LA FOLLIA DELL’ULIVO A 5 STELLE

Entro il 15 OTTOBRE per accedere al Recovery Found va presentato un piano dettagliatissimo di centinaia di pagine. Ancora non c’è neppure il gruppo di lavoro che dovrà stendere non il solito libro dei sogni, ma un “template”, modello di opere da compilare secondo i criteri che la Commissione sta per indicare. Il governo più inefficiente che si ricordi è questo qua. Come dice Boncinelli lo spettro che si aggira oggi nella testa di molti è l’abiura della razionalità insieme con la tendenza a semplificare piuttosto che arruffare le matasse. Per capire davvero tutti i populisti del mondo di qualsiasi genere e colore ricordate che essi odiano gli esperti. Ecco perchè la pandemia li ha messi in crisi: hanno a malincuore alla fine dovuto ascoltare gli scienziati. La presenza dei grillini al governo ha insomma sdoganato quello che l’uomo della strada fa ogni giorno, sragionare con la pancia, come gli umarel che disquisiscono sui lavori che osservano passeggiando. Schizzinosi con il Mes, un esempio di cretinaggine certificata dal momento che ormai pretendiamo soldi regalati senza controlli e da spendere a piacimento per quota 100 e redditi vari. E oggi decisi a dare una lezione ai Benetton, la cui unica colpa è avere il 33% di una società privata, Atlantia. Prendiamo uno “de” sinistra, il Fico della Camera: “Chi ha una concessione se sbaglia deve pagare” . Lo dice chi doveva controllare e non lo ha fatto. Prima Anas e poi il ministero delle Infrastrutture sono assolti con formula piena. Ragionando con la pancia ogni questione politica diventa una bandierina identitaria da sventolare (slogan: No al Mes; No ai Benetton) che prescinde dall’esame oggettivo dei numeri. Processi sommari : “un’esigenza legittima di giustizia (le inchieste fanno il loro corso accertando le responsabilità personali) si trasformerebbe in una condanna al prevedibile fallimento per un’intera azienda. Cioè per un insieme di lavoro e competenze (7 mila dipendenti), di cui l’Italia ha estremo bisogno nel momento in cui deve rilanciare gli investimenti. Se il gruppo non sarà più, come si dice in gergo, bancabile, cioè finanziabile e in grado di sostenere i propri debiti, ne faranno le spese altre società. Una reazione negativa a catena. Quando si sarà distrutta un’intera filiera produttiva si conteranno altre vittime innocenti. Gli azionisti se la cavano sempre, i lavoratori no” (Ferruccio de Bortoli)

Insomma, una questione da negoziare per il bene del paese avendo già ricostruito il ponte e dovendone affidare entro fine luglio la gestione, nelle mani dei grillini diventa la solita solfa, il veto, con l’aggravante dell’uomo più indeciso a tutto, il Conte dimezzato in quota Casalino, il supercazzola che temporeggia per scaricare sul pd e solo sul pd l’onere della decisione. Il pd, cioè Gualtieri e la De Micheli, sanno bene cosa fare ma essendosi legati mani e piedi ai grillini non possono farlo. Il solito ricatto del “o ti mangi stà minestra…” , stavolta è “attenti che arriva Salvini se si va a votare”, resta la storica tattica dei comunisti. Finanche Scalfari (96 anni) ha capito che ci vuole Draghi per salvarci, sarebbe il momento che il pd diventasse lamalfiano, che su ogni questione cruciale ragionasse con i numeri e il cervello e costringesse piuttosto gli altri ai contorcimenti per spiegare l’inspiegabile. Una decisione saggia all’opinione pubblica la spieghi, una vendetta ti nuoce. Atlantia è un gestore strategico delle reti (Aeroporti di Roma, per esempio). La holding italiana è presente in 22 Paesi. Ha 31 mila dipendenti.

“Ora se il governo dovesse scegliere la linea dura, quella che piace ai grillini, oltre a dare un messaggio a tutti gli investitori che gli umori politici e le emozioni in Italia prevalgono sulla ragione e sul diritto, trascinerebbe lo Stato in una lunga controversia giudiziaria. E la cifra che alla fine potrebbe finire sul gobbo dei contribuenti (ma fra molti anni e ci sarà un altro governo) sarebbe presumibilmente a metà strada tra 7 e 23 miliardi. Insomma, Autostrade, dopo avere per anni goduto di tariffe alte, fatto pochi investimenti (e per giunta troppo con società controllate in house) e messo in pericolo l’incolumità pubblica, verrebbe pure ricoperta (e con essa gli azionisti, Benetton compresi) di miliardi pubblici. Il colmo”(F. de Bortoli).