersa se le faceva caldo, ma Lamezia resta Lamezia.

L’abbiamo vista così solo il primo giorno. La meglio gioventù
Piazza Mercato Vecchio trasformata perchè

a piazza Mercato Vecchio c’era verde non acqua
Immaginate subito il giorno dell’inaugurazione della nuova piazza Mercato Vecchio

Guardate corso Numistrano colmato dalle auto

mentre sul corso Vannucci di Perugia le auto le hanno eliminate in favore di pedoni, negozi, bar e ristoranti
Ecco una simulazione
per un RITORNO AL FUTURO

Dagli anni novanta (amm. Lo Moro), per esempio, un parcheggio doveva sorgere nell’ex stazione di Nicastro!

Una città per i pedoni, non per le auto. Se si vuole: migliorare l’aria; incrementare i consumi e il commercio. I parcheggi sono la premessa. Nella foto, Breslavia

Qui siamo a Innsbruck, dove un corso Numistrano ce l’hanno pure. Il vuoto, a loro, non spaventa.

Però una villa in perfetto stile da paese dell’Est l’abbiamo anche noi. La villa di piazza Mazzini, grigia, poco verde e con strazianti parallelepipedi retti. Al bando le panchine, non sono moderne.
Piazza Mazzini è diventata “Piazza zanzariera” a causa di questo orribile manufatto che forse dovrebbe essere una copertura

piazza D’Armi quando non pensavano di doverla riempire e ci si poteva riunire o giocare
come a Vienna
Ecco una simulazione di piazza Mazzini

Il Teatro, acquistato dal Comune per più di 4 milioni, chiuso perchè inagibile. Uno si compra una casa, paga e non ci può abitare. A voi sembra normale?

L’aeroporto che ospitiamo e che Catanzaro gestisce da sempre. A noi gli oneri, a loro gli onori. Con qualche assunzione ci hanno comprato. Siamo dei pezzenti.
La zona Castello come potrebbe essere
Lamezia com’è. Enigmatica. Come questa piazza S. Maria (da me detta “Piazza Chimu ti viju santu”) inno all’inutile. Si osservi l’ossessione di voler riempire lo spazio con manufatti. Queste davanti cosa sono, sedute?

una piazza di Nizza (Francia), inconcepibile per noi, troppo vuota.

Lamezia com’è. Devota un mese all’anno. Salvata da un Santo e affossata dai Diavoli.

La nostra cultura arriva da lontano. Da scuole dove c’erano veri maestri. Maestri e proff prima della scuola-parcheggio

da Licei dove c’erano veri Professori, e allievi come Tommaso Campanella, di Stilo, dal 1585 al 1587

da Corsi dove si passeggiava e conversava, senza auto in doppia fila, ignorate dai vigili. Quale città possiede 2 corsi così belli come i nostri, ce lo siamo dimenticato!
Quando il passeggio finiva a corso Nicotera e il commissario Montalbano lo avrebbero potuto girare a Nicastro

Lamezia come si sognava a 18 anni. Per ricordare Guglielmo, Ciccio  e i proff

Come gli antichi hanno pensato il nostro spazio. Da dove oggi c’è l’edicola Paoli si guardava verso via Loriedo e corso Nicotera. Avevano visioni ampie, altro che i vicoli di Catanzaro

Per finire, i nostri simboli: il Pontile della Sir, il sogno dell’industria: la fibra di vetro oggi non importa a nessuno

La scultura misteriosa di via Razionale

forse avevano visto qualcosa di simile a Montreal (Canada)

In questa tranquilla stradina spesso qualche ausiliario del traffico si aggira a controllare le auto parcheggiate. Certo, in questo caos bisogna intervenire…

mentre in via Cristoforo Colombo no. Fate quello che volete, come in corso Numistrano. Doppia fila libera e zig zag.