Teresa Bevilacqua e la scuola banale

Va in pensione Teresa Bevilacqua che per 20 anni ha diretto due scuole prestigiose di Lamezia: la scuola elementare “Maggiore Perri” per la quale sono passate intere generazioni lametine, la scuola storica cioè, e la media Pitagora, una delle scuole medie “moderne” di questa nostra città. Per le scuole vale il detto dei figli “scuole grandi problemi grandi…” per cui dirigere due scuole di queste dimensioni è, per usare un eufemismo, molto impegnativo. Teresa è stata avvantaggiata perchè “buon sangue non mente” ma oltre all’intelligenza ci ha messo il suo buon carattere che le ha consentito di fare squadra e di creare senso di appartenenza. Quindi ha ottenuto visibilità e qualità, ma soprattutto la sua empatia le consente di conoscere bene le persone, sulle quali è difficile che si sbagli.

Delle scuole, e parlo a livello nazionale, rimane nascosta l’altra faccia della luna che non è l’eccezionale (la Dsga di Genzano che, notizia di ieri, in due anni ruba 100mila euro usando la firma digitale dei due presidi) ma l’ordinario banale non raccontato. La spiego con un episodio vero che concerne l’ultimo giorno di scuola ed è avvenuto lontano dalla Calabria. Un prof di educazione fisica in tuta l’ultimo giorno di scuola entra in una classe prima. Non trova nessuno, c’è solo un suo collega che seduto alla cattedra sta mettendo a posto le carte.

Allora il prof con la tuta esclama:

-E dove sono gli alunni? –

-Non ci sono, non stanno venendo più da qualche giorno-

-Mannaggia. E adesso come faccio? Chi me li firma i programmi?-

-E adesso te ne accorgi? Non ci potevi pensare prima?-

-Senti, li posso lasciare a te?…se trovi qualcuno glieli fai firmare –

-Ma no, a chi vedo io? Telefona a qualcuno, chiedi in giro…se qualcuno conosce un alunno della prima A…Ma, senti un pò, adesso che ci penso, tu sei sicuro di insegnare nella mia classe, la prima A? Non ti ho mai visto prima… –

Il prof con la tuta lo guarda sorpreso e fa:

-La prima A? Ma tu sei sicuro che io non insegno nella prima A? Fammi andare a controllare. – e sgaiattola via

Cara Teresa, che la scuola non ti manchi, domani è un altro giorno.