IL CINEMA AL TEATRO COMUNALE

Ho scritto altre volte che l’operazione del Comune di acquisire per 4 milioni di euro il Teatro Grandinetti a suo tempo mi apparve operazione censurabile (per il prezzo) ma ormai è inutile piangere sul latte versato. Resta il fatto che quell’immobile resta inutilizzato e la pandemia ha anche sancito la fine del teatro e del cinema per come li abbiamo conosciuti. Oggi vorrei solo ricordare a tutti gli appassionati di cinema di Lamezia una cosa che in tempi normali nessuno ha mai voluto ascoltare. Il Comune non troverà mai un privato che faccia cinema affittando il teatro. Un privato per incassare deve proiettare solo film di grandi incassi, ma per quello c’è il 2 Mari. Invece con un cinema-teatro ormai bene pubblico le associazioni insieme avrebbero potuto concordare un calendario annuale delle rassegne di cinema da proporre al sindaco ottenendo condizioni di favore per l’utilizzo del luogo. Due tre mesi a ciascuna associazione per proporre la sua rassegna “tipica” in alternanza sarebbe ancora l’unico modo per tornare a vedere film a Nicastro. Chi pensa che un film possa gustarsi, chessò, negli scomodi sediolini del teatro della Pitagora è un masochista al quale va tutto il mio rispetto ma che al cinema non porta rispetto. Se poi qualcuno un giorno penserà di far vedere nel teatro comunale una grande serie televisiva tipo Breaking Bad allargheremo pure gli orizzonti cinematografici degli spettatori. Lo Space Cinema dei 2 Mari anche in futuro resterà il luogo per i soli film di cassetta, ma anche il simbolo della “minorità” di Lamezia nel confronto con lo Space Cinema di Le Fontane, dove si possono vedere altri bei film vietati a noi lametini. La scusa è che hanno una sala in più ma è una boutade.