PALLONATE

IL CASO RONALDO Se sei in Italia e giochi nella Juve non vale la presunzione di innocenza, sei colpevole e tu devi dimostrare il contrario. Infatti, di questo fatto avvenuto nel 2009, fino a quando ha giocato nel Real non se ne è parlato, adesso in Italia spunta fuori. E siamo appena alla 8^ giornata. La cosa più curiosa è che la signorina Mayorga dopo qualche ora dalla presunta violenza va dalla polizia per sporgere denuncia ma non fa il nome di Cristiano Ronaldo. Poi però rivela tutto ad un avvocato esperto di risarcimenti per incidenti automobilistici che immediatamente prende contatto con l’entourage di CR7. Ottenuti i soldi, dopo 9 anni la ragazza immagine della discoteca (non una sprovveduta qualsiasi) cambia avvocato e denuncia la violenza. Nel frattempo infatti in America Asia Argento ha fatto scoppiare il caso Weinstein. Ma guarda caso in Italia quelli che hanno difeso l’Argento quando ha pagato il giovanotto per non divulgare le sue accuse, ora attaccano Ronaldo per l’accordo extragiudiziale. Forse è arrivato il momento di fermarsi a pensare che l’argomento “violenza sulle donne”, proprio a causa di una eroina non troppo affidabile, l’Argento, è ormai diventato appannaggio di avvocati senza scrupoli. Le numerose e vere vittime, rimaste in silenzio senza che qualche avvocato speculasse sulle loro tragedie, rimangono nell’ombra, giornali e tv non fanno altro che fare da cassa di risonanza degli avvocati di cui sopra. Beninteso tutto si fa in nome di un concetto astratto, giustizia. Come si dice, la moneta cattiva scaccia quella buona.

LE PARTITE E POI BASTA (20/9/18) Chi ama il calcio ormai può soltanto passare ad estremi rimedi per gustarsi in santa pace le partite: silenziare le telecronache, evitare i talk sul calcio, non leggere articoli sportivi. Siamo sopraffatti dagli ultras, però i peggiori sono quelli nascosti (due soli nomi per tutti: Bergomi e Crosetti). Ci sono ormai firme di grandi quotidiani che sui social gettano la maschera, telecronisti urlanti senza vergogna ormai omologati ai sudamericani, Sky che fa coincidere il racconto del calcio con le polemiche da Var (se tutto fila liscio, i MarcoCattaneo si deprimono), come se non fosse ormai monopolista e dovesse battere la concorrenza  scendendo sempre più in basso. Caro prof. Grasso, Lei chiede ai telecronisti qualche secondo di silenzio, per me l’unico rimedio è ormai guardarmi le immagini ed evitare le chiacchiere becere sul calcio o gli opinionisti furbastri. Sono io l’apocalittico oppure il calcio è ormai raccontato negli studi televisivi e nelle redazioni da ultras indistinguibili da quelli delle curve?

BUFFONI La giustizia sportiva italiana è una vergogna di cui nessuno vuol prendere atto. Per definizione il Giudice sportivo deve essere un disonesto (prima Palazzi, adesso Pecoraro). Penserete che parli da juventino, no, è acqua passata dopo 7 scudetti, la Giustizia sportiva è stata una cura ricostituente. Ma è possibile che nel 2018 Cesena e Chievo si scambino giocatori per fare plusvalenze e la prima viene punita con -15 punti, mentre la seconda con -3? Io la definisco vergogna, esagero? Ah, capisco, il Cesena aveva le maglie bianco-nere

