7 min read 0

Noi, evoluti ma scimpanzè

Quaranta anni fa un libro, di Frans de Waal  (La politica degli scimpanzé), spiegò il comportamento sociale dei primati (tra i quali c’è la nostra specie). Parlando di scimpanzè, ricordava Gilberto Corbellini, la politica in generale, che tocca il suo punto più basso nelle competizioni elettorali, ci dimostra che gli umani non siamo per natura una specie razionale, o inclini alla bontà o al rispetto. L’attività politica umana “sembra far parte di un bagaglio evolutivo che condividiamo con i nostri parenti più prossimi”. Il dna umano e quello degli scimpanzè differisce per meno dell’1% del totale.

5 min read 0

Nedved, stupri e poveri in fila. Tifosi travestiti da Buoni

Ciò che uno fa dentro casa sua non deve essere nè spiato nè divulgato. E’ il privato. Ciò che si fa all’aperto invece può essere divulgato se si commette un reato o se si violano regole. Però i moralisti ipocriti, i falsi Buoni, cioè i tifosi, fanno sempre la morale agli avversari per il vecchio vizio di moraleggiare in base a principî morali astratti, o per ipocrita perbenismo

8 min read 0

Claudio Cerasa/ Per capire il complottismo

(claudio cerasa) Funziona così. Prendi un fenomeno complesso. Spiega quel fenomeno individuando chi ne può trarre giovamento. Trasforma nel motore vero di quel fenomeno chi può aver tratto giovamento da quel fenomeno. Costruisci delle teorie alternative alle verità consolidate. Trasforma i difensori delle verità consolidate in nemici della libertà d’espressione. Fai della tua versione complottista un manifesto della libertà.

2 min read 0

A. Cazzullo/Il pd sempre al governo ma senza vincere

Eppure, dal 1994 a oggi la sinistra è entrata prima o poi nella maggioranza di governo in tutte le legislature, tranne quella 2001-2006. Saranno bravi a manovrare, avranno cultura di governo, saranno il partito-sistema, punto di riferimento dell’Europa, dei mercati, dell’America (quando il presidente è democratico). Ma per governare servirebbero pure i voti e le vittorie chiare.

6 min read 0

Dire solo quello che gli altri vogliono sentirsi dire

Se io critico, magari scherzando, Piripicchio, attore, o politico, o scienziato, o cantante o sportivo, o sindaco, i suoi amici, familiari, gregari, servi sciocchi, non me lo perdoneranno. Ormai Piripicchio è possibile criticarlo soltanto in ambiti ben definiti dove si ritrovano tutti quelli e soltanto quelli che non amano Piripicchio. Non sto rivelando il terzo segreto di Fatima, sto parlando del mondo in cui viviamo in cui il famoso libero dibattito è stato davvero abolito come la schiavitù

4 min read 0

I Paesi Bassi impediscono all’Ue di risolvere la crisi energetica

(carlo panella) Draghi e Macron hanno proposto un price cap per contenere gli effetti del rialzo del metano che corre imperterrito verso i 300 euro al MWH. Ma gli Stati europei rigoristi hanno rinviato tutto al Consiglio europeo di ottobre, quando sarà ormai troppo tardi per impedire la tempesta perfetta dei prezzi

4 min read 0

Allegri l’antico presuntuoso, l’oscurantista del calcio

(13/8/22) Allegri, l’unico allenatore pagato 9 milioni all’anno che non si è aggiornato al calcio moderno. Piccola spiegazione del calcio proattivo che con la sua efficacia (Guardiola, Klopp) ha reso il calcio “reattivo” in pochi anni un reperto archeologico e Allegri un oscurantista. Ormai anche se la squadra del cuore vince i tifosi vogliono anche divertirsi.

5 min read 0

Vecchi, giovani e premier

Siamo un paese di vecchi che stanno sacrificando il futuro dei giovani. Un paese che ragiona come Rai1, al servizio esclusivo dei vecchi. E i giovani continuano a fare quello che fanno sempre i giovani, menar le mani, sballarsi, non pensare. Così i vecchi hanno una ragione in più per trascurarli.

6 min read 0

La storia d’Italia e le ombre del passato

Ernesto Galli della Loggia: Non si può guidare la Repubblica italiana se non si accetta il fatto che essa ha le sue radici nell’antifascismo. Chi non intende accettare i verdetti della storia è difficile che possa avere un grande avvenire in politica. In nessun altro Paese dell’Europa occidentale come da noi, tra fascismo prima e comunismo poi, si è avuta una così grande diffusione di culture politiche ostili alla democrazia liberale. Analisi perfetta, ma nel 2018 l’autore, per sua stessa ammissione, ha votato 5Stelle. Ora se ne è pentito, ma questo aggiunge al quadro tracciato il ruolo contraddittorio degli intellettuali italiani.

4 min read 0

Il taglio dei parlamentari, come il Pd per andare dietro ai 5Stelle ha favorito la Meloni

(Francesco Verderami ) Il Pd, che per tre volte aveva votato contro la riforma, alla quarta cambiò posizione. In pochi in Parlamento si opposero a quella «mutilazione della Costituzione», come disse al Senato Bonino, allora anche a nome di Azione. Sarà stato per il fatto che all’epoca Conte era considerato il «punto di riferimento» del progressismo, ma nel Pd fu il solo Guerini — durante un dibattito politico in una riunione di governo — ad esprimere il suo dissenso. Certo in quella sede non si segnalò in suo sostegno il ministro del Sud Provenzano, compagno di partito, che l’altro giorno in un’intervista al Corriere ha di fatto sottolineato gli effetti negativi della riforma.

