Giovanna Vitale il cittadino illustre

Giovanna Vitale, giornalista di Repubblica, è professionista dal 1997 ed è nata il 21 luglio, come Beppe Grillo (segno zodiacale Cancro). Per chi crede agli oroscopi, hanno un buon senso pratico e un forte desiderio di dare opinioni sempre molto contrarie a quelle degli altri individui, attirandosi così antipatie e gelosie oltre che invidie. Sono destinati ad essere leader però tendono ad essere troppo pessimisti e si fidano troppo. Le persone, guarda la combinazione, apprezzano il fatto che siano informati.

Comunque oltre a saper criticare sanno anche mediare, potrebbero far bene gli avvocati. Spesso se ne debbono avvalere. A giugno del 2020 la 5^ sezione penale della Cassazione con un’importante sentenza annullò la condanna per diffamazione a mezzo stampa inflitta in appello all’ex direttore di Repubblica Ezio Mauro e a lei per due articoli pubblicati nella Cronaca di Roma. Sono stati entrambi assolti con formula piena “perché il fatto non costituisce reato”.

“Di sangue calabrese, laurea con lode e magistrato mancato, Giovanna entra a Repubblica vincendo una borsa FIEG. Assunta a Milano per l’avvio del femminile D, dopo anni di gavetta fa ora la cronista politica nella città più complicata d’Italia: Roma. Mamma di una bimba che è il ritratto del padre, crede nella forza del destino e in quella in se stessi”.(da Senza Bavaglio) (da Senza Bavaglio)

Quando la vedo in tv così somigliante alla madre ma un pò anche al padre (sennò si arrabbia, il padre) i sentimenti si accavallano. Era il 13 novembre dello scorso anno quando a “Titolo V” su Rai3 la sentii dire:

“Io non sono solo calabrese, in Calabria vivono i miei genitori ed io in Calabria ci torno tutte le estati. Questa vicenda oltre ad addolorarmi personalmente, mi preoccupa”. Parlava di quella telenovela del Governo Migliore Del Mondo presieduto dal Punto Di Equilibrio Imprescindibile Delle Forze Progressiste che non riusciva a nominarci un commissario alla Sanità.

“Dallo Stato vorrei invece che arrivasse cura e attenzione ad una terra che fino ad ora è stata drammaticamente trascurata” aggiunse quella sera. Ecco, cosa resta oggi a noi calabresi, a noi lametini, se non poter constatare che in giro per il mondo ci sono nostri concittadini che svolgono bene il loro lavoro e danno prova di intelligenza, di acume, di serietà? E’ troppo poco, è scontato? No, per me è tutto, perchè noi calabresi abbiamo bisogno soltanto di buoni esempi, non di parole e cattiva politica, ma di volti e persone perbene a cui guardare con fiducia. Soprattutto i giovani nel mondo globale in cui viviamo devono ri-conoscere questi esempi, non importa dove vivi, cosa fai, l’importante è far bene il proprio lavoro qualunque esso sia e, naturalmente, non rinnegare le radici.

Un film argentino del 2016 che si intitola “Il cittadino illustre” spiega bene l’attrazione-repulsione che ogni città natale provoca a chi ha avuto successo fuori. E’ la storia di un premio Nobel per la letteratura, che vive in Europa da decenni e accetta un invito dalla sua città natale in Argentina per essere premiato. In un viaggio nel cuore della letteratura stessa, l’uomo ritroverà l’affetto e le affinità che ancora lo uniscono al suo popolo, così come le differenze inconciliabili. La scena dell’intervista nello studio televisivo del paese, tra scenografie miserrime, presunti giornalisti con occhiali da sole sempre in testa e televendite improvvisate, è il massimo.

Giovanna Vitale una settimana prima del Ferragosto 2020 “fece lo scoop dell’estate rivelando che cinque deputati della Repubblica, titolari come tutti gli altri 625 di uno stipendio di 12.439 euro al mese, hanno chiesto il bonus da 600 euro riservato alle partite Iva impoverite dal virus. Quando la notizia è uscita su Repubblica, di domenica, tutti gli altri organi di stampa non hanno avuto alternative: l’hanno dovuta riprendere, lavorarci su, approfondire, battere strade laterali. Rincorrere, insomma…Ogni giornalista che si rispetti avrebbe voluto quel giorno essere al suo posto. Giovanna è una giornalista esperta e scrupolosa. Ha fatto l’intera carriera a Repubblica, per molti anni in Cronaca di Roma, dove ha seguito soprattutto la politica del Campidoglio. Come capita in questi percorsi, qualche anno fa è stata promossa alla Politica nazionale, dove ha seguito in particolare la Rai. La formazione di cronaca l’ha senz’altro aiutata a capire come e dove si trovano le notizie” (Professione Reporter 13/8/2020). Occuparsi della cronaca di Roma per tanti anni per un giornalista è come per un soldato essere stato in Vietnam o in Iraq. Ora, il grande inviato di Repubblica Bernardo Valli è stato lapidario: “Nel giornalismo si è come soldati: quando non si marcia ci si stende in branda e si dorme”.

Una volta il mio amico Giandomenico Crapis, oggi noto saggista e opinionista, mi fece leggere un articolo di una studentessa per pubblicarlo sul mensile “Radio Lamezia”. “E’ la figlia di Peppino” mi fece. Lo lessi e gli dissi “Ma questa è propria brava!”. Sono passati non so più quanti anni ma debbo dire che non ho cambiato opinione.