CUSENZA Leggo oggi 2/9/2018 che la partita Cosenza -Verona non si è giocata perchè il manto erboso era rizollato ma impraticabile. Questo unicum ha risvegliato in me un ricordo indelebile. L’unica partita di calcio (ecco l’unicum) da me giocata su un campo erboso fu mezzo secolo fa al S.Vito di Cosenza (Trofeo Berretti) appena aperto. Io ero un’ala mediocre che giocava con la Vigor contro il Cosenza. Pioveva e quel giorno ne prendemmo 7, Frisenda, giovane allora promessa, ce ne fece quattro. Eravamo andati in vantaggio noi con un mio tiro da fuori area. Pioveva e per la prima e unica volta in vita mia compresi cosa significa giocare in serie A. La palla sull’erba bastava colpirla bene e partiva un tiro fortissimo, cosa che sulla terra battuta non avviene per una questione fisica e dinamica (il piede non scivola come sull’erba). Che stadio quello di S. Vito, vi giocò Gigi Riva con la Nazionale. Sapete qual’è oggi lo stadio più imbarazzante della serie A? Il Bentegodi di Verona, che ha un terreno di patate (vi giocano Verona e Chievo). La mia domanda finale è: perchè i manti erbosi delle nostre squadre sono così penosi, rispetto a quelli inglesi e tedeschi? Risposta: se noi italiani non riusciamo a far la manutenzione ad un prato, perchè dovremmo essere in grado di farla a ponti complessi?

RONALDO RIDICULOUSNESS A volte è così facile prevedere la stampa sportiva ridicola che mi faccio paura. Dopo 3 giornate in cui non ha segnato, Cristiano è già IL caso. Prendiamo le pagelle di Repubblica dove la Juve è affidata al più stupido della compagnia, Crosetti. Ronaldo: 5 (prestazione imbarazzante); Di Gaudio, Parma: 6,5 rapido, ficcante, la Juve fatica a contenerlo. Avrò visto un’altra partita,  Ronaldo ha sbagliato molto, ma solo il suo muoversi per il campo ha creato al Parma il terrore. Ronaldo, per Crosetti & C. (cretini) deve fare 3 goal a partita, per prendere 6,5. Se non segna, voto 5 (ricordatevi la MIA previsione). Se continua così a gennaio potremmo fare uno scambio alla pari con Di Gaudio. Bonucci ha avuto 6, eppure è già il secondo goal che ci fa prendere dopo quello del centravanti del Chievo. Memorie antiche: Quando arrivò alla Juve Platini, nei primi 6 mesi tutti, compreso Ciotti, lo derisero. Bastò sostituire Furino con Bonini e tutto cambiò. PS: seguo le partite senza audio e non leggo cronache sportive, ho fatto un’eccezione oggi perchè prevedevo ciò che i miei polli avrebbero scritto

PAOLO MALDINI E LA GRANDE RIMOZIONE Il 24 maggio 2009, Paolo Maldini ha giocato la sua ultima partita a San Siro nella sconfitta subita dal Milan per 3-2 contro la Roma. Durante il giro di campo finale (al contrario di quanto successo a grandi campioni come Del Piero, Totti, Buffon) il difensore è stato contestato da un settore di tifosi organizzati della Curva Sud: questi hanno intonato cori a favore di Franco Baresi ed esposto alcuni striscioni polemici verso Maldini, in relazione ad alcune considerazioni del capitano milanista sul tifo organizzato, rovinando così  il suo addio al calcio giocato. Ma questo è il meno. Il fatto incredibile fu che Galliani, allora plenipotenziario milanista, o Berlusca, non hanno detto fino ad oggi una sola parola in difesa del loro capitano. L’addio più ingrato che io ricordi in mezzo secolo. Nessun giornalista, adesso che Maldini è tornato come dirigente nel Milan, ha ricordato questo precedente, l’umiliazione più mortificante subìta da un grande campione nel giorno dell’addio. Un caso unico al mondo. Da juventino ho sempre ammirato Maldini, grande sia come calciatore che come uomo, e sono felice che sia tornato da dirigente. Ma chiedetevi, se i fischi a Paolo fossero stati indirizzati a Del Piero o altro giocatore juventino, senza alcuna reazione di Agnelli, nei secoli dei secoli quante lezioni  e reprimenda avremmo letto sui giornali, ascoltato in tv. Non ce ne saremmo liberati mai, sarebbe stata una macchia indelebile. Invece l’umiliazione di  Maldini nel silenzio complice dei suoi padroni, il suo conseguente esilio per 9 anni dal calcio importante, tutto questo è stato rimosso dai media. Come se non fosse mai avvenuto. Che grande incommensurabile vergogna ed ingiustizia verso uno dei più grandi calciatori che ci sia capitato di ammirare sui campi. Ecco, mi sono sfogato. Bentornato Paolo, forse per questo ti abbiamo regalato Higuain e Caldara, in cambio del pacco Bonucci. PS Le squadre si capiscono dai tifosi: INTER Severgnini, Mentana, Bonolis, Fiorello; MILAN Salvini, Abatantuono JUVE Sandro Veronesi, Christian Rocca, GP Battista, Ramazzotti, Dario Di Vico; FIORENTINA Renzi ROMA Venditti, Amendola, D’Alema; LAZIO Clemente Mimun, Montesano 