11 min read 0

Votare Letta sicuri che comunque vincerà Meloni

L’articolo più bello sulle elezioni lo ha scritto Antonio Pascale. E’ lungo ma spiega praticamente tutto. La ricerca del consenso, il cacciavite del segretario dem e le mosse della leader di FdI. La forza dell’onda (come al premio Strega)

6 min read 0

Paracaduti/ Speranza, Gianni e Roberto, Nico Stumpo e tutti gli originari calabresi

Vedrete, scrivevo il 9 agosto, che Nico Stumpo lo metteranno al sicuro nel proporzionale. Infatti. Ecco uno che a Roma ha saputo farsi i fatti suoi pur cambiando sponsor e collocazione. Torna in Calabria giusto per farsi eleggere, e sarebbe la terza volta. Lui si trova lo sponsor, che lo impone ai calabresi. E i calabresi lo votano senza saperlo. E il ministro Speranza lo conoscete?

4 min read 0

I draghiani sono la risposta esatta al bipopulismo italiano

(Christian Rocca) Letta, Renzi, Calenda, Carfagna e Bonino hanno perso l’occasione offerta dal governo Draghi di costruire un’alternativa seria ai demagoghi e ai sovranisti. Il risultato è il successo di Meloni, il caos programmatico del Pd e la fine di PiùEuropa. Meglio ripartire dal terzo polo liberaldemocratico che alcuni di loro, infine, hanno deciso di far partire

7 min read 0

Perché gli operai votano Meloni e non Fratoianni

DARIO DI VICO La sinistra più radicale si è allontanata dai luoghi della marginalità. L’energia dei Cinque stelle si è esaurita, mentre la destra intercetta le debolezze a livello nazionale e rende la sua offerta più efficace

11 min read 0

La natura del pd: sinistra o centro-sinistra?

(10.8.22) Mentre una volta il Pci faceva la guerra agli extraparlamentari di sinistra, il pd oggi la guerra la fa solo a chi considera “moderati”, “centro”, “riformisti”. A sinistra non vogliono nemici e dunque anche i 5Stelle populisti vengono assunti nella famiglia della sinistra. Così come avvenne anni fa con i leghisti ai quali abbiamo regalato per compiacerli istruzione e sanità regionali (e adesso piangiamo)

4 min read 0

I problemi veri/ Che fare per la crescita e il debito

(Giampaolo Galli, Osservatorio sui conti pubblici Università Cattolica) Una campagna elettorale seria ruoterebbe attorno al tema di chi ha le migliori credenziali per fare davvero le riforme previste dal Pnrr

5 min read 0

La differenza tra riformisti e massimalisti bipopulisti: tasse, la metà degli italiani vive a carico degli altri

Un’accurata analisi di Alberto Brambilla sul Corriere della Sera spiega, numeri alla mano, ciò che già si sospettava: una buona metà degli italiani o non paga le tasse o sfrutta benefici statali o vive a carico dell’altra metà. Vige dunque una situazione in cui – dopo essere stati per secoli vessati dai francesi, dagli spagnoli, dagli austriaci – gli italiani celebrano centocinquant’anni di piena indipendenza riuscendo nell’impresa di vessarsi da soli. Siamo al culmine di quella che qualche anno fa Geminello Alvi aveva chiamato la dominazione italiana sull’Italia.

5 min read 0

Disc, i 4 stili comportamentali

John Geier, partendo dagli studi del libro “Emotions of Normal People”, del 1928, dello psicologo […]

4 min read 0

Lamezia Grandi Opere crescono…sui giornali

Lamezia pensa in grande: waterfront, porto turistico, “Spazio generazione 21”, parco tematico divertimenti, cittadella del cinema, metropolitana di superficie. Lamezia pensa, è dalla sua origine che continua a pensare in grande.

3 min read 0

Il docente esperto e i 2 mantra

Ci risiamo. Anche il ministro Bianchi intende passare alla storia creando in 9 anni e con 3 corsi di formazione un docente esperto da pagare di più. Ma alla base del tutto ci sono 2 mantra che magari una generazione futura smantellerà ricorrendo al principio di realtà

4 min read 0

Se Draghi fosse uno spartiacque e non una parentesi

(mario lavia) Il Partito democratico non ha capito che l’attuale presidente del Consiglio è uno spartiacque, un confine tra un prima e un dopo. Invece lo considera una parentesi, mancando l’appuntamento con i desiderata della maggioranza dei cittadini

2 min read 0

Elezioni/ Ma perchè non se ne vanno con Giuseppi?

Una domanda sulle alleanze. Quelli che hanno votato contro l’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato perchè vogliono presentarsi col pd e non con Giuseppi e Dibba? Mistero, col masochismo la sinistra convive ma essere sadici verso paesi civili non si può

3 min read 0

Francesco Guerrera/L’eredità di Draghi

Le bugie in malafede di Conte (reddito di cittadinanza e bonus 110%) e dei populisti di qualsiasi colore sono prive di qualsiasi fondamento. Con Draghi il nostro paese è cresciuto più di ogni altra economia del G7 nel secondo trimestre. Ma ora le cose stanno cambiando. Auguri a tutti noi, e che Dio ce la mandi buona

4 min read 0

Comunque finisca la telenovela delle alleanze una cosa è sicura: non finirà affatto

Sottoscrivo parola per parola quel che scrive FRANCESCO CUNDARI : Se ne parlerà fino alla presentazione delle liste, ma anche dopo l’ufficializzazione delle candidature, e persino dopo il voto, come sempre. Breve storia di un’insopprimibile vocazione autodistruttiva della sinistra basata unicamente sulle alleanze