La Regione Calabria in tilt per i vaccini ditelo a Salvini e Speranza (Figliuolo non l’ha capito)

“Si sta andando avanti, sono molto contento di quello che si sta facendo qui in Calabria“, ha aggiunto il commissario Figliuolo in visita in Calabria.

Come si faceva con Fanfani, l’hanno portato in giro facendogli vedere sempre le stesse mucche. I calabresi denunciano l’impossibilità di prenotare il vaccino per se stessi o per i propri cari che rientrano nella categoria dei “soggetti fragili”, cioè quei pazienti affetti da patologie serie indicate attraverso i codici di esenzione dal ticket previsti per malattie croniche e determinati livelli di invalidità. Prenotare è impossibile perché la piattaforma di Poste Italiane, usata anche dalla Calabria, talvolta non riconosce i codici esenzione inseriti dagli utenti che cercano di registrarsi. Infatti l’anagrafica sanitaria regionale non è aggiornata a causa dell’inefficacia del sistema informativo digitale.

Un calabrese che ritiene di aver diritto subito al vaccino prova a prenotarsi sulla piattaforma ufficiale, quella di Poste, ma non ci riesce; allora manda una mail allegando il certificato del medico curante con i codici esenzione che, secondo la disciplina nazionale, gli darebbero diritto alla priorità vaccinale; a questo punto il messaggio di posta elettronica arriva in Regione insieme a migliaia di altre istanze dello stesso tenore e le “formiche” si mettono al lavoro con l’obiettivo di aggiornare manualmente i codici esenzione ammissibili, affinché la piattaforma nazionale li riconosca e consenta la prenotazione.

In prima linea c’è il personale esterno di Exprivia, una delle società che formano il Raggruppamento temporaneo di imprese che nel novembre del 2018 si è aggiudicato il nuovo appalto da oltre 22 milioni di euro per la gestione del Sistema informativo sanitario regionale e delle aziende (Sec-Sisr), che, come spiegato più volte, non funziona come dovrebbe. Se lo facesse, cioè se i dati fossero sempre aggiornati e immediatamente disponibili, tutto questo non sarebbe successo e combattere la pandemia in Calabria sarebbe più facile.

Ma il commissario alla sanità, Guido Longo, invece di ammettere una volta per tutte dov’è la falla, ha preferito diffondere una nota nella quale attribuisce la colpa delle mancate prenotazioni agli utenti che non sanno compilare a dovere il form online oppure credono erroneamente di rientrare tra i soggetti fragili. Salvo poi aggiungere: «Per evitare di allungare i tempi di risposta ai pazienti fragili che continuano a riscontrare difficoltà ad accedere alla piattaforma di prenotazione è stata creata una modalità più veloce di segnalazione attraverso un form on line: https://docs.google.com/forms» (aggiornamento: nelle ultime ore il modulo non è più attivo, forse proprio a causa di questo articolo, ndr).
Fa un certo effetto constatare che, per decongestionare il sistema, il commissario e la Regione si affidino a un modulo realizzato (gratuitamente) da Google, con buona pace degli oltre 36 milioni di euro di fondi pubblici spesi negli ultimi 7 anni per una rivoluzione digitale che resta ancora una chimera. (degirolamo@lactv.it)

Nella settimana 24-30 marzo è peggiorato l’indicatore dei “casi attualmente positivi per 100.000 abitanti”, attestatosi a 549, con un aumento dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente del 15,5%. E’ quanto emerge dal monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe con analisi su andamento epidemia, forniture e somministrazioni vaccini.

Nello stesso periodo, sono giunti sopra la soglia di saturazione i posti letto in area medica occupati da pazienti Covid-19 (42%). Sul fronte vaccinale, la percentuale di popolazione calabrese che ha completato il ciclo è pari al 4,4% (Media Italia 5,3%); quella di over 80 che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 20,7% (Media Italia 28,8%) mentre la percentuale di popolazione 70-79 anni che ha ultimato la somministrazione delle dosi è pari al 2,7% (Media Italia 1,8%). Alta, secondo il monitoraggio di Gimbe, la percentuale di dosi di vaccino somministrate alla categoria “Altro” nella fascia di età 16-69 che è pari al 18,3% contro una media nazionale dell’8,7% . Le dosi somministrate in questa categoria e nella stessa fascia di età sono 47.264.