I rave e la superficie delle cose

Solo nell’ultima estate, a Ferragosto, un rave nell’Alessandrino ha visto confluire circa duemila persone. Più di mille per un rave nelle campagne di Castri con relativo sgombero.
Ma nell’agosto del 2021 a Valentano, in provincia di Viterbo, ci fu un rave party che andò avanti per otto giorni e sul quale scrissero tutti i giornali denunciando l’assenza dello Stato.
Ragazzi non solo italiani, ma provenienti anche da Finlandia, Repubblica Ceca, Olanda, Francia, Inghilterra, Spagna e Germania., chiamati a raccolta con il tam tam sui social e senza operazioni di contrasto in grado di bloccare l’arrivo di quel fiume di persone.

Per quel mega rave party (a Ferragosto si accalcarono 10mila persone) – dove perse la vita un ragazzo di 24 anni, annegato in un laghetto – dopo otto mesi di accertamenti, c’è un solo responsabile penale: un ragazzo albanese di 34 anni accusato di invasione di terreni. Il processo per lui si aprirà a marzo 2023.
Quel free party del 2021, tenutosi illegalmente nella provincia di Viterbo, ha lasciato danni difficilmente riparabili. Nell’area protetta di Valentano gli animali della riserva sono fuggiti appena è iniziata la musica sparata a tutto volume e da allora non sono più ritornati. Come riportato dal Corriere della sera, Piero Camilli, proprietario dei terreni dove si era svolto il mega raduno, ha chiesto di essere risarcito dal ministero dell’Interno per la somma di 300mila euro di danni.
Ora, in Italia qualsiasi faccenda diventa scontro politico, nell’immediatezza di un crimine invochiamo la pena di morte ma dopo qualche mese il cuore si intenerisce per il reo e la tv ne spiega la redenzione o lo dipinge come vittima di un errore giudiziario. Certamente ogni norma va scritta descrivendo bene i comportamenti da colpire, ma consentire tutti i raduni in cui i venditori di droghe possano contattare liberamente migliaia di clienti perchè si sballino, a me, che (come Sergio Berardinelli) apprezzo “l’inesauribile superficie delle cose”, non sembra da consentire. Non è questione di migliaia o di 50 persone, uno Stato non deve consentire che qualcuno invada un posto privato o pubblico per metter su il Blach Friday del mercato di stupefacenti. Rientrano in questa fattispecie anche le occupazioni di edifici pubblici come le scuole? Nella maggior parte dei casi direi che la risposta sia positiva, se il fine è lo sballo e il mezzo sono gli stupefacenti, più che la libertà di protesta dei clienti burattini (studenti o giovani) andrebbero considerati gli affari loschi dei mercanti burattinai. Lo stesso vale per discoteche e feste quando gli organizzatori con la scusa del ballo i proventi li ottengono dallo sballo. Insomma, rave o non rave, il problema è il mercato incontrollato degli stupefacenti. Italo Calvino in Palomar scrisse: Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose ci si può spingere a cercare quel che c’è sotto. Ma la superficie delle cose è inesauribile.

In Italia purtroppo siamo pieni di specialisti che ci spiegano ogni volta quel che c’è sotto il tavolo, in questo modo non vediamo più quel che è evidente, ciò che sta sopra. Saremo superficiali ma sempre meglio dei “sannolunghisti”