LAMEZIA COM’ERA COM’E’

Uno degli interventi più discussi sull’arredo urbano furono le palme sul corso. Il tempo è passato e nessuno ricorda più quanto fossero osteggiate. Oggi che critici non ci sono più, il problema è sul corso Numistrano, doppia fila libera!

Con la piscina di piazza Mercato l’utenza ha interagito nei modi che vediamo. Forse pensavano che sarebbe stata la nostra fontana di Trevi, con una Anita Ekberg che vi si sarebbe immersa se le faceva caldo, ma Lamezia resta Lamezia.

L’abbiamo vista così solo il primo giorno. La meglio gioventù

Pertanto forse sarebbe necessario un intervento radicale che elimini l’acqua e realizzi, chessò! un prato. O una bella pavimentazione come quelle che mostrerò. Ma a Lamezia c’è la mania di riempire gli spazi

a piazza Mercato Vecchio c’era verde non acqua

Per rendere pedonabili i nostri 2 meravigliosi corsi, occorrono in via preliminare parcheggi in grado di limitare l’uso delle automobili per spostarsi.

Una città per i pedoni, non per le auto. Se si vuole: migliorare l’aria; incrementare i consumi e il commercio. I parcheggi sono la premessa. Nella foto, Breslavia

Qui siamo a Innsbruck, dove un corso Numistrano ce l’hanno pure. Il vuoto a loro non spaventa.

Però una villa in perfetto stile da paese dell’Est l’abbiamo anche noi. La villa di piazza Mazzini, grigia, poco verde e con strazianti parallelepipedi retti. Al bando le panchine, non sono moderne.

piazza D’Armi quando non pensavano di doverla riempire e ci si poteva riunire o giocare

Il Teatro, acquistato per più di 4 milioni, chiuso perchè inagibile. Uno si compra una casa, paga e non ci può abitare. Mah!

L’aeroporto che ospitiamo e che gestisce da sempre Catanzaro. A noi gli oneri, a loro gli onori. Con qualche assunzione ci hanno comprato. Siamo dei pezzenti.

Lamezia com’è e come potrebbe essere

Lamezia com’è. Enigmatica. Come questa piazza S. Maria, inno all’inutile. Si osserva l’ossessione di voler riempire lo spazio con qualcosa.

una piazza di Nizza (Francia), inconcepibile per noi, troppo vuota.

Lamezia com’è. Devota un mese all’anno. Salvata da un Santo e affossata dai Diavoli.

La nostra cultura arriva da lontano. Da scuole dove c’erano veri maestri. Maestri e proff prima della scuola-parcheggio

da Licei dove c’erano veri Professori, e allievi come Tommaso Campanella, di Stilo, dal 1585 al 1587

da Corsi dove si passeggiava e conversava, senza auto in doppia fila, ignorate dai vigili. Quale città possiede 2 corsi così belli come i nostri, ce lo siamo dimenticato!

Lamezia come si sognava a 18 anni.

Il nostro spazio pensato dagli “antichi”. Da dove oggi c’è l’edicola Paoli si guardava verso via Loriedo e corso Nicotera. Avevano visioni ampie, non i vicoli dei paesini

Per finire, i nostri simboli: il Pontile della Sir, il sogno dell’industria: la fibra di vetro oggi non importa a nessuno

La scultura misteriosa di via Razionale

forse avevano visto qualcosa di simile a Montreal (Canada)

In questa tranquilla stradina spesso qualche ausiliario del traffico si aggira a controllare le auto parcheggiate. Certo, in questo caos bisogna intervenire…

mentre in via Cristoforo Colombo no. Fate quello che volete, come in corso Numistrano. Doppia fila libera e zig zag.