CALDARA E BONUCCI COME TI RINFORZO IL MILAN Non ho trovato un solo juventino che abbia approvato l’operazione con il Milan. Tutti gli opinionisti hanno detto che l’affare l’ha fatto il Milan. Eppure il Milan era disperato, senza un centravanti e con un’ anziana tartaruga in difesa dal costo esoso. Adesso, con Caldara e Higuain, ha risolto tutti i suoi problemi.  Nel negozio Milan-Juve è sembrato che il coltello dalla parte del manico ce l’avesse il Milan. Bonucci è in fase calante e Caldara è una promessa più giovane di 7 anni. Bonucci fu venduto per 42 milioni esigibili in 3 anni (comunicato ufficiale della Juve), e quindi il Milan deve ancora versare 2 rate superiori sicuramente ai 20-25 milioni. Eppure i due vengono scambiati alla pari, forse per dare Higuain al Milan. Un affare misterioso, ma Elliott sta negoziando l’accordo Hiunday-Fca,  per una squadra che trova 400 milioni per Ronaldo, e poi regala Caldara per fare 20 milioni di plusvalenza. Allegri sarà d’accordo, lui i giovani non li guarda proprio. Siamo incontentabili noi juventini? Forse, ma per due anni ho avuto in cuore una pena, vedere Higuain costretto, come Dybala, a tornare nella nostra metà campo a difendere, sacrificandosi in un lavoro usurante. Se Allegri lo esigerà da Ronaldo, è la volta buona che ci liberiamo di un praticone che non cura i giovani e in testa ha due schemi: attacchiamo col 4-4-2 e ci difendiamo con l’1-10.


BERGOMI E CAPISCI L’ITALIA Beppe Bergomi è un ex terzino dell’Inter adattatosi a prendere la parola a Sky quando Caressa gli dà il permesso (avrebbe voluto fare l’allenatore o avere un ruolo nell’Inter). E’ noto per la sua bocca senza labbra, la sua immancabile tristezza ed un odio contro la Juventus che tutti gli interisti condividono ma che in lui si acuì quando, arrivato all’Inter come allenatore Lippi, pose fine alla sua carriera. Ogni anno dei quasi 20 che ha passato a Sky comincia a dire che è l’anno buono per l’Inter, che la squadra si è rinforzata e che potrà vincere lo scudetto (via via con Joao Mario, Banega, Kondogbia, Borja Valero, Gagliardini, Naingollan, Asamoah). Ma negli ultimi sei anni, la delusione per i risultati nerazzurri e per gli scudetti bianconeri hanno provocato in lui una depressione molto accentuata, ben visibile dalla postura, dal tono di voce diventato accorato nella devozione a Sarri (“un maestro”) e da una alopecia vicino alle orecchie. Sky è stata costretta dalle proteste di tutti gli abbonati juventini a non fargli più commentare la Juve, sino alla fatidica sera del 28 aprile quando essendo sabato, gli è toccato assistere all’ennesima vittoria rubata della Juve a Milano. Icardi ha pianto senza ritegno, lui come al solito ha dovuto trattenersi. Ieri sera, appena ha preso la parola sull’argomento al Club di Caressa, ha fatto un’ excusatio non petita: da 20 anni Sky mi lascia libero di esprimere le mie opinioni… Ecco il problema italiano: quando gli individui cominciano a pensare che le proprie opinioni siano fatti senza riuscire a distinguere più tra fatti ed opinioni