Ciriaco e Vitale le nostre firme su Repubblica

Da qualche tempo sul quotidiano “Repubblica” ritroviamo insieme tra le firme del settore politico due lametini, Tommaso Ciriaco e Giovanna Vitale. Oggi Ciriaco a pag. 6 racconta il grande bluff dell’intesa Salvini-Di Maio, “Al colle senza soluzioni”, mentre la Vitale a pag. 10 spiega (“Dai migranti alla Tav i programmi non coincidono più”) la difficoltà di trovare l’accordo sulle cose da fare. E’ una bella coincidenza per questa nostra città. Stasera poi, per abbondare, il grande Carlo Carlei presenta su Rai 1 “Il confine”, un film in due parti. Tommaso è  figlio del mio amico Franco, docente di lettere all’istituto professionale, e di Ida, nota pediatra. A Franco, per quanto lo stimavo, chiesi invano di trasferirsi al De Fazio che dirigevo, ma la sua risposta fu: non me la sento di lasciare i miei alunni, hanno bisogno di me. Racconto questo episodio perché racchiude tutta la nobiltà d’animo di un ottimo insegnante, e pertanto Tommaso, che ho conosciuto quando ancora lavorava in una agenzia giornalistica prima di approdare a Repubblica, è cresciuto con quei valori di una famiglia sana. Con lui sono in contatto, ci unisce la comune passione juventina, e ci uniscono tante cose, ma una soprattutto. I fatti vengono prima delle opinioni. La lezione di una grande giornalista, Lamberto Sechi. Come è scritto nella Dichiarazione d’intenti del “Wall Street Journal” «Noi crediamo che i fatti sono fatti, crediamo perciò che si possa giungere alla verità sovrapponendo fatti a fatti come nella costruzione delle cattedrali». Se leggete ogni giorno gli articoli di Tommaso, la sua prosa chiara, la sua semplicità frutto di un intenso sforzo di costruzione dei periodi, non capirete mai le sue opinioni. Vi troverete però i fatti e con i fatti non si può litigare. Giovanna Vitale non la conosco di persona, me la ricordo quando sul mensile “Radio Lamezia” pubblicammo un suo articolo da studentessa liceale. Io e Crapis, che conoscevamo i suoi genitori, ci dicemmo all’unisono, leggendo l’articolo: questa è proprio brava, non farà nè il magistrato nè l’insegnante. Non è che avessimo la sfera di cristallo, Giovanna è nata per fare la giornalista. Dopo lunghissimi anni alla cronaca di Roma, e solo chi conosce il generone romano si rende conto di quale groviglio inestricabile tra mafia e politica sia stata costretta a raccontare, è approdata alle pagine politiche. Anche lei è essenziale, una sintassi scorrevole, pochi incisi e subordinate, che arriva sempre al punto, non è mai dispersiva come la maggior parte dei suoi colleghi. Anche Giovanna si è formata in una famiglia dove lo studio, l’applicazione e l’ingegno erano di casa. Ma riuscire a scrivere su un quotidiano importante (là non si arriva per caso) è stato il frutto di una sua scelta precoce, anzi, meglio, di una sua aspirazione che ha perseguito con tenacia. Perché, se ci pensate un momento, la notizia non è altro che una informazione che qualcuno vuole nascondere. Tutto il resto è pubbliche relazioni, diceva il grande Bob Jobbins della Bbc.