Giggino e quota 100. Attendiamo IL BUCO

Come operano questi pazzi furiosi che ci porteranno al default? E’ presto detto. Si chiama un Pagnoncelli qualsiasi e gli si commissiona uno studio. Che cosa apprezzano di più gli italiani in fatto di lavoro? La risposta è arrivata. Quota 100 per le pensioni. Ecco fatto, lo steward dello stadio di Napoli, ancor prima di sedersi nel suo ufficio, dà l’annuncio urbi et orbi: quota 100 sia. E tutti gli anziani vissero felici e contenti. Quanto ci costerà (15 miliardi l’anno, dice Boeri, non 5), e cosa avremmo potuto fare invece di occuparci sempre e solo di pensioni? Perchè in questo paese padri sconsiderati accettano di sacrificare sempre i figli, come tanti Abramo? Dal 29 dicembre 1973 (governo Rumor)  stiamo pagando (finora 150 miliardi) – tutti noi, compresi quelli che vogliono andare in pensione e non possono per la Fornero – il conto delle pensioni “baby” volute dalla dc.  Sono 406.942 le pensioni in vigore da oltre 38 anni, con cioè una decorrenza più antica del 1980. Con uscite dal lavoro con 20 anni di contributi o meno, un sistema rimasto in vigore per 20 anni e poi abolito nel 1992. L’importo medio nel settore pubblico supera i 1.650 euro mensili per le pensioni di vecchiaia, e i 1.466 per quelle di anzianità. I voti non si prendono per caso. Le pensioni di Giggino nel 2048 non saranno anch’esse chiamate “baby” da quei poveri cristi impossibilitati ad andare in pensione magari a 75 anni?

PS. Accetto scommesse: tra qualche giorno Casaleggio Associati Salvini cominceranno: abbiamo trovato un BUCO nei conti pubblici

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