IL PRESIDENTE INAFFIDABILE DI SEGGIO

Vedo che Giovanni Puccio ha sollevato sul Corriere della Calabria la questione della lentezza con cui vengono resi noti i risultati definitivi nelle diverse competizioni elettorali. L’ultima volta che partecipai ad un seggio fu nel 1974 (referendum divorzio) e lo abbandonai dopo tre ore infastidito da uno studente che lo presiedeva in modo prisuntuso (io laureato ero rappresentante di lista). Da allora so (ma non vorrei sbagliarmi) che gli scrutatori di seggio elettorale sono nominati dalla Commissione Elettorale Comunale, composta dal Sindaco e da tre consiglieri comunali eletti dal Consiglio Comunale. Sotto il profilo normativo, la scelta degli scrutatori da nominare per la composizione dei seggi in occasione di qualsiasi consultazione elettorale è lasciata alla libera discrezione della Commissione elettorale, non ci sono criteri sulla base dei quali provvedere tra gli scrutatori eletti all’albo. Ora io non ho mai capito perchè un presidente di sezione che sia stato l’ultimo a consegnare i risultati oppure sia stato protagonista di contenziosi durante lo scrutinio, debba essere confermato successivamente. In altri termini se uno ha dato prova di non essere in grado di garantire il regolare svolgimento delle operazioni del seggio, per quale ragione non viene depennato? La nomina dei presidenti di seggio, un ruolo delicato dove ci vogliono supercompetenti e veri leader, è la cartina di tornasole della meritocrazia italiana al contrario. Più il ruolo è delicato e difficile minore è la selezione accurata dei soggetti adatti. Il motivo è sempre uno solo. Tanto, al cretino, cosa succede? Te la puoi prendere con un cretino, se il problema è chi lo sceglie?