TEST/ SE NON AMI IL CONTE CASALINO NON SEI DI SINISTRA

Su “Linkiesta” Goffedo Bettini, chiamato in causa per le sue proposte per il futuro che somigliano molto a quelle di Zingaretti (Franceschini), ha spiegato la sua visione: 1) il sistema proporzionale è il sistema elettorale più adatto perchè ogni forza politica abbia una sua identità precisa. Dopo il voto si fanno le alleanze. 2) quale governo dopo le elezioni? Su questo punto Bettini è chiarissimo, basta leggere:

” Questo non significa che il Partito democratico rinuncia a una vocazione larga e riformatrice. Al contrario, partendo dalla realtà di oggi, cerca di allargare il campo dell’attuale alleanza di governo. Spetterà proprio alle forze liberali, oggi così frammentate (Renzi; Calenda; Bonino ndr), dire se ritengono questa prospettiva possibile, oppure se c’è una pregiudiziale inamovibile su Conte e i Cinquestelle”.

Più chiaro di così. Grazie, Bettini. Se uno dice, come faccio io che non sono nessuno, che non voglio avere nulla a che fare in futuro con Conte e i Cinque Stelle, non posso far parte “di una vocazione larga e riformatrice”.

In realtà il discorso politico sarebbe semplice se non si ricorresse al solito schema “dobbiamo fare un compromesso più o meno storico perchè sennò arriva l’uomo nero“. Tra pd e 5S non c’è un solo punto programmatico in comune, a livello nazionale e internazionale. Basta fare l’esempio del Mes per non tediare i lettori. Dunque, dal momento che gli scienziati che dirigono il pd vogliono andare alle elezioni il più tardi possibile, dopo essere tornati alle schifezze della prima repubblica (proporzionale), e dopo aver speso tutti i soldi che possono a debito in mille rivoli accontentando questo e quell’ elettore (assistenzialismo e clientelismo), gli storici futuri annotino che nel 2020 la sinistra italiana si divideva non più tra estremisti e riformisti (come nel novecento) ma tra “amici di Conte & Grillo” e “nemici di Conte Grillo e Casaleggio”.

Quelli che hanno voluto il maggioritario in Italia (da Segni a Prodi) e lottano contro il populismo, i riformisti in poche parole, sono oggi zero e contano zero. Come ha scritto ed argomentato Alberto Mingardi.