Parole destinate alla storia. Per non dimenticare chi le ha dette

Giugno 2022- Al giornalista del Corriere che gli chiede come si fa a seguire la linea della Nato se si decide di non inviare armi all’Ucraina, risponde:  “se la Nato dice mandiamo carri armati all’Ucraina e noi non li mandiamo allora sì che si entra in contrasto. La Nato “dice aiutiamo l’Ucraina in questa fase di difesa” e noi rispondiamo “mandando pigiami o corpetti anti proiettile”. (Stanislao Di Piazza, senatore grillino sottosegretario del Lavoro. L’invio di pigiami alla richiesta di carri armati fa diventare il “mangino brioche” di Maria Antonietta una grande espressione di realismo).

«Macché usciamo! È vero, tutti mi chiedono di farlo, ma io non sono uno che gioca partite doppie» 18/6/22, Giuseppe Conte, a chi gli domanda se intenda uscire dal governo  (Federico Capurso in un colloquio sulla Stampa)

“L’alleanza col M5s non è una condanna, ma una decisione. Anche perché molti sostenitori dei grillini sono nostri ex elettori che noi ormai non saremmo in grado di riconquistare, e quindi restare col M5s è l’unico modo per allargare il campo” (Franceschini, Il foglio, 18/5/22)

“A cosa portano questi continui attacchi denigratori a Conte, se non aprire strada alla destra?” (Bersani, Repubblica 26/4/22 Giovanna Vitale)

“Essendo neonazista nell’animo (la Meloni) si è subito schierata con i neonazisti ucraini” (Luciano Canfora, latinista, 11/4/22)

“Il M5s ha “una visione complessiva distante da quella di Le Pen ma sicuramente siamo anche noi molto sensibili a dei temi che sono stati posti anche dalla Le Pen, per esempio sulla perdita di potere d’acquisto dei francesi e sulla sofferenza delle famiglie e delle imprese”. (Giuseppe Conte, Non è l’Arena, 10/4/22)

(31/3/22) “Io non penso che Putin sia il maggiore nemico che noi abbiamo di fronte in questo momento. Il nemico più mostruoso che sta di fronte a noi è la guerra. La guerra è mostruosa» (Michele Santoro a Piazzapulita)

(29/3/22 il Foglio) Conte non vuole far cadere questo governo, anche se “non è quello dei sogni” (Simone Canettieri)

( 20/3/22) Lo storico comunista Marco Revelli (Cuneo, 1947)  a proposito della guerra all’Ucraina ha spiegato in tv (Tagadà) che ci vuole una trattativa e, in estrema sintesi: «le parti devono rinunciare alle loro pretese». Presumo che le pretese degli ucraini siano innanzitutto quelle di non farsi bombardare.

(16/3/22 corsera) Beppe Grillo Da quando la Russia ha iniziato i bombardamenti, non una parola sull’invasione. Quando diceva: «Putin? La politica internazionale ha bisogno di uomini di Stato forti come lui e Trump»

Maurizio Crozza (Fratelli di Crozza) «a Cuba nel ’62, gli americani mica hanno lasciato che i russi gli mettessero dei missili ai confini, giustamente si sono incazzati, è chiaro che prima o poi la Russia si sarebbe incazzata».

In un’intervista al Riformista, parlando della democrazia ucraina e del presidente Volodymyr Zelensky, il filosofo Luciano Canfora dice: “Se dobbiamo ritenere che sia democratico chi arriva al potere dopo un colpo di Stato, perché quando in Ucraina fu cacciato il governo in carica quello era un golpe, come quello di al-Sisi in Egitto contro i Fratelli Musulmani. Ognuno è libero di dire le sciocchezze che vuole ma adoperare queste categorie per salvarsi la coscienza, è cosa poco seria. Il figlio di Biden è in affari con Zelensky. Zelensky è un signore che dice di voler combattere per degli ideali, ma questi ideali hanno anche dei risvolti meno idealistici…”

“Inflazione supera il 7% e benzina che schizza ben sopra i 2 euro a litro, mentre il nostro governo gioca a fare la guerra invece di lavorare per costruire con la diplomazia la pace e porre fine all’aggressione di Putin”. De Magistris (Luciano Capone: Draghi avrebbe potuto fermare Putin e invece ha deciso di fare la guerra. Quando era pm, era questa sua lucidità e capacità di analizzare la realtà che caratterizzava le sue inchieste).

(filosofa Donatella Di Cesare, marzo 2022) «Caro Draghi, questa guerra che da tecnico, non eletto dal popolo italiano, stai subdolamente proclamando, non è in mio nome»

(2 anni fa) Salvini: mi sento “più a casa qui a Mosca che non in tante capitali europee”; “darei volentieri Mattarella in cambio di mezzo Putin”

(tweet 5/11/2015) IO STO CON PUTIN! Sostituirei Renzi con Putin domani mattina !

(Sottosegretario agli Affari esteri Manlio Di Stefano, M5S, in un intervento a Mosca al congresso di Russia Unita, partito di Putin, giugno 2016) “Improvvisamente, quando la crisi ucraina è esplosa, abbiamo capito che qualcosa non andava nel verso giusto e, nonostante le mistificazioni dei media, abbiamo percepito essere indotta dall’ingerenza di Unione europea e Stati Uniti. Oggi in pochi possono negare che a Kiev ci sia stato un golpe finalizzato a portare la Nato ai confini con la Russia e facilitare l’approvazione del Ttip”

Alessandro Di Battista (Facebook, 22/2/22) Putin si è limitato a “formalizzare l’esistenza (dunque riconoscere) di due repubbliche separatiste e russofone”, quella di Donetsk e quella di Luganks. “Si tratta di territori che la Russia controlla politicamente e militarmente da otto anni, nulla di nuovo dunque e, per adesso, nulla di particolarmente preoccupante”.

 Marco Travaglio: giornali e telegiornali sono colpevoli di rilanciare «l’ennesima fake news americana dell’invasione russa dell’Ucraina».  «Draghi agli ordini di Biden» (titolo del Fatto quotidiano).

(intervista a Lucio Caracciolo, direttore di Limes,15/2/22) Qualche giorno fa fonti americane davano per imminente l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia: quanto è realistico uno scenario di vera guerra?
Non era molto credibile prima, non lo è a maggior ragione oggi perché si è aperto un canale negoziale molto concreto che non risolverà nessun problema di fondo ma che quantomeno evita la prospettiva di una guerra e incanala la questione ucraina su dei binari che comunque a oggi mi sembrano vantaggiosi per la Russia.

(intervista a la Stampa, febb 22) IL SOLITO MA ANCHE D’Alema controcorrente: «L’aggressione all’Ucraina è un crimine, ma la Russia ha anche delle ragioni»

(relazione di Enrico Letta alla direzione del 21/2/22) «Noi abbiamo l’ambizione di vincere, non l’istinto di sopravvivere (…), e io lo dico con grande franchezza perché mi sento un po’ l’allenatore di questa squadra (…), io non so come andremo a votare, non so con quale legge elettorale andremo a votare, non so se come segretario avrò un qualche ruolo nello scegliere la squadra che sarà in campo (???), ma se avrò un qualche ruolo, io guarderò ogni giocatore negli occhi, e se vedrò in quegli occhi gli occhi di tigre di chi vuole vincere, allora contribuirò a metterlo in campo; se viceversa vedrò gli occhi di chi vuole pareggiare, allora dirò che forse è meglio fare un giro in panchina e pensare alla prossima volta».