Lo scandalo degli stipendi dei presidi, diversi a seconda della Regione

Se un professore di liceo di Milano guadagnasse 1600 euro al mese e uno di Messina 2600 tutti griderebbero allo scandalo e ricorrerebbero alla magistratura. Gli stessi lavori dovrebbero essere pagati allo stesso modo nell’intera penisola e su questo ci sono pochi dubbi. E invece per quanto riguarda i dirigenti scolastici l’uniformità non esiste. Un dirigente a seconda della regione in cui lavora può guadagnare centinaia di euro in più al mese rispetto al suo collega di un’altra regione, anche se dirigono scuole con lo stesso numero di alunni e di classi.
La disparità di trattamento tra le regioni, sulla quale nessuno dice mai nulla, deriva da una scellerata scelta sindacale fatta nel CCNL del 2006/09. Fino ad allora il FUN (Fondo Unico Nazionale destinato alla retribuzione di parte variabile) veniva suddiviso tra le regioni in base al numero dei Dirigenti in servizio, con il CCNL 2006/2009 si è stabilito che la suddivisione avvenga sulla base dei posti in organico, avvantaggiando così le regioni con più vuoti di organico: non conta solo quanto sia grande la torta, ma anche quanti sono i commensali che si siedono a mangiarla! Non so se si sia capito: una scelta politica regionale (che è quella di assegnare ad ogni scuola un dirigente oppure di fregarsene e lasciare scuole senza dirigente ma con una reggenza) comporta stipendi individuali meno ricchi o più ricchi.

Per arrivare all’uniformità senza che nessuno ci rimetta, bisognerebbe allineare gli importi esistenti nelle diverse regioni con quelli delle regioni che hanno gli importi più elevati; piccolo problema: i soldi non ci sono e…non ci saranno!

Guardiamo le cifre dei dirigenti scolastici. Oggi c’è una forte disparità tra le diverse regioni italiane per quanto riguarda la media pro capite della retribuzione variabile ed accessoria dei presidi. Un dirigente campano rispetto al suo collega del Friuli viene pagato 509 euro in meno al mese. Vi sembra una cosa legittima per due che fanno lo stesso lavoro? Come tutti sanno da decenni, i Dirigenti Scolastici non hanno nessuna “colpa” per questa disparità, la colpa è…dei sindacati e dell’Aran!

Ma non basta, se poi andiamo a vedere le posizioni individuali e analizziamo la situazione delle diverse regioni in base alle “fasce di complessità” in cui sono organizzate le scuole regione per regione, osserveremo che, per fare un solo esempio, due dirigenti di Liguria e Friuli prendono due stipendi molto diversi. Esaminando la sola retribuzione di posizione/parte variabile, perché è questa la voce che entra nello stipendio mensile,  un Dirigente di prima fascia della Liguria percepisce 8.912,53 euro annui in più rispetto al collega del Friuli Venezia Giulia; questo vuol dire che nello stipendio mensile del primo entrano 685,58 euro in più rispetto al collega dell’altra regione. Sono entrambi dirigenti, con scuole in prima fascia (perché la posizione variabile e il risultato dipendono dalla fascia in cui è collocata la scuola), ma tra loro corre una differenza di stipendio rilevante. Quasi 700 euro al mese.

Tale notevole disparità non interessa nessuno, nè ai sindacati, nè al governo, nè agli stessi diretti interessati altrimenti avrebbero da molti anni investito la magistratura e denunciato sui media una disparità economica ingiustificabile. Le “gabbie salariali” dei dirigenti scolastici insomma non interessano proprio a nessuno. Ecco lo Stato di diritto dove sulla carta i cittadini sono eguali ma ci sono quelli che possono difendere dei privilegi e altri che devono subìre ingiustizie macroscopiche  pur risultando iscritti a sindacati potenti e autorevoli.