BONUS SCUOLA MANCIA E IL MERITO

La parola “merito” nella  scuola italiana è una parolaccia e non deve valere per nessuno, dagli studenti ai prof. Nella scuola  italiana è stata da anni realizzata l’unica forma di comunismo esistente al mondo (Marx non lo aveva previsto), per cui tutti sono uguali e pure liberi.  Lo confermano, da ultimi, i dati sul secondo anno di applicazione del bonus per gli insegnanti che Il Sole 24 ore ha  anticipato. In due anni l’importo totale è stato identico, 200 milioni, ma mentre lo scorso anno in media un prof premiato ha ricevuto 600 euro, quest’anno sono aumentati i prof premiati e l’importo medio è sceso a 207. Lordi. Con i grillini in vista, la “Buona Scuola” andrà in soffitta nel suo complesso. Niente più premi a nessuno, scuola sotto casa per tutti, precari assunti senza concorso, stipendi aumentati e direzione collegiale delle scuole. Il bonus dato a pioggia, 100 euro netti a tutti, è quanto il sindacato ha perseguito e realizzato. Il bonus- mancia è tipicamente italiano. Ai semafori e nelle scuole.

Adesso vi spiego cos’è il merito. Dal 2008 un manager bresciano ma di origini calabrese, Vittorio Colao, ha diretto da Londra la Vodafone trasformandola in un colosso mondiale. Ad ottobre lascerà, dopo aver in dieci anni pagato agli azionisti qualcosa come 121 miliardi di euro di dividendi. Il suo successore lo ha annunciato, sarà Nich Read, “l’unica persona che è riuscito a lavorare con me per dodici anni”. Non risulta che per succedere a Colao la Vodafone abbia consultato sindacati, comitati, lavoratori, utenti, nè di persona  nè online. Non hanno scelto il più anziano, o il più bello, o il più giovane. Lo ha scelto Colao per merito. Per individuare il suo successore Colao ha guardato la sua mitica agendina nera dove annota le cose più importanti che deve fare dalle 6 di mattina, orario in cui si alza. Si narra che prima di una riunione con dei manager abbia scritto sull’agendina “Ciao, come stai?”, per non dimenticare la prima cosa da fare appena entrato nella sala riunione. Il mondo reale è questo. Ma la scuola italiana non fa parte di questo mondo. La scusa che si trova è: non è un’azienda. Infatti, è una cosa che non produce nulla e come tutte le cose inservibili si può solo guardare. Un coltello senza denti lo usate? No, ve lo guardate. Però si chiama coltello.